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Ombre su Villa Adrover a Terracina: scatta l’esposto di Europa verde

Subiaco: “Verificheremo il rispetto delle norme e delle leggi sia per l’iter di alienazione della villa, che per l’iter autorizzativo in corso per la realizzazione del nuovo complesso edilizio residenziale"

Terracina – Ancora ombre nella città del Tempio di Giove. Dopo il caso dell’ex Pro Infantia, infatti, (posta sotto sequestro per presunta lottizzazione, in considerazione della dichiarata incostituzionalità del Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) da parte della Corte Costituzionale), a Terracina è scattata la lettera-esposto di Europa verde sul caso dell’ex Villa Adrover.

Subiaco: “Ecco il motivo dell’esposto”

“Abbiamo presentato questa lettera-esposto ai diversi enti e organi di polizia competenti – spiega infatti il portavoce di Europa verde, Gabriele Subiaco – nonché un’istanza di accesso agli atti al Comune sul progetto di realizzazione di una costruzione di edilizia residenziale di 10 alloggi denominata “residence Adrover”, di cui abbiamo avuto notizia a seguito dell’esito in merito alla richiesta di autorizzazione paesaggistica pubblicato sull’albo pretorio online del Comune lo scorso 13 luglio.”

E ancora: “Il nostro obiettivo è quello di compiere tutte le verifiche e gli opportuni approfondimenti sul rispetto delle norme e delle leggi sia per l’iter di alienazione dell’immobile ad una società privata, che per l’iter autorizzativo in corso per la realizzazione del nuovo complesso edilizio residenziale e all’acquisizione di elementi per eventuali azioni successive.

Il progetto, infatti, riguarda un’area di pregio del nostro lungomare e, quindi, la sua eventuale realizzazione inciderà severamente sull’ambiente e sul paesaggio dell’area ed è quindi nostro interesse verificare l’effettiva portata degli interventi edilizi richiesti onde escludere un loro impatto negativo a tutela dell’interesse diffuso.”

Villa Adrover: una storia che parte da lontano

Una lettera- esposto, però, che non è nata dall’oggi al domani, ma che, per Europa verde, è figlia di altre battaglie sul tema e che va avanti ormai da tempo e che è tornata alla ribalta il 31 dicembre del 2020, ovvero il giorno del sequestro del cantiere dell’ex Pro Infantia.

“All’epoca – spiega Subiaco – sollevammo il problema anche della Villa Adrover, alienata nel 2019 al privato dal Comune di Terracina con diverse fasi di asta, con l’ultima che vide un ribasso del 10%. Una decisione, a nostro avviso, a dir poco scellerata la messa all’asta della Villa Adrover in zona di assoluto pregio fronte mare, classificata dal PRG e dal PPE in Zona B2 con destinazione a verde pubblico e parcheggi, di proprietà pubblica per metà del Comune e per metà dell’Università degli studi di Cassino e del Lazio meridionale, assegnata a privati per 2,6 milioni di euro.

Basti pensare, infatti, che il fabbricato è composto da un piano seminterrato e da quattro piani fuori terra, oltre che da due garage, da un locale deposito, da un’annessa corte e un’attigua area edificabile (con una superficie totale è di circa 2.770 metri quadrati, con l’area attigua, oggi verde, ma anch’essa edificabile di 2.430 metri quadrati) per capire quanto sia stata scellerata quella scelta…”

Una scelta scellerata per Europa verde, per un’immobile che non solo ha un alto valore, ma anche una storia che parte da lontano. “Villa Adrover – spiega Subiaco – fu acquistata in compartecipazione negli anni novanta, con l’obiettivo di istituire un polo di alta formazione universitaria per attività turistico-ricettive collegate all’economia, al marketing e alla gestione delle imprese turistiche e agricole. L’Università rimase aperta per anni, ma col tempo andò in calo di iscritti e nonostante le proteste per mantenerla, chiuse.

Da quel momento, Villa Adrover è rimasta per lo più chiusa, essendo stata utilizzata solo recentemente per accogliere temporaneamente gli alunni di una scuola elementare che era in ristrutturazione, e sempre in balia di progetti e ipotesi – come quello di creare una sede distaccata dell’istituto professionale Filosi – sempre vincolati ai costi per gli interventi di adeguamento da un lato, e dall’altro alla comproprietà con l’università…”

E ancora: “Nonostante questo, però, col passare del tempo, l’amministrazione, a più riprese, confortava la cittadinanza sul fatto che sarebbe stata tutelata e destinata a scopi pubblici e didattici… quattro anni fa invece, la decisione di mettere l’immobile all’asta… La vendita avvenne due anni fa.”

La questione della rigenerazione urbana

Non solo la perdita di un’immobile che poteva essere un baluardo per l’istruzione pubblica, però. Il punto, per Europa verde, sta tutto sulla presunta applicazione dei punti 4 e 5 della legge sulla rigenerazione urbana.

“Un’area “resa appetibile” al privato – sottolinea Subiaco – con lo stesso obiettivo dell’ex Pro Infantia: quello di utilizzare l’applicazione, per noi scellerata, degli articoli n.4 e n.5 della legge sulla rigenerazione urbana, con delibere e regolamenti purtroppo approvati da tutto il Consiglio Comunale all’unanimità, opposizione inclusa, che permettono facili cambi di destinazione d’uso, premi di cubatura e convenienti monetizzazioni senza limiti degli standard urbanistici, ovvero pagamento di un corrispettivo bassissimo in cambio di verde pubblico e parcheggi per edificare e ampliare, per assurdo, su aree originariamente destinate dai piani urbanistici comunali a verde e parcheggio, senza nessun vincolo di destinazione d’uso, con il serio rischio di vedere demolita una palazzina, storica e non, per costruire alberghi. Tutto ciò è davvero inconcepibile in una città che vede una carenza cronica di verde e parcheggi e un consumo di suolo stellare, oltre 5 punti percentuali sopra la media nazionale…”

Subiaco attacca: “La politica se ne lava le mani”

Il portavoce di Europa verde conclude, infine, con un affondo rivolto all’amministrazione terracinese: “Dopo la sciagurata scelta politica di vendere l’immobile, adesso la politica se ne lava le mani e tutto viene demandato al rapporto tra la ditta privata che lo ha acquisito e gli uffici comunali competenti ai fini dell’iter autorizzativo.

E’ vero, per adesso la commissione paesaggistica comunale ha dato parere contrario al progetto, ma considerati i precedenti della ex Pro Infantia e la non sufficiente tutela definita dal PTPR regionale, recentemente approvato per l’ambito Paesaggio degli Insediamenti Urbani nel quale rientra il lungomare di Terracina, e la perdurante assenza della definizione degli ambiti come art. 2 e 3 della legge regionale, con piccole varianti progettuali e un adeguamento alle prescrizioni indicate dalla commissione paesaggistica possono essere adottati provvedimenti di segno diverso con potenziale pregiudizio ai valori ambientali e paesaggistici della zona.

E’ davvero inaccettabile lo scempio che si continua a fare di questo territorio con l’aiuto di decisioni politiche scellerate come la pericolosissima applicazione di alcuni dei peggiori effetti della legge sulla rigenerazione urbana. Scelte meramente politiche che hanno un indirizzo chiaro cioè quello di soddisfare al meglio gli interessi di pochi “privati” (costruttori ed imprenditori) e non quello – conclude Subiaco – di fare il bene e gli interessi di una intera collettività, coinvolgendo i cittadini e affrontando le loro reali necessità.”

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