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Giornata dei Nonni, il Papa: “Serve una nuova alleanza giovani-anziani o moriremo di egoismo e solitudine” foto

Nella basilica di San Pietro circa 2mila, tra nonni e nipoti, partecipano alla messa che non è stata presieduta dal Papa, ancora in convalescenza

Città del Vaticano - No all'ideologia del "ognuno pensa per sé". "Oggi c’è bisogno di una nuova alleanza tra giovani e anziani, c'è bisogno di condividere il tesoro comune della vita, di sognare insieme, di superare i conflitti tra generazioni per preparare il futuro di tutti. Senza questa alleanza rischiamo di morire di fame, perché aumentano i legami spezzati, le solitudini, gli egoismi, le forze disgregatrici".

Nella prima Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, istituita da Papa Francesco con l'obiettivo di aiutare "noi che siamo più avanti negli anni a rispondere alla sua chiamata in questa stagione della vita, e mostri alla società il valore della presenza dei nonni e degli anziani, soprattutto in questa cultura dello scarto", come ha spiegato lo stesso Pontefice, la basilica di San Pietro si riempie di nonni accompagnati dai propri nipotini.

In 2mila riempiono la grande navata centrale del tempio vaticano per partecipare alla Messa che, inizialmente, doveva essere presieduta dal Papa. Ma il grande assente è proprio lui. Il motivo è il recente ricovero al Gemelli di Roma (leggi qui), come spiega mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione: "Carissime nonne e carissimi nonni, voi attendevate giustamente Papa Francesco. Il Papa vi saluterà alla fine, celebrando l’Angelus. Voi sapete che questi, per lui, sono giorni di convalescenza, e noi desideriamo che non si affatichi ulteriormente, perché possa trascorrere questi ultimi giorni in riposo per riprendere pienamente le forze e il suo ministero pastorale".

Il presule presiede il rito all'altare papale, leggendo l'omelia preparata dal Pontefice per l'occasione. Un'omelia che, prendendo spunto dal racconto evangelico odierno, quello della moltiplicazione dei pani e dei pesci, ruota attorno a tre verbi: vedere, condividere, custodire.

Giornata degli Anziani: in 2mila, tra nonni e nipoti, a San Pietro per pregare col Papa

Parlando del primo verbo, vedere, il Papa sottolinea come il miracolo inizi proprio con lo sguardo di Gesù, "che non è indifferente o indaffarato, ma avverte i morsi della fame che attanaglia l’umanità stanca. Egli si preoccupa di noi, ha premura per noi, vuole sfamare la nostra fame di vita, di amore e di felicità". In quegli occhi, fa notare il Pontefice, "vediamo lo sguardo di Dio", "uno sguardo attento, che si accorge di noi". Lo stesso sguardo, prosegue, "che i nonni e gli anziani hanno avuto sulla nostra vita. È il modo con cui essi, fin dalla nostra infanzia, si sono presi cura di noi".

Dopo una vita fatta di sacrifici, non sono stati indifferenti con noi o indaffarati senza di noi. Hanno avuto occhi attenti, colmi di tenerezza. Quando stavamo crescendo e ci sentivamo incompresi, o impauriti per le sfide della vita, si sono accorti di noi, di cosa stava cambiando nel nostro cuore, delle nostre lacrime nascoste e dei sogni che portavamo dentro. Siamo passati tutti dalle ginocchia dei nonni, che ci hanno tenuti in braccio. Ed è anche grazie a questo amore che siamo diventati adulti.

Quindi pone un interrogativo ai giovani: "e noi quale sguardo abbiamo verso i nonni e gli anziani? Quand’è l’ultima volta che abbiamo fatto compagnia o telefonato a un anziano per dirgli la nostra vicinanza e lasciarci benedire dalle sue parole? Soffro quando - confessa - vedo una società che corre, indaffarata e indifferente, presa da troppe cose e incapace di fermarsi per rivolgere uno sguardo, un saluto, una carezza. Ho paura di una società nella quale siamo tutti una folla anonima e non siamo più capaci di alzare lo sguardo e riconoscerci. I nonni, che hanno nutrito la nostra vita, oggi hanno fame di noi: della nostra attenzione, della nostra tenerezza. Di sentirci accanto. Alziamo lo sguardo verso di loro, come fa Gesù con noi".

Il Pontefice passa quindi al secondo verbo, condividere. Gesù sfama quella folla "grazie al dono di un giovane ragazzo che offre i suoi cinque pani e i due pesci. È bello che al centro di questo prodigio, di cui ha beneficiato tanta gente adulta – circa cinquemila persone – ci sia un ragazzo, un giovane, che condivide quello che ha". Da qui l'appello a una nuova alleanza "tra giovani e anziani", perché "senza questa alleanza di vita, di sogni, di futuro, rischiamo di morire di fame, perché aumentano i legami spezzati, le solitudini, gli egoismi, le forze disgregatrici.

Il terzo verbo è custodire. Il Vangelo racconta che avanzarono molti pezzi di pane. E Gesù raccomanda: "Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto" (Gv 6,12). "Così è il cuore di Dio - spiega -: non solo ci dona più di quanto abbiamo bisogno, ma si preoccupa anche che nulla vada perduto, nemmeno un frammento. Un piccolo pezzo di pane può sembrare poca cosa, ma agli occhi di Dio niente deve essere scartato. A maggior ragione nessuno è da scartare".

Da qui il monito alla società: "È un invito profetico che oggi siamo chiamati a far riecheggiare in noi e nel mondo: raccogliete, conservate con cura, custodite. I nonni e gli anziani non sono degli avanzi di vita, degli scarti da buttare. Sono quei pezzi di pane preziosi rimasti sulla tavola della nostra vita, che possono ancora nutrirci con una fragranza che abbiamo perso, 'la fragranza della misericordia e della memoria'".

Non perdiamo la memoria di cui gli anziani sono portatori, perché siamo figli di quella storia e senza radici appassiremo. Essi ci hanno custoditi lungo il cammino della crescita, ora tocca a noi custodire la loro vita, alleggerire le loro difficoltà, ascoltare i loro bisogni, creare le condizioni perché possano essere facilitati nelle incombenze quotidiane e non si sentano soli. Chiediamoci: “Ho fatto una visita ai nonni? Agli anziani della mia famiglia o del mio quartiere? Ho prestato loro ascolto? Ho dedicato loro un po’ di tempo?” Custodiamoli, perché nulla vada perduto: nulla della loro vita e dei loro sogni. Sta a noi, oggi, prevenire il rimpianto di domani per non aver dedicato abbastanza attenzione a chi ci ha amato e ci ha donato la vita.

"I nonni e gli anziani sono pane che nutre la nostra vita. Siamo grati per i loro occhi attenti, che si sono accorti di noi, per le loro ginocchia che ci hanno tenuto in braccio, per le loro mani che ci hanno accompagnato e sollevato, per i giochi che hanno fatto con noi e per le carezze con cui ci hanno consolato. Per favore, non dimentichiamoci di loro. Alleiamoci con loro. Impariamo a fermarci, a riconoscerli, ad ascoltarli. Non scartiamoli mai. Custodiamoli nell’amore. E impariamo a condividere con loro del tempo. Ne usciremo migliori", conclude.

All'uscita della basilica, i più giovani hanno donato un fiore agli anziani presenti, assieme al messaggio "Io sono con te tutti i giorni" preparato dal Pontefice proprio per questa occasione. Poi tutti si sono ritrovati in piazza San Pietro per pregare, col Papa, l'Angelus.

(Il Faro online) Foto © Vatican Media – Clicca qui per leggere tutte le notizie di Papa & Vaticano
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