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Giochi nel Lazio, la Commissione Bilancio dice “no” alla proroga del distanziometro

Bocciato l'emendamento che concedeva 42 mesi di tempo agli operatori per adeguarsi ai 500 metri, rinviando a settembre 2023 l'operatività della legge

Regione Lazio – La Commissione Bilancio del Consiglio regionale del Lazio ha respinto l’emendamento presentato al Collegato alla legge di stabilità che chiedeva di posticipare ulteriormente l’entrata in vigore del distanziometro per gli apparecchi da gioco. Lo slittamento della norma sulle distanze minime (500 metri dai luoghi sensibili) rimane dunque quello previsto dal testo approvato dalla Giunta, che ha concesso agli operatori altri 12 mesi di tempo per adeguarsi.

“La Commissione – riporta Agipronews – ha detto no all’emendamento presentato da Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia che concedeva 42 mesi di tempo agli operatori per adeguarsi ai 500 metri, rinviando quindi a settembre 2023 la piena operatività della legge. Respinto anche l’emendamento, sempre presentato dall’opposizione, per l’avvio di un tavolo interistituzionale insieme alle associazioni di categoria per l’applicazione della norma. Sono stati, invece, ritirati gli altri emendamenti relativi all’articolo 7, che è stato approvato senza modifiche.

La norma originaria sul distanziometro dava 18 mesi di tempo agli operatori – a partire da febbraio 2020 – per adeguarsi alle distanze richieste, e valeva anche per sale e apparecchi da gioco già attivi: il termine sarebbe dovuto scadere ad agosto 2021 ma, con la proroga prevista dal Collegato slitterebbe ad agosto 2022. Il testo del provvedimento dovrebbe approdare in Aula la prossima settimana.

Simeone (FI): “Così si volta le spalle agli operatori del settore ed alla responsabilità”

“Non posso che esprimere massima insoddisfazione per la decisione della giunta e della maggioranza che guida la regione Lazio ai due emendamenti, che ho presentato quale primo firmatario, insieme ai capigruppo di Lega e Fratelli d’Italia, al cosiddetto Collegato al bilancio 2021, in discussione nella commissione consiliare competente, per dare risposte immediate e certe agli operatori del settore del gioco pubblico”. Lo dichiara in una nota il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale del Lazio Giuseppe Simeone.

“Gli emendamenti – spiega il Capogruppo –  hanno recepito il grido d’allarme degli operatori del settore a cui di fatto, con questa scelta, la Regione Lazio volta ufficialmente ed inspiegabilmente le spalle. Il primo, puntava a prorogare di ulteriori 12 mesi, rispetto a quanto previsto dalla giunta regionale nella proposta di legge sul cosiddetto Collegato al Bilancio, il termine per adeguarsi a quanto stabilito dalla normativa regionale vigente in materia. Con il secondo, invece, al fine di definire in modo chiaro le tempistiche per l’adeguamento dei pubblici esercizi che gestiscono apparecchi per il gioco lecito collocati all’interno di esercizi pubblici commerciali o di sale da gioco, a quanto previsto dalla legge regionale del 2013, concernente ‘Disposizioni per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico (GAP)’ e alla normativa vigente in materia, si dava mandato alla Regione Lazio di istituire, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, un tavolo interistituzionale, presieduto dalla struttura regionale competente, a cui prendono parte gli enti locali, le aziende sanitarie locali (ASL), una rappresentanza delle associazioni di categoria e dei lavoratori del settore del gioco pubblico, le associazioni antimafia, le associazioni di volontariato, le associazioni familiari e i soggetti del terzo settore.

Prendiamo atto che il senso di responsabilità che eravamo convinti l’istituzione Regione dovesse mostrare è stato completamente disatteso e senza alcuna valida ragione a sostenere il rigetto di queste proposte che, ripetiamo, nascevamo proprio a seguito dell’ascolto degli operatori del settore. Dove non c’è gioco legale c’è il mercato sotterraneo che prende spazio. Dove non ci sono garanzie per il gioco legale non ci sono occupazione, ci sono famiglie abbandonate a se stesse e imprese che stentano a sopravvivere”.

“Non ci fermeremo certo qui  – conclude Simeone – e ripresenteremo questi emendamenti non per capriccio ma nel rispetto di un settore, quello del gioco lecito, riconosciuto, che contribuisce tra l’altro ad arginare la criminalità organizzata, che rischia il “game over” a causa del disinteresse di Zingaretti e della sua maggioranza”.
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