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Tokyo 2020, Tamberi campione olimpico nel salto in alto, in lacrime: “Non è vero”

Finale pulita fino al 2,39. Tre sbagli per l'azzurro, come Barshim. Ma alla fine arriva l'oro della rivalsa

Tokyo – L’oro della giustizia per Tamberi. Quell’oro sognato, ma quelle Olimpiadi volute e sognate e poi lasciate con dolore cinque anni fa. C’era la doccia gessata con lui in pedana, di quel piede infortunato a Montecarlo: “Non è vero..”. Gimbo piange di tutto poi alla fine della finale a cinque cerchi della leggenda davanti alle telecamere di Raisport, di incredulità, di commozione, di dolore e di gioia. Le lacrime nascono da lì da quel luglio del 2016 quando Tamberi, infortunato alla caviglia all’Hercules della Diamond League, aveva dovuto forzatamente dire addio ai Giochi di Rio. Oggi ha fatto una finale perfetta nell’alto.

Nessuno sbaglio per Gimbo in pedana fino ai  tre salti nulli del 2,39 (ma puliti nel 2,19, 2,24, 2,30, 2,33, 2,35) che vince il titolo olimpico, la medaglia della rivincita e della rivalsa, della felicità più grande, grande come l’Olimpo che Tamberi ha conquistato. E’ il primo nella storia nella classe maschile, dopo la vittoria di Sara Simeoni nel 1980 per la categoria femminile.

L’eroe di Tokyo è lui, lui che si è accordato con Barshim alla fine, niente spareggio. Oro per entrambi nel salto in alto maschile. All’ora di pranzo italiana ecco la favola di Gimbo.

(foto@Colombo/Fidal)

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