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Rifiuti, Valeriani: “Non servono i termovalorizzatori. Puntare all’obiettivo 65-10-25”

"L'obiettivo consiste nel 65% di raccolta differenziata, 10% di smaltimento in discarica e 25% di umido da recuperare come fertilizzante compost"

Regione Lazio – “Nell’attuale organizzazione del ciclo dei rifiuti in Italia e in Europa l’apporto dei termovalorizzatori è ancora necessario e negare questa esigenza sarebbe inutile. Ma è altrettanto vero che proprio l’Unione Europea sostiene il superamento della termovalorizzazione, a tal punto da stabilire che entro il 2030 gli impianti di incenerimento dei rifiuti urbani saranno posti in ‘decommission’, cioè non se ne potranno più costruire, mentre quelli esistenti dovranno pianificare la loro durata residua”. Lo dichiara Massimiliano Valeriani, assessore regionale al Ciclo dei Rifiuti.

“Anche il ministro Cingolani ha recentemente affermato – spiega l’Assessore – che non c’è bisogno di nuovi termovalorizzatori, mentre è fondamentale raggiungere l’obiettivo previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, racchiuso nella formula 65-10-25, vale a dire 65% di raccolta differenziata, 10% di smaltimento in discarica e 25% di umido da recuperare come fertilizzante compost. Un obiettivo condiviso dalla Regione Lazio e contenuto nella Piano Rifiuti 2019-2025, con il quale vorremmo conseguire risultati ancora migliori”

“Prospettare, dunque, il mantenimento o tanto meno la costruzione di modelli impiantistici antitetici a quello dell’economia circolare, come gli inceneritori, sarebbe un errore politico ed economico. Pertanto – conclude Valeriani – è vecchio chi non cambia mai e non vuole capire che bisogna costruire un nuovo modello di sviluppo: dobbiamo guardare al futuro e non restare inchiodati al passato”.
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