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Ponte Pedonale di Ostia Antica, il Tribunale di Roma lo giudica inaccessibile e discriminatorio

Possanzini: "Questa è la considerazione che si ha dei cittadini più fragili? Così si vuole valorizzare l'immenso patrimonio culturale e storico di Ostia Antica?"

Ostia – “Il Giudice civile del Tribunale di Roma, Lilla De Nuccio, lo ha stabilito senza mezzi termini accogliendo il ricorso presentato dall’Associazione Luca Coscioni: Il Campidoglio discrimina le persone diversamente abili. Il Magistrato ha ritenuto una discriminazione l’inaccessibilità del Ponte Pedonale della Stazione di Ostia Antica, un ponte che divide invece di unire in quanto è totalmente inaccessibile alle persone con difficoltà di deambulazione”. Lo dichiara in una nota, Marco Possanzini, segretario di Sinistra Italiana X Municipio.

“L’Ordinanza è durissima – spiega il Segretario – e prevede, fra gli altri obblighi per l’Amministrazione grillina, anche un risarcimento economico per l’Associazione Luca Coscioni. Non basta, perché l’Amministrazione, entro sei mesi dalla data di pubblicazione dell’Ordinanza, avrebbe dovuto anche superare la barriera architettonica oggetto del ricorso. Sindaca Raggi e Presidente Di Pillo, sono finite le scuse. I sei mesi sono passati e quella mostruosa barriera architettonica è ancora li, viva e vegeta, in tutta la sua vergognosa mostruosità.

All’orizzonte non c’è una dichiarazione, una bozza di intervento, una blanda proposta in discussione, non c’è nemmeno l’ennesima promessa del ‘faremo’. Nulla, silenzio più totale. Va chiarito, senza timore di smentita, che dalla documentazione agli atti si evince chiaramente che la problematica in esame è ben nota all’Amministrazione pubblica da diversi anni e che, pur avendo elaborato una stima dei costi per l’eliminazione delle barriere architettoniche nell’anno 2017 tanto per dire che qualcosa si era iniziato a farla, non ha provveduto ad alcuna misura concreta né ha chiarito le ragioni che hanno determinato il comportamento omissivo. Non basta. Va squadernata anche un’altra fasulla ricostruzione: l’installazione degli ascensori.

Le misure necessarie per rimuovere la barriera architettonica costituita dal Ponte pedonale di Ostia Antica, necessitano di un’attenta conoscenza sotto il profilo tecnico dello stato dei luoghi, in particolari della condizione reale del cavalcavia. Questo va detto con chiarezza perché nel verbale del 2/11/2015, allegato agli atti, il rappresentante dell’Ufficio tecnico dei Vigili Urbani sostenne che il cavalcavia andava demolito in quanto non in grado di sostenere il peso degli eventuali ascensori. Non solo, con una nota del 4/10/2017 si stimava il costo per una serie d’interventi necessari e propedeutici all’installazione degli elevatori. Cosa hanno fatto invece quelli del M5S? semplice: una bella ripitturata del ponte, addirittura coprendo l’ossido presente senza effettuare alcun trattamento anti corrosione. Chiunque passando può rendersene conto, l’ossido sta riaffiorando e la corrosione del metallo sta procedendo tranquillamente”.

“Questa è la legalità a 5 Stelle? Questa è la considerazione che si ha dei cittadini più fragili? La Stazione di Ostia Antica, – prosegue Possanzini – nonostante sia la stazione di accesso ad uno dei luoghi più belli del mondo, gli Scavi Archeologici di Ostia Antica, nonostante sia utilizzata giornalmente da centinaia di pendolari, è una ‘mostruosa’ barriera architettonica di cui nessuno si interessa. La pavimentazione fortemente sconnessa e il ponte pedonale inaccessibile trasformano in una specie di panorama infernale quello che dovrebbe essere un luogo accogliente e sicuro, un modello per la città.

Non abbiamo mai smesso di ricordare all’Amministrazione grillina che abbattere le barriere architettoniche è un obbligo di legge, non è una scelta o un vestito da indossare. Esistono leggi precise nel nostro paese che devono essere rispettate, senza se e senza ma. L’Ordinanza del Giudice Civile del Tribunale di Roma è un fatto storico, di straordinaria importanza, che ha la forza di riaprire un dibattito mai correttamente e completamente affrontato nella nostra città e cioè quello di promuovere e attuare in ogni Municipio di Roma Capitale un Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche”.

“Sorprende che, anche davanti ad una specifica Ordinanza firmata da un Giudice, si continui a fare spallucce – conclude Possanzini – fingendo che il problema non esista. Così non va. Così non può andare. Attiveremo i nostri gruppi parlamentari al fine di presentare una interrogazione a riguardo.
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