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Scandalo fondi Segreteria di Stato, al via il processo. Alla sbarra un cardinale: è la prima volta

Per la prima volta, grazie alla nuova legge voluta da Papa Bergoglio, un cardinale finisce alla sbarra degli imputati. "Peculato, abuso d’ufficio, subornazione", le accuse contro il cardinal Becciu

Città del Vaticano – Il 27 luglio, in Vaticano, alle ore 9.30, si aprirà il processo per lo scandalo finanziario legato all’investimento del palazzo di Sloane Avenue a Londra. Dieci gli imputati, tra loro il cardinale Angelo Becciu, già sostituto alla Segreteria di Stato, ‘licenziato’ dal Papa e privato delle prerogative legate al cardinalato (leggi qui). Sarà la prima volta di un cardinale alla sbarra degli imputati. “Peculato, abuso d’ufficio, subornazione”, cioè induzione di un testimone a dichiarare il falso, i capi d’accusa per i quali va a processo il cardinale Becciu.

Insieme a Becciu, nella maxi Aula allestita ad hoc in un ex laboratorio polifunzionale dei Musei Vaticani (leggi qui) per ospitare i processi con tanti imputati e quindi tanti avvocati, da martedì saranno processati René Brülhart, ex presidente del consiglio di amministrazione dell’Autorità per le informazioni finanziarie della Città del Vaticano; Mauro Carlino, Enrico Crasso, Tommaso Di Ruzza, Cecilia Marogna, Raffaele Mincione, Nicola Squillace, Fabrizio Tirabassi e Gianluigi Torzi.

Lo scorso 24 settembre il Pontefice, con una decisione senza precedenti, aveva ‘licenziato’ Becciu dal ruolo di prefetto della Congregazione delle cause dei santi e privato dei diritti connessi al cardinalato in seguito al coinvolgimento nelle indagini sull’acquisto del palazzo di Londra da parte della Segreteria di Stato (leggi qui). Becciu sarà il primo cardinale ad essere giudicato con la nuova legge sull’ordinamento giudiziario del Vaticano voluta dal Papa consentendo al Tribunale Vaticano presieduto da Giuseppe Pignatone di poter giudicare anche i cardinali nelle cause penali (leggi qui).

“Il Cardinale Becciu è totalmente innocente ed avremo modo di dimostrarlo con evidenza”, affermano gli avvocati del cardinale Fabio Viglione e Leonardo Mazza. “Ci sono numerosissimi elementi a riprova di quanto sosteniamo che finalmente potranno essere chiari per tutti. In parte – spiega la difesa di Becciu – abbiamo già cominciato a fornire documentazione rilevante con i primi depositi di prove nei giorni scorsi. Si tratta di avere il tempo ed il modo di poter mostrare, carte alla mano, che si tratta di accuse completamente infondate e lontane dalla realtà dei fatti. La fiducia nasce dalla forza della verità che talvolta è rivoluzionaria”.

Viglione e Mazza confidano “nel Giudice Terzo che non potrà esimersi dal rilevare quanto siamo certi di poter dimostrare punto per punto”. I legali di Becciu raccontano poi che “alla vigilia del processo il Cardinale è assolutamente sereno perché ha la coscienza pulita e la certezza che la verità potrà finalmente emergere. Egli non si è appropriato neanche di un centesimo ed ha speso la sua vita sempre fedele alla Chiesa ed al Papa”. (fonte Adnkronos)