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Dalla Russia a Fiumicino, Irina: un disagio che parte da lontano

La testimonianza di Sara che da sei mesi l’assiste ogni giorno, portandole generi di prima necessità

Fiumicino – Un altro tassello si va ad aggiungere alla storia di Irina, la donna senza fissa dimora che da giorni vive nell’area verde al semaforo tra via Trincea delle Frasche e via della Scafa.

Un tassello di quelli che fa piacere raccontare, perchè parla di una carezza, di un gesto di solidarietà, di una mano tesa verso qualcuno che vive ai margini della società.

Ed è proprio una mano infatti quella che Sara ha teso a Irina, sei mesi fa, quando l’ha vista davanti all’Unicredit di Ostia, avvolta nei cartoni.

La compassione di Sara è stata immediata, spontanea e Irina ha immediatamente capito di aver incontrato una persona di cui potersi fidare.

Così è cominciato questo legame. “Ogni giorno – racconta Sara – ho cominciato a portale da mangiare e finchè una volta siamo andate a pranzo fuori. Il nostro rapporto si è solidificato ed io e Irina siamo diventate ottime amiche”.

Nel tentativo di aiutare Irina a trovare una sistemazione più confortevole, Sara si è rivolta a tante associazioni, ma invano.

“Purtroppo Irina viene dalla Russia, qui non ha documenti – spiega – e questo sembra davvero essere un muro insormontabile verso la soluzione dei suoi problemi”.

Sara però non si è mai arresa, non ha abbandonato Irina, nemmeno il giorno in cui la donna ha dovuto abbandonare il suo rifugio davanti alla banca perchè costretta a sgombrare.

”Quando non l’ho più trovata ad Ostia non mi sono persa d’animo: sapevo che si sarebbe incamminata verso Fiumicino per trovarmi. Ho passato due giorni interi a cercarla, avvisando anche la Polizia della sua scomparsa. Poi grazie ad alcuni conoscenti sono venuta a sapere dove si trovava. Mi stava cercando e io cercavo lei.

In questi mesi ho cercato in ogni modo di farmi aiutare perché so che da sola non posso garantirle un luogo sicuro dove poter stare. Irina ha difficoltà a comunicare con gli altri non solo perché non sa bene l’italiano, ma perché non riesce a fidarsi”.

Ma con Sara le cose vanno diversamente: di lei Irina si fida e non ha mai rifiutato il suo aiuto, che lei continua a offrirle ogni giorno.

Ora Sara è in contatto con i Servizi sociali di Fiumicino che nel frattempo si stanno occupando di Irina.

“Io sono convinta che l’amore produce, alla fine, sempre cose buone e voglio credere che una luce stia arrivando finalmente a porre fine a tutta questa precarietà”.

Questa è la speranza di Sara e noi non possiamo fare a meno di condividerla.

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