Quantcast

Seguici su

Cerca nel sito

Roma, la rissa si trasforma in omicidio: incastrati dalle telecamere

La Polizia ha denunciato 2 ragazzi per rissa, mente l'autore materiale dell'omicidio s'è costituito e nei suoi confronti è stato applicato il fermo di indiziato di delitto.

Più informazioni su

Roma – Era partita come una lite per motivi sicuramente legati ad affari illeciti quella tra i due albanesi, poi sfociata in una rissa a 4 tra connazionali, in cui uno tra i litiganti ha perso la vita a causa di una sola coltellata patita alla schiena, data da un altro ragazzo sempre albanese sopraggiunto per ultimo sulla scena del crimine.

Dopo il fatto tutti e 5 gli stranieri, 3 da una parte e due dall’altra, sono fuggiti da via dei Magazzini generali sotto lo sguardo attonito di diversi testimoni che, insieme alle telecamere presenti sul luogo, hanno permesso di ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.

I primi accertamenti esperiti dalle Volanti e dal Commissariato Colombo hanno portato alla casa in cui dimoravano i 3 amici albanesi che si erano fronteggiati con gli altri 2 connazionali.

Successivamente il personale del Commissariato veniva affiancato da quello della Squadra Mobile per la ricerca dei fuggitivi e per la ricostruzione della corretta dinamica dell’accaduto al fine di comprendere i ruoli di ciascuno dei presenti, anche e soprattutto alla luce della sopraggiunta morte in ospedale dell’albanese accoltellato, nonostante l’operazione a cui era stato sottoposto.

Una volta compresi i ruoli di ognuno, grazie ad accertamenti di ogni tipo e multidirezionali, corroborati dai rilievi e sopralluoghi effettuati dalla Polizia Scientifica, completate le diverse verbalizzazioni di persone a diverso titolo testimoni di quanto accaduto, identificati 4 dei 5 soggetti coinvolti, è stata avviata un’intensa attività di ricerca dei fuggitivi, conclusasi nel tardo pomeriggio del 24 luglio scorso, allorquando si rilevavano le tracce di appartenenti al gruppo opposto a quello del morto nella zona di Orte, nel Viterbese.

Gli agenti della Mobile e del Commissariato partivano, pertanto, per Orte, ipotizzando una possibile presenza dei giovani albanesi presso la Stazione Ferroviaria: infatti non appena giunti, notavano due ragazzi in partenza presso il binario del treno diretto ad Ancona che sarebbe partito di lì a poco. I due venivano immediatamente bloccati e riconosciuti come coloro che avevano partecipato alla rissa.

Portati presso gli uffici della Questura i ragazzi con spontanee dichiarazioni spiegavano la loro posizione perfettamente collimante con la ricostruzione fatta dagli investigatori. D’intesa con la Procura della Repubblica di Roma, sempre informata sull’andamento investigativo, venivano denunciati per rissa aggravata.

Contestualmente proseguivano le serrate ricerche del ragazzo albanese autore dell’omicidio al quale veniva fatta terra bruciata attorno, tagliandogli ogni via di fuga attraverso l’alert presso la polizia stradale, di frontiera, sia aerea che navale, e ferroviaria. Vistosi accerchiato il giovane si costituiva nel pomeriggio di ieri presso i Carabinieri di Genova, i quali, unitamente alle Squadre Mobile di Genova e a quella di Roma operavano nei suoi confronti, d’intesa con la locale A.G., il fermo di indiziato di delitto per omicidio.

Rimane da individuare ed identificare compiutamente l’ultimo dei ragazzi albanesi coinvolto nella vicenda a titolo di corrissante, sul quale sono attive le ricerche.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.

Il Faro online – Clicca qui per leggere tutte le notizie di Roma Città Metropolitana
Clicca qui per iscriverti al canale Telegram sulle notizie dall’Italia e dal mondo

 

Più informazioni su