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Il Papa: “No a una fede miracolistica: non cerchiamo Dio solo per risolvere i problemi”

Il Pontefice bacchetta i credenti: "Una società che mette al centro gli interessi invece delle persone è una società che non genera vita"

Città del Vaticano – No a una fede “miracolistica” dove si cerca “Dio solo per sfamarci e poi ci dimentichiamo di Lui quando siamo sazi”. Affacciato dalla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico per la tradizionale preghiera domenica dell’Angelus, Papa Francesco, commentando il brano evangelico odierno (cfr Gv 6,24-35), bacchetta i fedeli e impone loro una riflessione sul motivo per cui si cerca Dio: “Quali sono le motivazioni della nostra fede? Abbiamo bisogno di discernere questo, perché tra le tante tentazioni ce n’è una che potremmo chiamare tentazione idolatrica”.

“È quella che ci spinge a cercare Dio a nostro uso e consumo – spiega -, per risolvere i problemi, per avere grazie a Lui quello che da soli non riusciamo a ottenere. Ma in questo modo la fede rimane superficiale e miracolistica: cerchiamo Dio per sfamarci e poi ci dimentichiamo di Lui quando siamo sazi”.

Per Bergoglio, “al centro di questa fede immatura non c’è Dio” bensì “i nostri bisogni. È giusto presentare al cuore di Dio le nostre necessità – ammonisce -, ma il Signore, che agisce ben oltre le nostre attese, desidera vivere con noi anzitutto una relazione d’amore. E l’amore vero è disinteressato, è gratuito: non si ama per ricevere un favore in cambio!”. Come passare allora da una fede che il Papa definisce “magica, che pensa solo ai propri bisogni, alla fede che piace a Dio?”. La risposta, prosegue il Santo Padre, la indica Gesù: “l’opera di Dio è accogliere Colui che il Padre ha mandato, cioè Lui stesso, Gesù. Non è aggiungere pratiche religiose o osservare speciali precetti; è accogliere Gesù nella vita, vivere una storia d’amore con Lui. Sarà Lui a purificare la nostra fede. Da soli non siamo in grado”.

Ma il Signore, continua Francesco, “desidera con noi un rapporto d’amore: prima delle cose che riceviamo e facciamo, c’è Lui da amare. C’è una relazione con Lui che va oltre le logiche dell’interesse e del calcolo. Questo vale nei riguardi di Dio, ma anche nelle nostre relazioni umane e sociali: quando cerchiamo soprattutto il soddisfacimento dei nostri bisogni, rischiamo di usare le persone e di strumentalizzare le situazioni per i nostri scopi”.

E a braccio aggiunge: “Anche oggi vediamo uomini e donne che usano le persone per i propri profitti. Ma questo è brutto”. “Una società che mette al centro gli interessi invece delle persone è una società che non genera vita”, ammonisce ancora.

Da qui l’invito a seguire quanto scritto nel Vangelo: “Piuttosto che essere preoccupati soltanto del pane materiale che ci sfama, accogliamo Gesù come il pane della vita e, a partire dalla nostra amicizia con Lui, impariamo ad amarci tra di noi. Con gratuità e senza calcoli”.  “Amore gratuito e senza calcolo, e senza usare la gente, con magnanimità”, sottolinea a braccio.

Dopo la benedizione, il Papa saluta i tanti fedeli “coraggiosi” presenti in una rovente piazza San Pietro nonostante le alte temperature, con un pensiero particolare ai peruviani: “Vedo tante bandiere… Saluto i peruviani che hanno un nuovo presidente, il Signore benedica il vostro Paese sempre”. E, scherzando, si congeda così: “Vi auguro un sereno mese di agosto: troppo caldo, ma che sia sereno. Buon pranzo e non dimenticatevi di pregare per me”.

(Il Faro online) Foto © Vatican Media – Clicca qui per leggere tutte le notizie di Papa & Vaticano
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