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Scherma, Curatoli conta i giorni per le Olimpiadi: “Finalmente dopo un anno, rieccomi..”

Plurimedagliato della sciabola, l’atleta delle Fiamme Oro ai primi Giochi della carriera, dopo aver sfiorato Rio 2016

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Roma – ‘Scusate il ritardo’. E pure se fa sorridere sentirlo dire a un ragazzo di 27 anni ancora da compiere – li festeggerà a Tokyo il 25 luglio, il giorno dopo il debutto olimpico con la gara di sciabola maschile individuale, coincidenze o destino… – va da sé che citare il celebre Massimo Troisi per raccontare la storia di un talento napoletano ha il suo perché. Del resto l’Olimpiade, per la prima volta, Luca Curatoli la sfiorò già nel 2016 quando però l’assenza della gara a squadre degli sciabolatori nel programma di Rio tenne a casa l’allora 22enne partenopeo che avrebbe voluto mangiarsi il mondo. Un lustro dopo il ragazzino s’è fatto uomo ma la “fame” è sempre la stessa. Anzi, ce n’è persino di più.

Carico, concentrato, determinato, Curatoli va all’assalto del suo sogno giapponese con la serena consapevolezza d’essere nel gotha della sua specialità, e però senza smarrire l’umiltà con cui si approccia l’appuntamento della vita d’ogni sportivo. “Con i miei amici, nella quotidianità, mi piace vantarmi anche delle cose che non so fare, in pedana invece sono umile perché è così che si può arrivare a un risultato, solo con la forza del lavoro”, racconta sorridendo e mentre conta i giorni che mancano alla partenza per Tokyo.

Quei Cinque Cerchi, del resto, sono nel Dna. Luca tira di scherma perché da piccolo tifava per il fratello Raffaello Caserta, bronzo olimpico ad Atlanta ’96 con la squadra azzurra degli sciabolatori, ed è allenato da un altro fratello, Leonardo Caserta, in un feeling speciale che mischia il sangue al legame maestro-allievo. Raffy, Leo, Luca: la grande sfida comincia in famiglia e s’affaccia sul mondo, decollando verso il Giappone con lo spirito allegro che caratterizza un team, l’Italia-sciabola maschile, che è un mix generazionale: Curatoli, e con lui il compagno di partite a playstation –  altro esordiente ai Giochi – Enrico Berrè, il già bronzo olimpico del 2012 Gigi Samele, e poi l’immensa esperienza del pluri-decorato Aldo Montano, “il nostro capitano”.

“Siamo una squadra allegra, unita, forte”, garantisce Luca. E rilancia: “Saremmo stati pronti già un anno fa, prima del rinvio dell’Olimpiade causa pandemia. Lo siamo di nuovo adesso”. Ecco. Scusate il ritardo, appunto.

(foto@AugustoBizzi)

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