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Vaticano, nuove regole per i sacerdoti che celebrano messa nelle cappelli di San Pietro

Il cardinal Gambetti mette fine alla "guerra di messe" nella basilica vaticana: ecco le regole per i sacerdoti

Città del Vaticano – L’arciprete della Basilica di San Pietro, cardinale Mauro Gambetti, mette fine alla ’guerra delle messè in Basilica dopo che una nota della Segreteria di Stato aveva sostanzialmente messo fine alle messe private, limitando anche la celebrazione delle messe in latino. E, con una nota, Gambetti ha già dato disposizioni “affinché siano accolte possibilmente le richieste di celebrare nella fascia oraria dalle 7 alle 9 da parte di gruppi con esigenze particolari e legittime”.

“Anche le richieste di celebrare in modo individuale di volta in volta potranno essere oggetto di discernimento, fatto salvo il principio che tutto possa svolgersi in un clima di raccoglimento e decoro e vigilando affinché quanto ha il carattere dell’eccezionalità non divenga ordinario, stravolgendo gli intenti e il senso del Magistero”.

Nella nota, il cardinale Gambetti spiega che le nuove norme sono ispirate da due principi: “ordinare le celebrazioni sotto il profilo della scansione temporale e della loro qualità” e “accogliere e integrare particolari e legittimi desideri dei fedeli, nel limite del possibile”. Secondo queste disposizioni, “tra le 7 e le 9 i sacerdoti possono concelebrare ad una delle Messe d’orario nei luoghi stabiliti”.

Nello stesso tempo, “sono ammesse eccezioni riguardo ai luoghi della celebrazione – in occasione della memoria di un Santo i cui resti sono custoditi in Basilica – e alla contemporaneità di alcune celebrazioni per gruppi di pellegrini o nella forma straordinaria del Rito Romano”. “Il modo di ordinare le celebrazioni del mattino previsto dal comunicato della Segreteria di Stato – afferma la nota – costituisce l’occasione per richiamare il senso e il valore della concelebrazione eucaristica che, come hanno ricordato i Padri nell’ultimo Concilio, si inserisce nel solco della Tradizione della Chiesa”.

Per i sacerdoti è più che opportuno concelebrare: “Quando è possibile, per i presbiteri è più che opportuno concelebrare, stante anche il fatto che è prevista una regolare alternanza della presidenza per le concelebrazioni che ordinariamente avvengono nella Basilica di San Pietro. Lo stesso vale anche per singoli fedeli e gruppi, invitati a partecipare alla stessa Messa affinché sia espressione di fraternità e non di particolarismi che non riflettono il senso della comunione ecclesiale manifestata dalla celebrazione eucaristica”.

“Senza nulla togliere alla legittimità della celebrazione della messa di singoli sacerdoti anche quando non possono partecipare i fedeli” – si sottolinea – occorre riconoscere “il carattere dirimente” della norma che vieta di celebrare “in modo individuale nello stesso tempo nel quale nella medesima chiesa o oratorio si tiene la concelebrazione”. La nota ricorda le eccezioni contemplate dal Magistero nei casi in cui il beneficio dei fedeli consigli diversamente.

Nel caso particolare delle Messe a San Pietro, per esempio, “non deve essere sottovalutata l’importanza della comprensione della lingua nella liturgia” per i gruppi di pellegrini che giungono da tutto il mondo. C’è poi da osservare che “le dimensioni della Basilica di San Pietro e la sua architettura consentono di andare incontro a diverse esigenze di quanti desiderino celebrare l’Eucaristia in gruppo senza sovrapporsi alla concelebrazione in corso nei principali luoghi liturgici”.  Di seguito il testo integrale della nota.

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