Quantcast

Seguici su

Cerca nel sito

Paola Villa si ricandida per Formia2021: “Noi non abbassiamo la testa”

La Villa: "Oggi non si chiude il nostro percorso. Ci sono altre forze libere, che hanno fatto anche percorsi di strappo all’interno del proprio partito che non vanno ignorate"

Formia – “Il mio partito è Formia” e “Non si abbassa la testa di fronte agli interessi della città” è con questi slogan che, oggi, nella sede di via della Conca, Paola Villa ha annunciato il suo ufficiale ritorno in politica. Lei, per Formia2021, ci sarà.

Non che si fossero più dubbi, ormai, ma ora, insieme al portavoce di “Un’altra città”, Christian Lombardi, e insieme al portavoce del locale Meetup, Antonio Romano, ha definitivamente rotto gli indugi, facendo un pubblico “mea culpa” di quegli che sono stati gli errori commessi durante i suoi 30 mesi di governo, per poi ripartire da lì, rimanendo coerente, fedele a sé stessa, al suo modo di fare politica che, da sempre (fin dalla sua prima campagna elettorale, nel 2013) la caratterizza: con carte alla mano, senza fare speculazioni.

Paola Villa: “Quello che presentiamo oggi non è la chiusura di un percorso, crediamo nel confronto”

Una Paola Villa che cerca una continuità nella discontinuità. Una frase criptica, che però lei spiega così: “Per fare politica, si può stare dentro, ma anche fuori le istituzioni. Il punto è che bisogna rimanere fedeli a sé stessi. Per questo, dopo aver fatto autoanalisi e aver ammesso gli errori fatti durante l’amministrazione, sono ripartita.

Siamo ripartiti da consapevolezze diverse, nuove rispetto al passato, pur senza mollare mai. In primis, sapendo che quello che presentiamo oggi non è la chiusura di un percorso. Credo che ci siano altre forze libere, che hanno fatto anche percorsi di strappo all’interno del proprio partito che non vanno ignorate. Non vanno ignorate perché per quanto le nostre storie siano diverse, ci accomuna la volontà di amministrare con un metodo diverso, che, però – sottolinea, a rimarcare quello che per lei è stato il punto di rottura della sua esperienza di governo – deve essere sposato anche dai consiglieri comunali.”

Per Paola Villa, quindi, si riparte dalla squadra. Nomi diversi da quelli “storici” – il grande assente è stato, in quest’ottica, l’ex assessore al turismo, Kristian Franzini, che come ha specificato la Villa stessa “ha deciso di fare un percorso diverso, legittimo, che va rispettato” -, nomi che abbiano il coraggio di rompere con il passato, che siano consapevoli che le compagini devono rimanere civiche, “con la città al centro del nostro pensiero” e con la consapevolezza che la sua leadership può essere messa in discussione, sì, ma su temi politici.

Sulla stessa scia sono stati i suoi nuovi “compagni di viaggio”. Lombardi ha definito questa coalizione una “tenda piazzata in un campo ben delineato”, un campo aperto al confronto, quindi, che possa aprirsi alle altre forze civiche, sociali e politiche, a patto che queste ne rispettino i confini già tracciati.

“Con “Un’altra città” – ha spiegato Romano – abbiamo iniziato gli incontri già dallo scorso febbraio e, dai vari incontri e tavoli tematici, è venuta fuori una scaletta da avere come riferimento in caso di vittoria (i temi fondamentali da cui ripartire, per entrambi le parti, sono la legalità, l’ambiente, la sanità, il rilancio economico, la trasparenza).”

E ancora, ha concluso Romano: “Negli ultimi 3 anni, dal nostro punto di vista, abbiamo avuto problemi di squadra, non di Sindaco, ed è su questo che stiamo lavorando, partendo dalla consapevolezza che per amministrare Formia servono affidabilità, coerenza e preparazione.

Il “mea culpa” di Paola Villa: ecco gli errori da cui ripartire

“Chi non fa non sbaglia” ammette candidamente Paola Villa in merito. Aggiungendo che sarebbe una bugia dire “che ho un buon carattere. Anche se, contro ogni mia stessa prospettiva, quando era Primo cittadino ho scoperto di avere una buona capacità di mediazione.”

Non solo. In senso negativo ha anche scoperto che “per molti è difficile prendere ordini da una donna – ha sottolineato, ricordando offese ed epiteti che le sono stati affibbiati per il semplice fatto di essere donna al comando -. Come è difficile conseguire risultati a prescindere da tutto (festività, weekend etc…).”

Partendo da queste considerazioni generali, la Villa ha fatto pubblicamente “mea culpa” rispetto a quelli che sono stati gli errori del passato. E se lo scorso dicembre aveva ammesso che, dal punto di visto amministrativo “rifarei tutto uguale, mentre, dal punto di vista politico, sceglierei papabili consiglieri “liberi”, lontani anche da questo clima ostile e odiocratico che si respira in città” stavolta amplia il margine di ciò che ha sbagliato, andando oltre la scelta dei consiglieri – che resta, per lei, un punto dolente -.

Bisognava perseguire il cambio della macchina amministrativa; avrei dovuto far capire alla città quali sono le tematiche davvero importanti e, in ultimo, ma non in ordine di importanza, non avrei dovuto cercare di salvare a tutti i costi l’amministrazione. Di fronte a certi atteggiamenti, infatti, avrei dovuto mettere dei paletti, a costo di far saltare tutto in aria.”

Partito o non partito? Il dubbio amletico che non c’è

L’ultimo nodo da sciogliere della conferenza è stato sempre in materia di coerenza. Per una che si è detta contraria agli accordi con i partiti canonici, non è una negazione del passato l’accordo con il M5s?

Non per lei. “Quando abbiamo cominciato a dialogare con Antonio Romano, non ci siamo proprio posti il problema del simbolo da mettere in campagna elettorale. Abbiamo lavorato per arrivare a una sintesi, perché sapevamo che dovevamo arrivare pronti a questo momento, pronti per chi non si riconosce nelle sintesi che sono scese in campo in città.

Il nostro è stato a volte un dibattito acceso, difficile. Ma il mio partito rimane Formia. Al centro del nostro pensiero, del nostro modo di fare politica, c’è Formia. C’è bisogno di non abbassare la testa di fronte agli interessi dei cittadini, c’è bisogno di una campagna elettorale fatta di verità.”

“Ci siamo pronunciati su un altro Sindaco – spiega infine Romano – e non crediamo che, da qui, ad ottobre ci saranno problemi di natura tecnica, sull’utilizzo del simbolo. In ogni caso, noi ci saremo, dovesse essere anche con il solo simbolo del Meetup (che è diverso da quello del M5s).”

Il Faro online – Clicca qui per leggere tutte le notizie di Formia