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Conflitti d’interesse in sanità: “Necessaria più trasparenza tra imprese private e sanità pubblica”

Il Forum per l'Integrità in Sanità chiede al Parlamento di approvare la proposta di legge sulla trasparenza dei rapporti tra imprese produttrici, operatori e aziende

La trasparenza in sanità è fondamentale per garantire che interessi privati non prevalgano sul benessere e la salute dei cittadini. Per questa ragione Transparency International Italia e REACT, assieme alle aziende sanitarie che partecipano al Forum per l’Integrità in Sanità, chiedono al Parlamento di approvare quanto prima il c.d. Sunshine Act italiano, la proposta di legge attualmente ferma al Senato che renderebbe più trasparenti i rapporti tra le imprese produttrici, i professionisti e le aziende della sanità pubblica.

La sanità è uno dei settori più sensibili a corruzione e conflitti di interesse. La mappatura di Transparency International Italia sul numero di casi di corruzione riportati dalle principali testate giornalistiche nazionali nel 2020, mostra come il settore della sanità si posizioni al secondo posto con 117 casi riscontrati, il 17,33% del totale.

Secondo le rilevazioni di REACT – realizzate intervistando più di 4.000 dipendenti del settore sanitario – il 95% degli operatori ritiene infatti che la corruzione sia diffusa in Italia e più della metà dichiara che vi sia corruzione nel proprio ente.

In base ai dati del lavoro di analisi Euros for Docs, in Italia è stato versato quasi un miliardo di euro da parte delle 20 più grandi aziende farmaceutiche a favore di operatori e organizzazioni sanitarie nel triennio 2017-2019.

“La trasparenza di queste relazioni è fondamentale per permettere ai cittadini di conoscere la presenza e la portata dei trasferimenti di valore intercorrenti, per rendere medici, dirigenti e aziende sanitarie più responsabili verso i propri pazienti e per fornire uno strumento in più agli organi di controllo per prevenire e contrastare i conflitti di interesse in sanità” ha dichiarato Giovanni Colombo, Direttore di Transparency International Italia.

Lorenzo Segato, Amministratore di REACT, ribadisce: “Abbiamo la massima stima del sistema sanitario e del lavoro di tanti operatori onesti. Ma abbiamo assistito in passato a casi di medici che prescrivevano farmaci o dispositivi seguendo il proprio interesse – o quello delle aziende produttrici – piuttosto che quello dei pazienti. Aumentare la trasparenza non deve spaventare le aziende che vogliono operare correttamente nel mercato, anzi è uno strumento che può aiutare tutti a conoscere situazioni di potenziale conflitto di interessi.”

Il disegno di legge è stato presentato dall’On. Baroni alla Camera dei Deputati nell’aprile 2018 e, dopo una prima approvazione, è rimasta ferma in Commissione Sanità del Senato fino al 31 marzo di quest’anno, quando è stata nuovamente approvata con alcuni emendamenti. Ora attende la calendarizzazione in Aula.

Questa legge vuole garantire il diritto alla conoscenza dei rapporti intercorrenti tra le imprese produttrici e i soggetti operanti nel settore della salute, per finalità di trasparenza nonché di prevenzione e contrasto della corruzione nell’azione amministrativa, e colmare così un vuoto normativo sulle dinamiche in cui vi è un trasferimento di valore a scopo commerciale, di promozione o di sviluppo dei prodotti attraverso la creazione di un registro pubblico telematico in cui tutte queste informazioni sono raccolte e rese disponibili a tutti in maniera aperta.

Al momento non esistono obblighi giuridici in tal senso. Farmindustria ha adottato nel 2016 un codice deontologico che richiede a tutte le aziende associate la pubblicazione dei dati sui trasferimenti di valore verso professionisti e aziende sanitarie. Tuttavia, il 45% delle società che fanno parte dell’associazione non pubblica tali informazioni, rendendo così inefficace questa autoregolamentazione.
Per l’importanza che ricopre il tema nella lotta alla corruzione, Transparency International Italia e REACT, nell’ambito del Forum per l’Integrità in Sanità, pubblicano oggi un policy paper contenente talune osservazioni e proposte rivolte ai decisori pubblici per rendere più efficace la trasparenza dei rapporti tra privato e pubblico e favorire la prevenzione dei conflitti di interesse ed il miglioramento del Sistema Sanitario.

Tra le principali raccomandazioni contenute nel documento vi sono:

  • La previsione di un migliore tracciamento dei trasferimenti di valore in tutti i loro passaggi, dall’erogatore iniziale fino al beneficiario finale, indicando eventuali intermediari laddove vi siano stati;
  • L’abbassamento delle soglie di valore oltre le quali è previsto l’obbligo di dichiarazione dei trasferimenti a 50 euro per le transazioni unitarie verso gli operatori, 500 euro per le transazioni annue verso gli operatori e 500 euro per le transazioni unitarie verso le organizzazioni;
  • L’estensione dell’oggetto della trasparenza agli accordi che producono vantaggi anche non monetizzabili;
  • L’inclusione, tra i dati da pubblicare, dell’indicazione dell’organizzazione di appartenenza dell’operatore sanitario in modo da avere un tracciamento completo;
  • La predisposizione di un registro pubblico telematico che sia interoperabile con altri dataset e che abbia una licenza che ne permetta il riutilizzo, al fine di rendere le informazioni pubblicate adeguatamente fruibili sia dalle istituzioni che dalla società civile;
  • La previsione di un aggiornamento più tempestivo delle informazioni contenute nel registro.

(Il Faro online)