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Memorial Costa, il papà Stefano: “Il dono di Simone ai giovani di oggi, uomini di domani” foto

Socializzazione e generosità. I simboli del torneo di calcio in svolgimento al Garbaglia, nel ricordo del giovane di Fiumicino

Fiumicino – Ritrovare gli occhi di Simone in quelli dei giovani calciatori che partecipano al torneo. Stefano Costa porta avanti il nome di suo figlio dal 2011, quando la scomparsa del giovane di soli 16 anni ha sconvolto la vita di una famiglia e di un’intera comunità.

Non si ripercorre il fatto di cronaca in questo articolo, ma ci si concentra sul dono che Simone ha fatto al calcio giovanile e ai ragazzi della sua età. E non solo. Anche alle persone che ha conosciuto e che lo apprezzavano. Ragazzo gentile e calciatore generoso. Lo descrive suo papà nei giorni in cui il conosciutissimo ‘Memorial Simone Costa’, torneo di calcio a lui dedicato e che porta il nome del giovane di Fiumicino, compie 10 anni. Una edizione del 2021 che si sta svolgendo in questi giorni, come lo fa dal 2012, sui campi del Centro Sportivo Garbaglia. Eredità di Simone ad un’intera comunità.

Quest’ultimo era un giocatore del Fiumicino Calcio e amava il pallone, era la sua passione più grande. Tendeva una mano in partita sempre, ai compagni di squadra. Conquistare tutti insieme una importante vittoria, come impegnarsi al massimo sempre fino al fischio finale.  Era sempre là il giovane Costa con la maglia del Fiumicino sulle spalle generosamente ‘a dare un sostegno’. In questo modo Stefano Costa racconta di suo figlio calciatore. Il torneo immediatamente pensato con sua moglie,  per  accogliere nel ricordo del giovane, altri amanti del calcio e i bambini delle  scuole  calcio del litorale  laziale e ora anche dell’intera regione, porta i valori di Simone come vessillo. La sua generosità, la voglia di stare con gli altri, il gioco pulito ed entusiasmante del calcio, la gioia dello stare insieme ai compagni e agli amici. Quei valori dello sport olimpico e paralimpico che in questi mesi di Covid, evidentemente soprattutto ora, sono necessari per far rinascere i giovani psicologicamente colpiti dalla pandemia, ma per donare loro, e sin dall’inizio della  competizione (avvenuto nel 2012) educazione e insegnamenti di vita: “Un Memorial che fosse svolto con correttezza e la massima lealtà sportiva”. Il cuore di Simone rivive in questi princìpi ogni  anno. Ogni anno che il torneo si svolge e in cui tantissime squadre partecipanti danno la loro adesione. E’ papà Stefano a curare le public relations. Parla con le società e le introduce all’evento che ha i valori di suo figlio: “Ritrovo il valore dell’amore per lo sport e questo non può mai mancare – dice nella sua intervista a Il Faro online – il Memorial anno dopo anno è cresciuto. E’ un evento riconosciuto”.

Ladispoli, Ostiamare, Totti Soccer, Trastevere, Romulea, Giochiamola Sempre Ars, Tor Tre Teste, CHC, Asd Nettuno, Urbetevere, Dabliù, Accademia Giallo Azzurri, Campus Eur. Solo alcune delle società partecipanti in questo difficile 2021, in cui il torneo è condizionato dal Covid, come tutti gli eventi sportivi in Italia. Nel rispetto delle regole si sta portando avanti una edizione decennale importante. E con tante squadre che hanno dato la loro adesione, per ricordare un giovane calciatore e ragazzo che in campo dava il cuore,  come faceva nella vita di tutti i giorni.

Cerca i suoi occhi papà  Stefano negli occhi dei giovani come  Simone. Negli occhi di chi gioca a calcio e di chi fa rivivere la sua memoria, in un Memorial che incoraggia alla socializzazione e alla condivisione. Nello sport e con ideali sani di crescita. Sorrisi, commozione, impegno di chi ogni anno ci mette il cuore, insieme alla sua famiglia, per organizzare un evento che mai deve mancare per migliorare la società civile e far crescere in modo sano i bambini: “Portiamo avanti questa iniziativa, in modo che possa essere ciò che ha lasciato mio figlio – dice Stefano – dare qualcosa agli altri attraverso il ricordo di Simone, che ha perso la vita purtroppo prematuramente, è un segnale di una sua eredità e qualcosa di positivo che viene fatto a suo nome. Questo ci riempie di orgoglio”.

Il ‘Memorial Simone Costa’ del 2021 è iniziato il 18 maggio scorso. Sarà un lungo mese di partite per giocatori nati dal 2008 al 2013. I bambini di oggi e uomini di domani. E tanti, che sono  passati per i campi rossoblu nel ricordo di Simone, ringraziano oggi i signori Costa per l’opportunità avuta e per le emozioni vissute: “Sanno testimoniare in maniera diretta l’affetto e i momenti vissuti. Ce lo esprimono quotidianamente”. Fino al 19 giugno, giorno della finale, in cui Stefano si augura che il livello dei contagi e l’andamento della campagna vaccinale permettano lo svolgersi della consueta festa, che ogni anno avviene, vivranno i valori di Simone in campo. E i suoi occhi brilleranno negli occhi degli altri. E i suoi genitori li ameranno, come fossero quelli di loro figlio. Che per sempre vivrà nel calcio che amava.

Caro Sig. Costa può spiegare i motivi che hanno spinto lei e sua moglie ad organizzare un Memorial in ricordo di Simone?

“E’ partita da noi questa idea, con la collaborazione del  Fiumicino Calcio e del presidente Simone Munaretto, perché Simone giocava con il Fiumicino. Lo abbiamo fatto per ricordarlo, ci sembrava cosa buona e giusta creare un torneo all’interno del Centro Sportivo Garbaglia, dove Simone andava quotidianamente. Un torneo che vedesse protagonisti i giovani, svolto con la massima correttezza e lealtà sportiva”.

I valori dello sport sono fondamentali. Come anche i valori del calcio. Quali sono quelli che hanno ispirato questo Memorial?

“Puntiamo alla socializzazione, al far vivere ai ragazzi dei momenti di condivisione attraverso lo sport. Indispensabile per la loro crescita. Abbiamo unito il discorso atletico (far fare attività fisica) con quello di praticare lo sport. Questo è indispensabile per la sana crescita dei ragazzi, coinvolgendoli in qualcosa, che li vedesse condividere momenti speciali tra loro. Questa è la cosa principale, a cui abbiamo pensato. Utile alla loro crescita”.

In questi anni, sono stati espressi i valori da voi perseguiti mediante il torneo? E’ stato fatto quanto voi volevate?

“Riceviamo attestati che ci confermano questo. I ragazzi, che hanno fatto le prime edizioni, vengono a testimoniare il loro ottimo ricordo. Quest’anno che stiamo svolgendo il decennale, il Centro Sportivo è frequentato da ragazzi che hanno vissuto questa esperienza e la portano nel cuore. Credo che abbiamo potuto lasciare ciò che volevamo perseguire all’inizio. Questo è un segnale alquanto positivo”.

Qual è il messaggio più bello che avete ricevuto? I ragazzi hanno espresso il loro affetto per voi e per Simone?

“Cominciano ad essere migliaia i ragazzi che hanno partecipato al Memorial. Ogni anno sono circa 2000. Sono numeri importanti. I ragazzi sanno testimoniare in maniera diretta l’affetto e i momenti vissuti. Ce lo esprimono quotidianamente. Anche con uno sguardo. Basta proprio uno sguardo, una pacca sulla spalla da coloro che oggi sono più grandi e ti dicono grazie. Ti fanno i complimenti, perché stai portando avanti questo progetto”.

Un po’ come se fossero anche dei figli vostri..

“Dico sempre che c’è un dolce e c’è un amaro. C’è la dolcezza di vedere correre sui campi questi bambini, vederli crescere anno per anno. Ma c’è l’amaro di non vedere correre più nostro figlio. Portiamo avanti questa iniziativa, in modo che possa essere qualcosa che ha lasciato Simone. La vita è importante in qualità, non in quantità. Lasciare qualcosa agli altri attraverso il ricordo di Simone, che ha perso la vita purtroppo prematuramente, è un segnale di una sua eredità e qualcosa di positivo che viene  fatto a suo nome. Questo ci riempie di orgoglio”.

E’ un modo secondo lei, di come Simone possa rivivere in ciò che state portando avanti?

“In ogni sguardo cerco lo sguardo di mio figlio. Non potrò mai trovarlo, ma ci aiuta a stare meglio”.

Ritrova i valori di suo figlio nell’anima del torneo? E in questi bambini che partecipano ogni anno?

“Ritrovo il valore dell’amore per lo sport e questo non può mai mancare. Il Memorial anno dopo anno è cresciuto. E’ un evento conosciuto e  riconosciuto, non soltanto nel territorio di Fiumicino, ma anche fuori. Partecipano tantissime società calcistiche del Lazio. Vedere i ragazzi che riescono a coniugare la voglia di giocare, con la volontà di vincere un Memorial è bello. Lo reputano importante, riuscendo a staccarsi dall’agonismo che si crea nei campi di calcio. Denoto sempre  una estrema correttezza tra loro. Ci tengo sempre a farmi una chiacchierata con le squadre che  partecipano. Ormai ci conoscono, sanno qual è il nostro pensiero. Lo onorano anno per anno, in modo adeguato. I bambini devono capire che stanno vivendo un’età particolare e bella e che saranno gli uomini di domani. Sono fortunati di poter vivere il loro sogno in campo, al di là di quei ragazzi che non sono stati fortunati. Devono comprendere quanto sia preziosa la vita e quanto lo è, nel dedicarla ad eventi di questo tipo. Nello sport e nella socializzazione”.

Può dare ai lettori un ricordo di Simone?

“Potrei scrivere una enciclopedia. Porto nel cuore quel ricordo indelebile, in cui lo vedevo sui campi di calcio. Mi fa piacere vedere ragazzi in partita, che aiutano un compagno in difficoltà, di essere un sostegno per lui. Quando Simone giocava lo ha sempre dimostrato. A volte ne vedo alcuni più predisposti che incoraggiano. Mi fa ricordare il carattere di Simone”.

Ci sarà qualcosa di particolare quest’anno? Ed è stato difficile organizzare il Memorial con le restrizioni anti Covid?

“Ci è sempre piaciuto organizzare una grande finale e una bella premiazione con feste emozionanti per i ragazzi. Quella giornata devono  conservarla nel cuore e mai come in questo momento di restrizioni Covid, hanno bisogno di ritrovare normalità o qualcosa di simile. Il Memorial è ancora più importante. Rispetto agli anni prima è stato più difficile organizzare il tutto, con il rispetto delle normative. Sapremo comunque districarci tra gli ostacoli.. nella speranza che andando avanti coi giorni fino alla finale, si possa vedere uno spiraglio di luce”.

Ci può svelare un premio o qualcosa di particolare che sarà fatto quest’anno, per le squadre partecipanti?

“E’ sempre il coniglio che viene estratto dal cilindro (ride). Restiamo in attesa dei numeri della pandemia per adeguare poi la festa. L’importante è che i bambini abbiano un  buon ricordo, tra i tanti pensieri negativi avuti, in questi mesi complicati”.

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