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Una pistola “no-vax” in Regione Lazio, Barillari: “Ecco perché l’ho fatto”

Il consigliere regionale del Lazio ai microfoni de ilfaroonline.it chiarisce i motivi del gesto: "Reazioni esagerate. Vorrei che l'utenza si informasse meglio"

Roma – E’ sereno Davide Barillari, fondatore della Rete R2020, dopo l’episodio per il quale è salito agli onori della cronaca: una pistola (leggi qui), “ovviamente un giocattolo… volete che porti una pistola vera in ufficio?“, puntata contro il bracco per manifestare dissenso contro la campagna vaccinale.

Davide Barillari

Il gesto che lo ha visto protagonista in Regione Lazio “ha scandalizzato molti. Le reazioni sono state esagerate – dice Barillari interpellato da ilfaroonline.it -. Io non ho fatto altro che attenermi ai dati dell’Aifa, Agenzia italiana del farmaco. Un rapporto circa i rischi da vaccino che è follia non leggere. Si tratta di dati, oltretutto – prosegue –, confermati dalla Regione Lazio”.

Con voce tranquilla ed estremamente garbata Barillari chiarisce le motivazioni che sono state alla base di un gesto “tanto criticato” per invitare “a non prendere alla leggera il vaccino. E’ una roulette russa – ribadisce il fondatore della Rete R2020 – può andare bene e può andare male ed è giusto che la gente sappia”.

Non è definibile come un semplice atto di protesta contro i vaccini anti-Covid quello realizzato ieri da Barillari, ma rappresenta anche il tentativo di “diffondere tra i cittadini la consapevolezza che esistono dei rischi incontro ai quali si può incorrere quando ci si sottopone al vaccino. E in merito mi riferisco al rapporto dell’Aifa”.

In buona sostanza una manifestazione di dissenso, sì, ma anche un invito a informarsi rivolto all’utenza perché si “acquisiscano notizie circa i rischi che conseguono dal farsi somministrare il vaccino, prima di dover fare i conto con conseguenze che si presentano dopo la somministrazione”.

(Il Faro online)