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Armi storiche e da guerra tra i ruderi delle campagne di Fondi: maxi sequestro della GdF fotogallery

Il custode del terreno è stato tratto in arresto per detenzione abusiva di armi e ricettazione

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Fondi – Nell’ambito dell’intensificazione e potenziamento dell’attività di controllo del territorio a seguito dei gravi episodi intimidatori registrati nella città di Fondi, secondo le strategie definite in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, la locale Compagnia della Guardia di Finanza ha eseguito un consistente sequestro di armi, munizioni, polvere da sparo e arrestato un pregiudicato.

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Il dispositivo di contrasto ai traffici illeciti attuato dalle Fiamme Gialle nelle vie del centro cittadino più frequentate, ma anche, e soprattutto, nelle zone periferiche del territorio comunale attraverso l’azione di controllo in chiave economica e di tutela dell’ordine pubblico, ha permesso l’individuazione di un vero e proprio deposito di armi e munizioni dislocato in un’area campestre della periferia.

Le Fiamme Gialle di Fondi, supportati dai “Baschi Verdi” di Formia hanno rastrellato e ispezionato un’area di circa 30 mila metri quadri, apparentemente abbandonata, rinvenendo 4 pistole a tamburo e altre parti di armi comuni da sparo, quali caricatori, canne calibro 22 e una canna di fucile. E’ stato altresì ritrovato un cannone obice da guerra calibro 109 mm di produzione americana risalente probabilmente al secondo conflitto mondiale.

Numerose anche le armi da taglio rinvenute: circa 50 tra baionette, pugnali, coltelli e mannaie di varie misure. Alcune di queste sono di presumibile interesse storico, altre invece contemporanee come dimostrato anche dal perfetto stato di manutenzione.

Ritrovato altresì, munizionamento di diverso calibro e tipo (anche da guerra), quantificato in oltre 1.000 cartucce, 175 mila ogive, 320 mila bossoli, 16 mila inneschi e oltre 15 chilogrammi di polvere da sparo. Rinvenuto anche un bilancino di precisione per polvere da sparo, dedicato, con ogni probabilità alla preparazione delle cartucce. Il tutto era ben occultato nelle intercapedini realizzate all’interno dei ruderi presenti nell’area, o disseminato ed occultato dalla fitta boscaglia che circondava i fabbricati.

Al termine delle attività, coordinate dalla Procura della Repubblica di Latina, l’intera area è stata sottoposta a sequestro e alla bonifica per la messa in sicurezza dei luoghi. Per quanto attiene il materiale rinvenuto è stata disposta la perizia balistica per accertarne la potenzialità offensiva e/o l’eventuale recente uso, nonché, in alcuni casi, l’eventuale il valore storico.

Il custode del terreno è stato tratto in arresto per detenzione abusiva di armi e ricettazione. Il G.I.P. presso il Tribunale di Latina ha convalidato l’arresto, disponendo la misura cautelare degli arresti domiciliari presso la sua abitazione.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.

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