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Ardea, sgomberata e demolita la palazzina D alle Salzare foto

L'ordinanza per la demolizione, firmata ieri 3 giugno dal Sindaco Mario Savarese, è stata resa immediatamente eseguibile

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Ardea – Sono in corso da questa mattina alle 8:00 le operazioni per la demolizione della palazzina D alle Salzare. 

L’appartamento è stato sgomberato e i suoi occupanti sono stati mandati altrove, così come quelli della palazzina E, adiacente alla D. L’ordinanza, firmata nella notte di ieri 3 giugno dal Sindaco Mario Savarese, è stata resa immediatamente eseguibile.

(Clicca qui per leggere l’ordinanza)

La palazzina doveva essere demolita il prima possibile anche per “motivi di igiene e sicurezza pubblica”, come si legge nell’ordinanza, oltre al fatto che l’area è gravata da vincolo di uso civico. Dopo le demolizioni già eseguite per le palazzine A, B e C, i cittadini di Ardea vedono cadere giù anche la D: un passo in avanti per “liberare” Ardea dal degrado. 

Molti cittadini curiosi si sono recati sul luogo per osservare le operazioni in prima persona. Sono presenti le forze dell’ordine, tra cui la Polizia di Stato, la Polizia Locale e i Carabinieri; e in ausilio anche la Protezione Civile Airone di Ardea, Protezione Civile Nereo e la C.R.I.

Il Sindaco: “Soldi al vento per riparare ai danni dell’abusivismo”

Ancora soldi buttati al vento per riparare i danni dell’abusivismo“, ha commentato Mario Savarese, il sindaco di Ardea. “Un quarto di milione di euro per un Comune già pieno di debiti al punto di dover dichiarare il dissesto, buttati letteralmente nella spazzatura per demolire quest’orrendo monumento all’illegalità”.

“Mi addolora pensare che anche questi costi ricadono alla fine sulla collettività, e sottraggono risorse a servizi che non potremo rendere. Spendiamo soldi dei cittadini onesti che abitano case a norma e pagano le tasse. Ma non potevamo più attendere oltre; i costi delle bonifiche a cui ci costringevano gli occupanti di questa palazzina, accumulando e incendiando rifiuti di ogni genere, erano diventati superiori ai costi di demolizione. Il mio più grande rammarico è che nessuno dei responsabili di quest’orrore pagherà un solo euro per il danno arrecato”.

“Oggi – ha concluso il Sindaco – cancelliamo con le ruspe per sempre un indecoroso monumento all’inciviltà e ricominciamo: abbiamo previsto il restauro delle tre palazzine salvate dalla demolizione e la riqualificazione urbana dell’intera area. Spero che almeno in questo intento si possa tangibilmente concretizzare l’aiuto che abbiamo chiesto allo Stato”.

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