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Gaeta, De Angelis (Demos): “Si faccia luce sulla vendita del piazzale della vecchia stazione”

Il Consigliere: "Io non mollo, il danno erariale c’è tutto. Il piazzale è un bene pubblico venduto per quattro soldi"

Gaeta – Il caso della vendita del piazzale della vecchia stazione di Gaeta è approdato in Regione, dove è stata approvata la mozione n. 449 del consigliere Paolo Ciani, capogruppo Demos.

“Demos – ha sottolineato Ciani – ha da sempre a cuore la tutela dei beni pubblici, ecco perché abbiamo deciso di presentare questa mozione con la quale intendiamo far luce sulla vendita del complesso immobiliare afferente all’ex stazione di Gaeta, le cui modalità destano più di un sospetto”.

“Abbiamo, infatti, chiesto di verificare se la vendita sia avvenuta ai reali prezzi di mercato, nonché accertare se i beni ceduti a privati potessero, viceversa, essere essenziali per una migliore fruizione della nuova linea Formia-Gaeta. Ringrazio – ha concluso Ciani – il nostro Consigliere comunale De Angelis e l’onorevole Trano per il costante impegno profuso nell’affrontare questa vicenda”.

De Angelis tuona: “Io non mollo, il danno erariale c’è tutto”

Ma qual è stata la reazione del consigliere locale di Demos, Franco De Angelis (colui che ha portato alla luce l’annosa vicenda della vendita, a giugno del 2020) quando ha saputo che, forse, finalmente, verrà fatta luce su una situazione che ha scioccato la cittadinanza gaetana?

Io non mollo – chi ha spiegato durante l’intervista -. Se sono rimasto in silenzio nell’ultimo periodo sulla vicenda è perché aspettavo che le promesse che mi erano state fatte diventassero realtà e così è stato.
La questione era stata calendarizzata e ora è approdata in Regione, dove, e forse è questo il dato più eclatante, la mozione ha ricevuto il voto contrario del consigliere pontino Pino Simeone, che appartiene alla stessa filiera politica del sindaco Mitrano, ovvero di colui che non solo ha affermato di non sapere nulla della questione, ma che, anche quando, in teoria, ne è venuto a conoscenza ha fatto finta di nulla, tanto che è stato capace di far votare contro (sia la maggioranza che la restante della minoranza) la mozione che avevamo presentato io e il consigliere Emiliano Scinicariello.”

E ancora: “Io non mollo perché sono convinto che, su questa vicenda, il danno erariale ci sia tutto e, insieme al mio consigliere regionale di riferimento, Paolo Ciani, che grida vendetta, faremo chiarezza su quanto è accaduto. Sul tema stiamo pensando di organizzare anche azioni popolari, una raccolta firme.”

Un passo indietro: la storia della vendita del piazzale

Ma per capire la storia della vicenda della vendita del piazzale della vecchia stazione, è necessario fare un passo indietro. Come già detto, a portare alla luce l’avvenuta vendita del piazzale fu proprio il consigliere De Angelis, che, dopo la posa della prima pietra per la Littorina (avvenuta alla presenza del presidente Zingaretti nel 2020) dimostrò come il Consorzio industriale del sud pontino (che comprò tutta l’area, anche se frazionata, da RFI nel 2017) avesse venduto l’area a una società immobiliare locale.

E qui arriva il primo nodo da sciogliere: la vendita avvenne tramite una gara a cui solo la suddetta società partecipò (per i già citati consiglieri, la pubblicità dell’atto fu risibile, in quanto, lo stesso rimase pubblicato per un tempo insufficiente). Vendita di cui, lo ricordiamo, una volta resa nota la vicenda, il Comune disse di non essere a conoscenza, sebbene, probabilmente, in caso di vendita, considerato che il lotto è di interesse pubblico, il Municipio avrebbe potuto, forse, avanzare un diritto di prelazione.

Una vendita avvenuta, il 15 gennaio 2020, per l’esigua cifra di 400mila euro, nonostante il lotto si trovi nel cuore di Gaeta, a due passi da Serapo, e, nonostante il fatto che, una volta inaugurata la Littorina, lo stesso vedrebbe aumentare il suo valore commerciale.

La vendita venne resa pubblica soltanto sei mesi dopo. Sul caso, in piena estate, venne convocata prima una commissione trasparenza e dopo un Consiglio Comunale. “In sede di commissione garanzia – spiegò De Angelis ai tempi della presentazione della relazione – mi vennero chieste notizie sulla questione: ovviamente non ero io a doverle fornire. Così, dietro espressa domanda, il Sindaco e la dirigente Stefania Della Notte dichiarano che dell’avvenuta compravendita non è mai pervenuta al Comune alcuna comunicazione…

Non solo. La Della Notte, insieme a Monacelli, sottolinearono che il consorzio valutò non necessario, per quanta riguarda la vendita, il coinvolgimento del Comune, aggiungendo che comunque il Municipio non avrebbe potuto acquistarlo poiché erano vigenti norme sul contenimento e la riduzione della spesa pubblica…

E ancora: sulla questione della legittimità, sia del frazionamento che della vendita, Della Notte e Monacelli sostennero che fossero entrambe possibili, mentre le valutazioni in merito al possibile sequestro del bene non era di loro competenza …”
Ma non è ancora finita. Sebbene la situazione sembrerebbe già assurda così, considerando che il bene è sito su un’area demaniale e di utilizzo pubblico (parcheggio). A fine marzo, infatti, sempre il consigliere De Angelis ha reso noto che il piazzale era stato rivenduto.

“Ho presentato agli uffici competenti del Comune – spiega De Angelis – richiesta di accesso agli atti relativi ai lavori in corso nel piazzale della vecchia stazione. Trattandosi di lavori in corso anche nell’area venduta da Consid alla Immobiliare Cavour srl, ho chiesto di prendere visione della documentazione che legittima tali lavori. Dopo un colloquio con la dirigente del settore urbanistico, però, ho appreso che la Cavour s. r.l. (ovvero la società che ha acquistato il piazzale dal Cosind) ‘ha ceduto’ il piazzale della vecchia stazione.”

De Angelis: “Il piazzale è un bene pubblico venduto per quattro soldi…”

Una situazione oscura quella della vendita del piazzale della vecchia stazione, su cui, si spera, che la Regione riesca a fare chiarezza. Ma due punti non possono essere messi in dubbio secondo il consigliere De Angelis: l’utilizzo del bene (pubblico) e l’ironia della sorte che ha colpito i gaetani in tema di parcheggi…

“Quando, a suo tempo, in Consiglio feci presente che un bene pubblico – l’esproprio dei terreni era stato fatto dalle Ferrovie dello Stato, che, già all’epoca, ne facevano un uso di pubblica utilità – come il parcheggio della vecchia stazione (che conta circa 100 posti auto) fosse stato venduto per quattro soldi, durante la seduta si ironizzò sul fatto che 400mila euro per me erano quattro soldi”.
Certo che non lo sono, in un’ottica generale, ma, e lo affermo oggi con ancor più forza oggi, lo sono se si considera il valore complessivo dell’immobile. E se si considera che l’affitto per tale bene è di 2mila euro al mese per i primi due anni, 2500 dal terzo al quinto anno e, infine, di 3mila euro al mese. In pratica, l’acquirente in 4 anni si sarà ripagato l’investimento fatto. Una cosa mai vista se si considera l’entità del bene.”

E ancora, De Angelis conclude con una stoccata finale nei confronti dell’amministrazione Mitrano: “Quando chiesi come mai il Comune non potesse permettersi di acquisire, nel suo patrimonio, il piazzale della vecchia stazione, mi risposero che era un problema di salvaguardia delle spese, sebbene non si trattasse di un bene qualunque, ma di un terreno espropriato 70 anni fa, e uno dei pochi posti con le strisce bianche in città.

Ora che quel bene è diventato privato (resterà un parcheggio), salta all’occhio come il sindaco Mitrano stia facendo spendere al Comune 300mila euro per la creazione di un parcheggio all’interno dell’ex Avir che ha una capienza minore di quello della vecchia stazione… Adesso non c’è un problema di spesa?”

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