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Protesta in Regione contro l’invasione dei cinghiali, Coldiretti Lazio: “Oltre 100mila presenze” foto

Lombardi: "La Regione Lazio sta mettendo in piedi una strategia di gestione del cinghiale a livello di sistema delle aree protette"

Roma – Con lo slogan #bastacinghiali Coldiretti Lazio ha manifestato questa mattina, giovedì 8 luglio 2021, davanti alla sede della Regione Lazio (leggi qui), contro l’invasione degli animali selvatici, in contemporanea con la protesta davanti a Montecitorio di agricoltori, cittadini e istituzioni arrivati da tutta Italia.

Una situazione fuori controllo a Roma e nell’intero territorio regionale, che non è più tollerabile per gli agricoltori alle prese con ingenti danni ai loro raccolti. A tutto questo si aggiunge anche un problema di sicurezza stradale e di pericolo per la salute pubblica.

Nel Lazio i danni causati dai cinghiali stimati dalla federazione regionale di Coldiretti, sono passati dai 3,5 milioni di media degli anni precedenti ai 10 milioni, solo nel periodo pandemico nel corso del quale si è assistito ad una proliferazione senza precedenti.
Nella Capitale e nella provincia si calcola la presenza di oltre 20 mila cinghiali. Un numero destinato a crescere, che nel Lazio supera oltre 100 mila. Danneggiati in alcuni casi anche l’80 per cento del raccolto con Rieti, Viterbo e Frosinone in testa, subito dopo Roma. Una situazione che ha costretto molti agricoltori ad abbandonare coltivazioni che portavano avanti da generazione per convertire il terreno ad altre colture, abbandonando ad esempio il mais, che è una delle colture più colpite e tra le preferite dei cinghiali.

“A Roma e nella provincia, così come in tutto il Lazio – dice il vicepresidente nazionale di Coldiretti, David Granieri e presidente della federazione regionale – la situazione è fuori controllo e surreale. Ecco perché oggi abbiamo organizzato una mobilitazione a livello nazionale che vede il Lazio protagonista. Siamo accanto agli agricoltori che continuano a subire ingenti danni e siamo accanto anche ad ogni singolo cittadini che si sente minacciato da questa situazione. Molti di loro oggi sono scesi in piazza con noi, perché tutto questo non è più accettabile”.

Presenti alla manifestazione anche numerosi consiglieri comunali e folte delegazioni di tutti i partiti presenti in consiglio regionale, che hanno sostenuto Coldiretti Lazio in questa battaglia. Tra loro il consigliere regionale, Valerio Novelli, presidente della VII Commissione Agricoltura. Ad esprimere la loro vicinanza agli agricoltori scesi in piazza anche gli assessori Enrica Onorati all’Agricoltura e Roberta Lombardi alla Transizione Ecologica.

Chiare le proposte e le richieste di Coldiretti Lazio, come “Il potere sostitutivo esercitato dalla Regine – spiega Granieri – nel caso in cui le aree parco non fossero efficienti ed efficaci. Così come la necessità di coinvolgere il mondo agricolo, quindi gli agricoltori che hanno già il permesso di caccia e sono formati per abbattere direttamente in azienda. E poi chiediamo che il sistema di selecontrollo possa essere rivisto perché oggi molto macchinoso troppo frazionato. Ambiamo ad un elenco regionale di selecontrollori, che nel momento del bisogno, possano essere pronti ed efficaci per una riduzione delle masse che ormai sono incontrollate”.

Appena due giorni fa cinghiali sono stati fotografati tra i bagnanti, mentre si dissetavano al lago di Bracciano. Scene di branchi di ungulati che prendono d’assalto i sacchetti dell’immondizia a pochi metri dalle abitazioni, in pieno centro abitato, sono all’ordine del giorno. E’ accaduto in questi giorni a Labaro, ma avviene puntualmente sulla Cassia, a Monte Mario e Trionfale, ma sono arrivati persino a pochi passi dal ministero degli affari Esteri. E son o stati fotografati mentre girano indisturbati persino nel Cimitero Flaminio. Migliaia le segnalazioni che arrivano da ogni quartiere di Roma da Prima Porta alla Giustiniana, da Ottaviano fino a Maccarese, una zona questa dove in precedenza mai si era registrata la loro presenza.

E non mancano episodi di aggressioni. Proprio il mese scorso a Labaro un ragazzo è rimasto chiuso per alcuni minuti nell’area cani, circondato da un branco di venti cinghiali. Scene di paura in un supermercato a Formello, dove gli ungulati le hanno rotto le buste della spesa che una donna stava caricando nella sua auto nel parcheggio di un supermercato. Stessa situazione a Roma nord in zona viale Cortina d’Ampezzo, dove nei mesi scorsi un cinghiale ha caricato un giovane residente, che è stato inseguito per oltre 100 metri. Ormai i residenti hanno paura di uscire di casa con i propri cani, perché temono che anche loro possano rimanere vittime di attacchi. Le cose non cambiano nella zona dei Castelli Romani. Al lago di Albano è stato aggredito e morso da un cinghiale anche un bambino di 11 anni, costretto a ricorrere alle cure mediche.

Rischi per la viabilità con incidenti che si verificano sempre più frequentemente a causa dei loro attraversamenti. Alcuni purtroppo anche mortali. In alcune zone, come a Cinquina, per il rischio di scontrarsi con i cinghiali è stato ridotto il limite di velocità sulle strade a 40 chilometri. Alla Bufalotta si registrano diversi incidenti provocati dai cinghiali. E c’è anche un problema di salute pubblica. Questi animali selvatici, come è risaputo, sono vettori della peste suina.

Secondo un’analisi di Coldiretti su dati Asaps si verifica un incidente ogni 48 ore con 16 vittime e 215 feriti. E’ il tragico bilancio nell’anno dell’emergenza Covid dell’invasione di cinghiali e animali selvatici, che non si fermano più davanti a nulla, abbattendo recinzioni, guadando fiumi e attraversando strade e autostrade mettendo a rischio la vita e la sicurezza delle persone. Negli ultimi dieci anni il numero di incidenti gravi con morti e feriti causati da animali è praticamente raddoppiato (+81%) sulle strade provinciali secondo la stima Coldiretti su dati Aci Istat.

Mattia (PD): “Una battaglia per la sicurezza urbana e delle aziende coinvolte”

“Sono al fianco degli agricoltori che hanno manifestato questa mattina a Roma. L’allarme lanciato da Coldiretti ormai da tempo sull’emergenza cinghiali è serio e merita un’attenzione specifica. Si tratta di un tema che coinvolge tanto le Città e in primis la Capitale, quanto le zone agricole della nostra Regione”. Così in una nota Eleonora Mattia, presidente IX Commissione Lavoro Consiglio Regionale del Lazio

“Gli animali sono un fattore di grande rischio per le coltivazioni – prosegue Mattia – e i raccolti agricoli oltre che essere, complice anche la crisi sui rifiuti di Roma,  sempre più presenti anche nel paesaggio urbano con relativi rischi per cittadini e cittadine, soprattutto nelle vicinanze di scuole o aree frequentate dai più piccoli. L’agricoltura resta un tema centrale e prioritario per la Regione e stiamo lavorando a una risposta tempestiva già tramite il collegato di bilancio – al momento in esame in commissione consiliare – che garantisca la sicurezza delle aziende agricole e di tutti i cittadini e le cittadine coinvolte”.

Simeone, Capolei, Cavallari (FI): “Imprese e cittadini a rischio”

“Questa mattina, sotto la sede della giunta regionale del Lazio, si è svolta, in contemporanea in molte città italiane, la manifestazione organizzata da Coldiretti per porre l’attenzione su un disagio che tocca non soltanto molteplici attività economiche, ma impatta anche sulla vita dei cittadini. I danni causati ormai sistematicamente dai cinghiali in particolare, e dalla fauna selvatica in generale, nelle campagne, nei borghi e nei paesi, nei centri città e sulle strade sono diventati un vero e proprio flagello che deve essere con ogni strumento a disposizione controllato e ridotto”. Lo dichiarano in una nota congiunta il capogruppo regionale ed i consiglieri regionali di Forza Italia rispettivamente, Giuseppe Simeone, Fabio Capolei, Enrico Cavallari.

“L’aumento incontrollato di queste specie – spiegano –  sta incidendo in modo pesante e negativo su tutte le attività e sull’economia dei nostri territori a partire dall’agricoltura, ma anche sulla sicurezza di operatori e cittadini. Si tratta di una proliferazione senza freni che sta mettendo a rischio anche l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali, distruggendo nidi di uccelli e tane degli altri animali, senza contare i rischi legati alla tenuta dei terreni danneggiati.

Nel corso della manifestazione abbiamo appreso che l’assessore regionale all’agricoltura, Enrica Onorati, ha dato rassicurazioni ai presenti affermando che la Regione metterà in campo una serie di azioni mirate alla risoluzione progressiva di questa problematica. Confidiamo che tale impegno sia mantenuto e che l’emendamento a prima firma del consigliere Enrico Panunzi, al cosiddetto Collegato al Bilancio 2021 in discussione in queste settimane alla Pisana, venga approvato. Emendamento che abbiamo condiviso e sottoscritto convinti che sia un primo concreto passo avanti in una battaglia che come istituzioni deve vederci al fianco delle nostre comunità e delle imprese proprio perché è volto alla tutela delle produzioni agricole e zootecniche, del suolo e del patrimonio storico artistico, nonché della sicurezza dei cittadini, minacciati dai danni causati dai cinghiali. L’appello di associazioni, cittadini, imprese, non può cadere nel vuoto. La diffusione del cinghiale rappresenta un problema serio e se non si adottano in tempi brevi misure adeguate, ci ritroveremo in poco tempo a rincorrere l’ennesima emergenza dal punto di vista economico e sociale”.

Lombardi: “Coinvolgiamo gli agricoltori in azioni di contenimento sotto sorveglianza diretta degli Enti Parco”

“La gestione del cinghiale sta presentando criticità crescenti, anche su scala nazionale e internazionale oltre che nel Lazio, soprattutto per lo squilibrio ecologico e i relativi danni alla biodiversità, provocati da scompensi, come appunto quelli derivanti dalla proliferazione di questa specie, che poi si traducono in ripercussioni negative, oltre che sugli ecosistemi (si pensi ad esempio a quelle specie animali che nidificano a terra), anche sulle attività produttive locali, principalmente agricole, e sulle comunità locali dei territori interessati. Per questo come Regione Lazio, stiamo affrontando la questione tenendo conto dei suoi aspetti, in coordinamento con tutti gli attori coinvolti, dai Comuni agli Enti Parco fino agli operatori del settore, e sensibilizzando gli abitanti nei pressi delle aree naturali protette interessate”. Così in una nota stampa Roberta Lombardi, assessora alla Transizione Ecologica.

“Stiamo agendo su più livelli: in particolare, come Assessorato alla Transizione Ecologica, andando ad applicare quanto già previsto dalla normativa nazionale in materia, interveniamo con due provvedimenti: un emendamento al Collegato al Bilancio, attualmente all’esame del Consiglio regionale, in base al quale l’Ente gestore dell’area naturale protetta, mantenendo in capo a sé e al suo personale i processi di supervisione, responsabilità e sorveglianza diretta, per i prelievi e gli abbattimenti necessari, può ‘avvalersi anche di imprenditori agricoli, proprietari, affittuari o conduttori di fondi agricoli siti all’interno dell’area protetta medesima o da loro dipendenti appositamente, preventivamente formati e autorizzati dall’Ente stesso’. Inoltre, per garantire l’effettiva efficacia dell’azione di contenimento – annuncia ancora Lombardi – abbiamo preparato una delibera, all’esame della Giunta regionale la prossima settimana, che introduce ulteriori possibilità per le aree protette e semplificazioni per l’attuazione degli interventi da parte dei coadiutori”.

Cosa sta facendo la Regione: “Oltre a questi interventi urgenti di contenimento, la Regione Lazio sta mettendo in piedi una strategia di gestione del cinghiale a livello di sistema delle aree protette, prevedendo un coordinamento centrale e la collaborazione fra i vari Enti di gestione, anche attraverso Tavoli tecnici, in modo da ottimizzare la redazione dei Piani di Contenimento per la Gestione e il Riequilibrio ecologico della Fauna selvatica e rendere più efficaci ed efficienti le attività di cattura. Tra le altre azioni previste dai recenti accordi, con associazioni agricole e ambientaliste e i vari attori presenti sul territorio, la formazione necessaria a diventare coadiutori nelle catture e altre misure di prevenzione volte a garantire una convivenza uomo-animali, come ad esempio l’uso dei recinti elettrificati. Attualmente nei Parchi regionali del Lazio, sono stati attuati 10 piani di controllo che ad oggi nel 2021 hanno portato alla cattura di circa 300 cinghiali”.

Cosa possono fare i cittadini: il vademecum: “A questo si aggiungono le azioni che possono mettere in campo i Comuni (predisporre con un’apposita ordinanza la cattura dei cinghiali, corretta gestione dei rifiuti urbani, installare segnaletica sulla viabilità di propria competenza, e materiali per ridurre la velocità delle macchine nei tratti a rischio) e le persone (evitare di foraggiare i cinghiali con scarti di cibo, anche attraverso un corretto conferimento dei rifiuti urbani – conclude Lombardi – per non attrarre gli animali nei centri cittadini, recinzioni efficaci ad giardini, aree verdi e parcheggi di propria pertinenza”.
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