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La Regione Lazio al fianco delle donne: arriva un portale con le informazioni per abortire

Capriccioli-Bonafoni: "Viviamo in un Paesein cui abortire è ancora molto problematico e le donne si trovano ad affrontare sofferenze e umiliazioni"

Regione Lazio – “Grazie a un nostro emendamento al collegato (leggi qui) approvato dall’aula, prende vita un provvedimento che abbiamo fortemente voluto e che riteniamo tanto urgente quanto necessario: la costruzione di un portale con tutte le informazioni utili alle donne che scelgono di abortire“. Così in una nota Alessandro Capriccioli e Marta Bonafoni, capigruppo rispettivamente di +Europa Radicali e della Lista Civica Zingaretti al Consiglio regionale del Lazio.

“La cronaca degli ultimi mesi – spiegano –  ci ha raccontato di un Paese in cui abortire è ancora molto problematico e le donne che decidono di ricorrere a questa pratica si trovano ad affrontare sofferenze e umiliazioni, al netto di tutte le incertezze dovute a una quasi totale mancanza di informazioni. Per questo, abbiamo deciso di intervenire mettendo a disposizione delle donne del Lazio un portale, che verrà pubblicato sul sito della Regione, dove si potranno reperire tutte le notizie che servono: dalla spiegazione del percorso che bisogna affrontare per procedere all’interruzione volontaria di gravidanza o per motivi terapeutici fino all’elenco dei consultori e delle strutture ospedaliere in cui si pratica l’aborto farmacologico o terapeutico, passando per i dati relativi al numero e alla percentuale del personale obiettore e non obiettore per struttura ospedaliera e tutta la modulistica utile scaricabile dal sito. Per monitorare l’attività del portale sarà inoltre istituito, presso l’Assessorato alla Sanità, un tavolo tecnico in cui, oltre ai responsabili delle strutture competenti, saranno coinvolte le associazioni delle donne”.

“Il fatto che la Regione Lazio affronti questo tema senza strascichi ideologici – concludono Capriccioli e Bonafoni – e mettendosi solo dalla parte delle donne è molto significativo: si tratta di un passo fondamentale per sradicare quei pregiudizi e quei tabù che, a più di 40 anni dall’approvazione della legge 194, rendono l’aborto ancora qualcosa di cui vergognarsi”.
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