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Carta del docente, Anief: “Un diritto dei precari. Pronti ad andare davanti alla Corte di Giustizia Europea”

Marcello Pacifico: "Gli oltre 200mila precari della scuola attendono risposte che non possono ulteriormente ritardare"

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Scuola – Scarica e invia la diffida predisposta da Anief per interrompere la prescrizione quinquennale e richiedere, per ogni anno di servizio, la carta di 500 euro per la formazione e l’aggiornamento introdotta cinque anni fa. In attesa che sia sollevata questione di legittimità comunitaria dopo i ricorsi presentati al tribunale amministrativo, il giovane sindacato apre le pre-adesioni gratuite per aderire al ricorso al giudice del lavoro.

“Oggi più che mai, dopo mesi di didattica a distanza, appare più che mai irragionevole oltre che discriminatoria la norma (legge 107/2015) – dichiara Marcello Pacifico, leader di Anief – che mette a disposizione del solo personale docente di ruolo la Carta. Un insegnante su quattro, infatti, è stato chiamato su cattedre al termine delle attività didattiche o in supplenza annuale in questi cinque anni. Il nostro ufficio legale è più che convinto che, come per le questioni relative al trattamento economico del personale precario, anche questa debba essere scrutinata dalla Corte di Giustizia Europea per la evidente violazione della Direttiva 1999/70/CE.

Per Anief sono decisamente troppe le questioni che riguardano i precari della scuola ancora in attesa di soluzione. Oltre al tema del reclutamento, su cui Ministero e sindacati hanno recentemente stilato un patto ancora in attesa del via libera da Palazzo Chigi, l’altro fronte caldo è quello del mancato riconoscimento anche ai docenti precari della Carta di 500 euro annui per l’aggiornamento e la formazione.

“Si tratta – afferma Marcello Pacifico – di una delle numerose forme di discriminazione rispetto ai colleghi di ruolo che i docenti precari devono subire dal 2015, anno in cui la Carta è stata introdotta. Insieme al contratto per regolare la DAD in piena pandemia, avevamo siglato anche un’intesa con il Ministero dell’istruzione perché si avviasse un percorso che ponesse rimedio a questa intollerabile esclusione, visto che a fare didattica a distanza sono stati sia i docenti di ruolo che quelli precari. Sono passati sei mesi e quell’intesa è rimasta lettera morta”.

Per questo, il sindacato ha deciso di riaprire le adesioni al ricorso al giudice del lavoro per chiedere l’assegnazione della Carta docenti anche ai precari, predisponendo una lettera di diffida e di messa in mora da inviare al ministero.

“Non c’è più tempo – riprende il leader dell’Anief – e gli oltre duecentomila precari della scuola attendono risposte che non possono ulteriormente ritardare. In attesa di capire quali siano le intenzioni del Governo Draghi sul reclutamento del personale con tre anni o più di servizio, è necessario riconoscere immediatamente il diritto alla Carta del docente anche ai precari poiché non solo svolgono le stesse mansioni e hanno le stesse responsabilità dei colleghi di ruolo, ma perché hanno anche le stesse esigenze di aggiornamento professionale e di acquisto di materiale per la didattica, specie per quella a distanza”.

“E affinché questo diritto sia riconosciuto – conclude Pacifico – siamo pronti ad andare davanti alla Corte di Giustizia Europea e denunciare lo Stato italiano per violazione della Direttiva 1999/70/CE e discriminazione dei lavoratori a tempo determinato”.

È possibile preaderire gratuitamente al ricorso e scaricare la diffida da questo link.
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