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Aec a Fiumicino, Baccini: “Sosteniamo i diritti dei lavoratori precari”

"L'esternalizzazione del servizio è un grave atto d'irriverenza culturale verso un'attività importante per l'economia didattico educativa delle istituzioni scolastiche".

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Fiumicino – “La situazione che vivono i 90 operatori Aec del Comune di Fiumicino è paradossale per questo ho deciso di depositare una mozione per portare la loro situazione in Consiglio Comunale” così Mario Baccini, capogruppo di centrodestra in consiglio Comunale spiega le ragioni di un atto formale alla vigilia dello sciopero indetto dalle operatrici comunali attualmente assunte da cooperative interinali che chiedono maggiori tutele e un tavolo di concertazione prima de prossimo bando.

Le Assistenti educative culturali rappresentano l’ossatura di una filosofia che ha per principio i concetti d’inclusione ed integrazione. Sono le operatrici che affiancano i docenti per potenziare, far acquisire abilità ad alunni che vivono diverse fragilità. Il loro impegno continuo ed indispensabile è scarsamente considerato dall’amministrazione comunale.

Mal pagate e nello stesso tempo pagate a cottimo. Vivono una precarietà di fronte ad una cecità politico programmatoria del comune. La figura dell’Aec/Oepa, assistente educativo culturale, prima dell’esternalizzazione del servizio la lettera C stava per comunale, l’assistente educativo lavora in tutte le scuole di ogni ordine e grado, supportando gli alunni con disabilità. Sono legati allo studente dalla legge 104.

Le mansioni dell’Oepa, nuovo acronimo : (operatori educativi per l’autonomia), sono quelle di lavorare per l’inclusione dell’alunno, per il raggiungimento delle proprie autonomie. Nello specifico, il sevizio ha l’obiettivo di sostenere e promuovere l’autonomia dell’alunno diversamente abile, facilitarne il processo di comunicazione ed integrazione all’interno del gruppo classe. L’Oepa, collabora con il resto del team scolastico, che va dall’insegnante curriculare a quello di sostegno compresa la figura dell’Ata che affianca nel momento dell’igiene dello studente. Durante il pasto l’Oepa interviene su vari fronti con l’utente. Insieme al gruppo docente scrive il P.E.I., Piano Educativo Individuale, dove vengono riportati tutti gli obiettivi da raggiungere fino alla fine dell’anno scolastico. Il P.E.I. verrà discusso con la Asl. Terapeuti, genitori e corpo docente insieme all’Oepa in sede di riunione apposita. Si parla di un servizio essenziale, retribuito 7 euro netti l’ora, con contratti da dipendenti ciclici, quindi in estate c’è una sospensione retributiva.

La delicatezza di questo servizio non dovrebbe essere in mano a delle Aziende esterne, che non pensano alla qualità reale del servizio ed alla salute psicofisica dei propri dipendenti, né tanto meno a quella dei ragazzi.

Spesso quando le lavoratrici ed i lavoratori delle Coop. Sociali segnalano aspetti importanti per ciò che riguarda il mal funzionamento all’interno di una scuola o classe nei confronti dell’utente, per non entrare in conflitto con l’Ente Appaltante (Comune) o con la scuola (luogo di lavoro) l’operatore viene spostato o si pensa ad altre inopportune soluzioni.

L’esternalizzazione del servizio è un grave atto d’irriverenza culturale verso un’attività importante per l’economia didattico educativa delle istituzioni scolastiche.

È necessario dare dignità alle Aec e cambiare il modello di rapporto con il Comune, per una valorizzazione dello stipendio e per una continuità lavorativa per tutto l’anno, superando il cottimo ed il ciclo estivo, con impegni lavorativi solidali ed incisivi per l’arricchimento culturale di chi vive gravi disagi anche nel periodo estivo.

Vorremmo che si mettesse fine a questo precariato – spiega Baccini- anche perché con un rapporto diretto con i lavoratori OEPA il Comune avrebbe un risparmio notevole se i lavoratori verrebbero assunti con garanzie maggiori che gli permetterebbero una programmazione economica e familiare di prospettiva con uno stipendio superiore a quello attuale”.
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