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Squalo a Fiumicino: “Ecco cos’è successo davvero”. Parla il pescatore protagonista

Alessandro Sanna racconta quei momenti di paura davanti allo squalo, l'affondamento e il salvataggio (video).

Fiumicino – “Chi ha immaginato la scena del film di Spielberg con uno squalo bianco a fauci spalancate che azzanna la barca mentre io stavo pescando, ha fatto un volo di fantasia, ma quello squalo c’era veramente, e stava sotto di me”.

squalo a fiumicino, alessandro sanna

A parlare è Alessandro Sanna, il pescatore amatoriale protagonista della vicenda che ha visto la barca affondare 200 metri al largo del Vecchio Faro, il salvataggio da parte di un peschereccio locale, l’arrivo della Capitaneria e la “leggenda” dello squalo che attacca.

“Lo squalo – dice Sanna – c’era eccome, una ‘bestia’, come l’hanno definito i pescatori che mi hanno soccorso. lungo circa 4 metri, di colore grigio, con una coda alta e lunga tipo mezzaluna, e un pinna dorsale di circa 70 cm/1 metro”.

Eppure la Capitaneria nei suoi documenti ufficiali non parla di squalo, e non chiarisce neanche come la barca si sia rovesciata…

“Beh, glielo spiego io. Forse nei momenti concitati del soccorso ci siamo espressi male, forse non hanno capito ciò che abbiamo detto, o forse hanno sottovalutato, ma noi – io e i pescatori che mi hanno soccorso – la bestia l’abbiamo vista da vicino”.

Va bene, allora ci racconti tutto con calma…

“Mi ero preparato in mattinata per andare a fare un giro con la mia barca comprata da poco. Non sono un pescatore provetto, tutt’altro. Vivo e lavoro a Roma, e vengo qui in zona a trovare mia sorella che abita a Focene; per me la barca è un passatempo, un modo per rilassarmi. E anche la pesca altro non è che un passatempo, senza troppe pretese.

Ero passato in un supermercato per prendere il pranzo al sacco, e verso le 10,30 sono uscito a mare. Il fattaccio è accaduto intorno alle 11,15. Ho visto che iniziavo a imbarcare acqua, ed ero prossimo all’affondamento… Ho chiamato il rimessaggio di Fiumara chiedendo soccorso”.

E che c’entra lo squalo?

“Nulla. Fino a quel momento nulla. Devo aver messo male un tappo o forse ha funzionato male la pompa di sentina (una pompa studiata per rimuovere l’acqua dalla sentina di un’imbarcazione, cioè dalla parte più bassa del fondo, in cui si raccolgono le acque e ogni altro liquido, ndr), non so. So solo che stavo affondando…”

E che è successo, poi?

“Mi stavo organizzando per gettarmi in mare, dato che la situazione stava peggiorando, ma mentre stavo per farlo ho visto sotto di me, a fianco dell’imbarcazione, una pinna altra quasi un metro e una sagoma enorme, inequivocabilmente uno squalo”.

E allora?

“Allora ho iniziato a gridare cercando aiuto, ma una barca a vela di passaggio non si è potuta fermare. Ho ancora in mente gli occhi di quel signore che mi guardava addolorato, dicendo che non era in grado di fermarsi… Li vicino c’era anche un peschereccio, con due ragazzi a bordo. Fantastici, devo dire: hanno fatto immediatamente una manovra di avvicinamento, consentendomi con un balzo di saltare via dalla mia barca semi affondata e aggrapparmi al peschereccio”.

E lo squalo?

“Era li, a pochi metri. E fa davvero paura. Nell’avvicinarsi per soccorrermi, hanno messo la prua verso lo squalo, come per puntarlo. L’animale ha scodato e si è allontanato, provocando però il ribaltamento dell’imbarcazione, già semi affondata”.

Dunque nessun attacco diretto…

“No, per fortuna no. Ma se fossi caduto in mare non so come sarebbe andata a finire. Di sicuro lo squalo era lì, e ci aveva visto. Ma l’imbarcazione era già semi affondata per problemi precedenti, e la sua manovra elusiva ha dato solo il colpo di grazia… Che poi si è rivelato essere utilissimo, perché facendo girare l’imbarcazione ne ha impedito l’affondamento, ed ho potuto agganciarla e recuperarla”.

Episodi distinti quindi, seppur collegati. L’affondamento dell’imbarcazione, il ribaltamento della stessa, la presenza dello squalo…

Quello squalo c’era, e voglio dirlo a tutti tramite Il Faro online, per ristabilire la verità dei fatti. Sono state scritte tante sciocchezze sul presunto attacco in mare, ma si deve anche sapere che quello squalo c’era davvero: non voglio passare per visionario. Per onestà va anche detto però che chi ha pensato all’attacco di un gigante a fauci spalancate, che ha rovesciato la barca a musate per poi pasteggiare col sottoscritto, non è ciò che è accaduto realmente”.

L’animale si è dileguato?

“Non esattamente. In un primo momento si è allontanato, ma quando siamo arrivati nei pressi della vecchia scogliera, dove abbiamo depositato la barca in attesa di essere recuperata, un vongolaro è uscito di corsa dall’acqua dicendo che eravamo seguiti da una pinna di squalo… E non sapeva nulla di ciò che era successo. Non era un delfino, e nemmeno una verdesca. Non era neanche uno squalo mako… E di sicuro io non ho più voglia di andare a pescare in barca…”