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Simona Quadarella padrona in Europa nei 1500 stile: “Un oro splendido”

Emozionata l’azzurra già campionessa in carica di specialità. La Caramignoli è bronzo: “Sono rinata”

Budapest – Simona Quadarella ha una scia d’oro che abbraccia idealmente Glasgow a Budapest. La regina delle mezzofondo vince i 1500, un trionfo che si unisce a quello di martedì negli 800 e alla tripletta del 2018 in Scozia (1500, 800 e 400). Una cometa azzurra diretta verso oriente, già vista da quelle parti dopo il trionfo iridato a Gwangju, con record italiano (15’40”89), e che punta dritta verso Tokyo.

Accanto lei sul podio una strepitosa Martina Caramignoli che si prende un bronzo che sa di rinascita in 16’05”81 a dividere le due azzurre c’è solo la russa Anastasia Kirpichnikova, già seconda negli 800, d’argento in 16’01”06, per una doppietta mai vista e un medagliere di specialità che raddoppia portandosi a quota 4 (2-0-2)Una carriera, quella di Simona Quadarella, iniziata sgambettando alla piscina della Polisportiva Delta nella borgata Ottavia e superando la sorella più grande Erika che andava forte, ma ancora di più sui libri di scuola. A 14 anni era già sul podio italiano della sua categoria, due anni dopo su quello dei grandi e vinceva pure l’oro olimpico giovanile a Nanchino. Da lì è stata una rapida escalation. Cresce con il tecnico Christian Minotti al Circolo Canottieri Aniene, diventa vigile del fuoco, e si scopre al mondo: col terzo posto iridato a Budapest si fa conoscere a livello planetario, nel 2018 domina 400, 800 e 1500 agli europei di Glasgow e nel 2019 si prende il titolo iridato nei 1500 a Gwangju e poi l’argento negli 800. Le manca la medaglia olimpica che potrebbe arrivare tra due mesi, poi si porranno altri obiettivi perché Quadarella è sempre ambiziosa e pensa sempre al prossimo obiettivo, ovviamente sempre più grande del precedente.

Simona lascia spazio a un po’ d’emozione, con i suoi occhi che continuano sempre a brillare: “L’obiettivo era di portare a casa un altro oro e ciò mi rende felicissima. Confermarsi è difficilissimo e mi viene quasi da piangere. Speravo di nuotare un po’ di meno – spiega la 22enne di Roma – Va benissimo così, perché è un periodo di allenamenti intesi e di più non potevo nuotare”. Martina alla grinta e all’orgoglio: “E’ stata una gara difficile. Il tempo è anche alto ma va benissimo così – racconta la reatina, tesserata per Fiamme Oro e Aurelia Nuoto, allenata da Germano Proietti – Sono contentissima di questo risultato. Ho resistito al ritorno dell’ungherese Kesely (quarta). Volevo trovare la buona condizione e la sensazione di gareggiare e fare tempi buoni. Adesso mancano due mesi alle Olimpiadi e continuerò ad allenarmi. Mi sono fatta un bel regalo per il mio compleanno che sarà tra pochi giorni (compirà 30 anni il 25 maggio)”. (federnuoto.it)

(foto di Andrea Staccioli / Inside – DBM)

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