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Pro Infantia, a Terracina scatta la petizione online per difendere il territorio

Il comitato: "L'obiettivo è impedire una nuova lottizzazione sul lungomare di Terracina con la demolizione di un immobile di valore storico e sociale"

Terracina – A quasi sei mesi dal sequestro dell’ex Pro Infantia (avvenuto il 31 dicembre 2020 e poi confermato dal Gip l’8 gennaio del 2021) per presunta lottizzazione abusiva, il destino di quest’immobile continua a essere un tema caldissimo per i terracinesi.

Ed è proprio per salvaguardare il destino della Pro Infantia che è scattata una petizione online dall’emblematico titolo “Salviamo la Pro Infantia dalla speculazione edilizia”. Una petizione lanciata dal comitato omonimo e indirizzata non solo al sindaco, Roberta Tintari, all’assessore all’urbanistica della Regione Lazio Massimiliano Valeriani, al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, ma anche ai ministri della cultura Dario Franceschini e della transizione ecologica Roberto Cingolani.

L’obiettivo della petizione

Ma qual è l’obiettivo della petizione, lanciata nei giorni scorsi? E perché tanta preoccupazione? “Con questa petizione – spiega il comitato – chiediamo la vostra attenzione per impedire un nuovo scempio al nostro paesaggio costiero.

La petizione ha come obiettivo quello di impedire una nuova lottizzazione sul lungomare di Terracina con la demolizione di un immobile di valore storico e sociale e con la distruzione di una preziosa area verde destinata ai cittadini (verde pubblico e parcheggi).”

La storia della Pro Infantia nell’ultimo anno

Poi, il comitato fa un passo indietro e ripercorre la storia della Pro Infantia nell’ultimo anno, spiegando: “Nel mese di dicembre 2020 è stato rilasciato, da parte della attuale amministrazione della città, un permesso a costruire sul lotto in questione, per un intervento di demolizione e ricostruzione, preceduto dalla introduzione di una variante urbanistica al PRG che ha modificato la destinazione d’uso dello spazio annesso, trasformandolo da spazio destinato a verde pubblico e parcheggi in spazio privato edificabile.

L’intento del permesso a costruire è quello di far realizzare un impattante complesso residenziale fronte mare, a poche decine di metri dalla battigia, in un’area particolarmente pregiata come il lungomare di Terracina: un lotto di oltre 9.000 metri quadri per un complesso costituito da due imponenti palazzi di cinque piani disposti in senso parallelo alla linea di costa, in sostanza un unico enorme fronte di cemento armato da oltre 12.000 metri cubi di edificato.

Tutto questo – prosegue il comitato – utilizzando l’applicazione della legge regionale n.7/2017 sulla rigenerazione urbana, travisata nei suoi originali intenti di riqualificazione di aree urbane degradate a tutela e vantaggio dell’interesse diffuso, utilizzata invece per attuare cambi di destinazione d’uso e monetizzazioni (vendite) – non giustificate e a pochi spiccioli – di aree destinate a verde, parcheggi e servizi destinati ai cittadini (standard urbanistici).”

Il ricorso in Cassazione e la preoccupazione del comitato

Ma se l’area è stata messa sotto sequestro a casa è dovuta questa nuova preoccupazione? Il comitato spiega: “Per nostra fortuna la Procura di Latina è già intervenuta e ha sequestrato preventivamente l’area con ipotesi di lottizzazione abusiva (ipotesi confermata anche dal Tribunale del Riesame) ma il privato costruttore (la società Residence Circe), da quanto apprendiamo, ha avanzato il ricorso in Cassazione perché, dopo avere investito nell’acquisto dell’immobile (alienato da una Fondazione benefica ad un privato), ora vuole costruire!

Per questo chiediamo di firmare la petizione. Perché è arrivato il momento di salvare la Pro Infantia e il lungomare di Terracina dalla speculazione edilizia. Tutti insieme.

Ringraziamo già da ora chi ci aiuterà a sostenere un’idea di città migliore, con meno cemento, meno traffico, più verde, più servizi ai cittadini, maggiore sostenibilità ambientale e sociale, maggiore rispetto della inestimabile bellezza del territorio.

Da parte nostra, continueremo la nostra battaglia, fatta non solo da questa petizione, ma soprattutto di una campagna permanente di informazione rivolta a tutti – privati cittadini, organizzazioni per la difesa del patrimonio storico, culturale, ambientale e paesaggistico, istituzioni –  e di azioni legali, come ricorsi e costituzione di parte civile, per contrastare questa nuova mega-lottizzazione che andrebbe a distruggere il paesaggio del nostro litorale.”

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