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Giochi nel Lazio: ok del Consiglio Regionale alla proroga del distanziometro

L’entrata in vigore del distanziometro di 500 metri per sale e apparecchi da gioco è stata prorogata di un anno

Regione Lazio – “Il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato l’articolo 7 del cosiddetto “Collegato”, che concede la proroga di un ulteriore anno (fino ad agosto 2022) all’entrata in vigore del distanziometro di 500 metri per sale e apparecchi da gioco.

L’articolo è stato approvato così come subemendato dall’assessore al Bilancio, Daniele Leodori, intervenuto su uno degli emendamenti presentati al testo. Sono invece decadute le altre proposte di modifica all’articolo”.

Nel programma di interventi della Regione Lazio verrà anche istituita per soggetti a rischio di esclusione sociale una voce denominata “Spese per la disinstallazione di apparecchi da gioco”. È quanto prevede l’articolo 7 del “Collegato” approvato oggi dal Consiglio Regionale. La previsione di spesa per gli incentivi, è di 100mila euro per il 2021 e di 150mila euro per 2022 e 2023.

Simeone (FI), Tripodi (Lega), Ghera (FdI): “Un piccolo passo avanti rispetto alle esigenze degli operatori del settore”

“Un piccolo passo avanti è stato compiuto oggi, 03 agosto 2021, in consiglio regionale, nel corso della discussione e dell’analisi degli emendamenti al cosiddetto Collegato al bilancio 2021, nei confronti di un comparto importante quale il gioco legale rappresenta. E’ stato, infatti approvato, con il voto determinante di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, il sub emendamento presentato dalla giunta regionale che prevede una proroga di 12 mesi, rispetto a quanto previsto nella proposta di legge in esame, del termine per adeguarsi a quanto stabilito dalla normativa regionale vigente in materia”. Lo dichiarano in una nota congiunta i capigruppo di Forza Italia, Giuseppe Simeone, Lega, Angelo Tripodi e Fratelli d’Italia, Fabrizio Ghera.

“Puntavamo a fare molto di più  – spiegano i Capigruppo – a sostegno del gioco legale, come dimostrano i contenuti degli emendamenti che abbiamo presentato, ma non possiamo non considerare l’apertura effettuata in tale senso. Restiamo, infatti, dell’idea che dove non ci sono garanzie per il gioco legale non ci sono occupazione, ci sono famiglie abbandonate a se stesse e imprese che stentano a sopravvivere. Ma soprattutto ci sono illegalità e deriva sociale. Il gioco d’azzardo patologico, al contrario di quello legale e controllato dallo Stato, crediamo debba essere affrontato in altro modo. Non tentando di rimuovere, o di reprimere, un problema che comunque esiste ma mettendo in atto tutti gli strumenti a nostra disposizione per una adeguata prevenzione affinché il gioco d’azzardo non si trasformi in patologia”.

“Abbiamo come istituzioni – concludono – il dovere di attuare tutte le soluzioni possibili per tutelare il gioco lecito e ridurre al minimo il ricorso a quello illegale che è il vero cancro che dobbiamo rimuovere e curare perché ha ripercussioni terribili e devastanti non solo sulla persona che ne è dipendente ma anche sulle famiglie e nel relativo contesto sociale e lavorativo”.
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