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Porto di Civitavecchia, da oggi le navi potranno fare rifornimento 24 ore su 24

La nuova ordinanza consente di poter effettuare operazioni di rifornimento di carburante alle navi (bunkeraggio) nell’intero arco delle 24 ore

Civitavecchia – Dopo la recente sottoscrizione dell’accordo sullo sdoganamento in mare (preclearing) anche per il settore dell’automotive, sottoscritto in Autorità di Sistema Portuale tra la Capitaneria di porto di Civitavecchia e la locale Agenzia delle Dogane, proseguono le attività di regolamentazione su diverse materie portuali volte ad efficientare quanto più possibile le operazioni commerciali e rendere sempre più attrattivo lo scalo di Civitavecchia.

In tal senso, è stata emanata l’ordinanza n. 42/2021 della Direzione marittima che, dopo una approfondita istruttoria ed il convinto sostegno dell’Autorità di Sistema, consente oggi di poter effettuare operazioni di rifornimento di carburante alle navi (bunkeraggio) nell’intero arco delle 24 ore, con l’abrogazione della previgente esclusione del bunkeraggio nelle ore notturne.

Si tratta di un risultato di indubbio rilievo, particolarmente apprezzato dalle compagnie di navigazione e dagli agenti marittimi e che il presidente dell’AdSP del Mtcs, Pino Musolino ha salutato affermando che “con la liberalizzazione del bunkeraggio anche in orari notturni estendiamo le capacità operative del terminale della banchina 22 aumentando in tal modo l’offerta complessiva del porto di Civitavecchia rispetto alle attività allo stesso correlate, con una conseguente sicura riduzione dei costi che gioverà a questo segmento del mercato portuale. Un risultato quindi che ci permette di massimizzare la funzionalità dello scalo e del quale ringrazio il Comandante Tomas per la consueta e proficua collaborazione”.

L’ordinanza si pone in ideale continuità con lo sforzo già operato negli scorsi mesi dalla Capitaneria di Porto e finalizzato ad armonizzare il settore del bunkeraggio con le attuali direttive comunitarie in materia di libero mercato, con rilevanti modifiche apportate al Regolamento di sicurezza portuale nella continua ricerca di quella “sicurezza produttiva” in grado di coniugare le ineludibili esigenze di sicurezza dello scalo alle aspettative dello shipping e del cluster marittimo in generale.
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