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Minturno, stagione balneare a rischio: stabilimenti chiusi sul litorale

Da accertamenti di Capitaneria di porto e uffici comunali sono state riscontrate irregolarità

Minturno – E’ estremamente singolare vedere tanti, troppi stabilimenti balneari a Minturno ancora chiusi. Un evento che appesantisce ulteriormente il periodo di pandemia. Perché questo è il momento nel quale i lidi solitamente iniziano piano piano a prendere forma, quella più attraente, ammiccante che invita i turisti a fermarsi.

Il settore, quest’anno forse più che negli anni passati, avrebbe voluto essere pronto ad accogliere i visitatori, vuoi per la pandemia, vuoi per il vessillo del quale è stato insignito il litorale della cittadina: la Bandiera blu che fa presupporre un incremento del flusso turistico.

Invece sono pochi gli stabilimenti balneari che hanno piantato gli ombrelloni, nonostante l’inizio della stagione balneare abbia preso il via il 15 maggio. Molti per quanto impegnati lavorano timidamente all’interno della propria (almeno per il momento) concessione demaniale.

Sistemano, puliscono, predispongono, anche se, a quanto pare, non è detto che l’estate decolli per tutti gli operatori balneari di Minturno.
La vicenda è molto articolata e si basa su accertamenti di Capitaneria di porto di Gaeta di concerto con gli uffici comunali preposti che sembrano aver portato alla luce irregolarità di vario genere. Quasi per assurdo in sei o sette lidi sarebbero state riscontrate anomalie che non consentono loro di dare avvio della stagione estiva.

Diversi degli stabilimenti “incriminati” si sono rivolti ai propri legali di fiducia e, nella maggior parte dei casi, i ricorsi al Tar sono già stati iscritti al ruolo. Sarebbero diverse le ragioni alla base delle istanze rivolte al giudice amministrativo per chiedere, nell’immediatezza, un pronunciamento di sospensiva che consenta agli operatori di dare il via alla stagione balneare.

Gli avvocati chiamati a rappresentare gli interessi dei balneari interessati dalla vicenda, e tra gli altri gli avvocati Alfredo Zaza D’Aulisio e Massimo Signore sottolineano come “se irregolarità c’è l’amministrazione avrebbe anche dovuto concedere un lasso temporale per la regolarizzazione, oltre a fare una scaletta delle varie difformità ed eventualmente anche delle sanzioni da applicare”.

Ma questa vicenda si riconduce alla volontà del Comune di uniformarsi alle regole. Anzi alla legge, la numero 145 del 2018 per la proroga delle concessioni demaniali fino al 2033. “Una proroga ope legis – dicono gli avvocati -. Insomma una proroga che doveva avvenire per legge. Oltre all’esistenza di un’ulteriore proroga delle concessioni, prevista in ragione della pandemia per agevolare le attività balneari”.

Invece l’amministrazione comunale di Minturno ha deciso di seguire le disposizioni normative della legge del 2018. Spetterà ora al giudice amministrativo stabilire se l’estate a Minturno possa partire o meno. E chissà Minturno come se la caverà questa estate di fronte a un’affluenza turistica probabilmente in aumento grazie all’ottimo risultato della Bandiera blu, senza la sicurezza di poter contare sui servizi…

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