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Il lungomare di Ardea ostaggio del degrado: ambulanti e abitazioni abusive tra le dune fotogallery

Tra rifiuti, ambulanti e attività commerciali abusive c'è ancora molto da fare per ridare decoro al lungomare di Ardea

Ardea – Ambulanti abusivi, attività commerciali e abitazioni che sorgono sul terreno demaniale, case che coprono la vista del mare dalla strada: sono solo una piccola parte dei problemi che il litorale del comune rutulo vive da ormai troppi anni. Nonostante questo, una novità c’è: è stato siglato un accordo tra i Comuni di Pomezia ed Ardea e la Capitaneria di Porto di Roma, sotto il coordinamento della Direzione Marittima di Civitavecchia, per il potenziamento delle attività di vigilanza lungo il litorale durante la stagione estiva 2021.

Con questo accordo estivo Ardea fa un passo in avanti, con la speranza che il patto valga per tutto l’anno e gli anni avvenire. Un accordo che non deve essere soltanto di salvaguardia in mare (già brillantemente svolto dalla Guardia Costiera), ma anche di salvaguardia della salute pubblica, attraverso il controllo delle attività commerciali abusive che insistono sull’arenile, compresi gli ambulanti, che spesso sono stati sopresi a vendere cibo senza autorizzazioni.

L’accordo è positivo, ma non basta. Un problema che non accenna a diminuire quello degli ambulanti abusivi ad Ardea, che in estate affollano le spiagge e spesso sfuggono ai controlli. I relitti dei natanti abbandonati sull’arenile sono un altro problema presente sul litorale del comune rutulo: i relitti sono abbandonati da anni sulla spiaggia e sulle dune, semicoperti con il tempo ed il vento dalla sabbia. Non solo possono essere pericolosi, ma deturpano anche il paesaggio.

Ancora troppe le abitazioni e le attività abusive che occupano la proprietà demaniale e che oscurano la vista del mare al viandante che transita sulla litoranea, un mare definito da sentenza del Consiglio di Stato “Monumento Nazionale” e che i bagnanti vogliono tornare a guardare anche dalla strada. Nel tratto di Lungomare degli Ardeatini, infatti, poco più di una mezza dozzina hanno le vecchie licenze rilasciate dall’allora comune di Pomezia, con tanto di nulla osta ambientale.

Troppe sono quelle abitazioni che ancora scaricano in contenitori di cemento interrati sulla spiaggia. Ci sono poi coloro che hanno ottenuto l’autorizzazione allo scarico e l’allaccio in pubblica fognatura pur avendo l’abitazione o il piccolo locale con ordinanza di demolizione. C’è ancora molto lavoro da fare per la Guardia Costiera e l’ufficio demanio del Comune di Ardea, che dovrebbero perseverare nei controlli per dare decoro al lungomare.

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