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La Regione Lazio dà la possibilità di sparare alla fauna selvatica nei Parchi

9 agosto 2021 | 10:16
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La Regione Lazio dà la possibilità di sparare alla fauna selvatica nei Parchi

Legambiente Lazio: “Errore gravissimo che va corretto subito, stiamo valutando tutte le possibilità di ricorso contro i fucili nei Parchi”

Regione Lazio – La Regione Lazio approva il collegato al bilancio e inserisce una norma secondo la quale, anche nei territori delle Aree Protette, in caso di inerzia degli Enti nell’attuazione dei piani di gestione della fauna selvatica per le specie in sovrannumero, la Regione stessa potrà esercitare i poteri sostitutivi affidando ai proprietari dei terreni come agricoltori, affittuari o conduttori di fondi, muniti di porto d’armi, il compito di abbattere i capi su richiesta degli stessi soggetti interessati.

“No ai fucili nei parchi! Questa norma è un errore gravissimo di Consiglio e Giunta regionale – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -, in grado di scatenare un far-west anche nel cuore della Capitale. Sarebbe folle pensare di incontrare uomini armati nelle nostre aree protette come vorrebbero alcune rappresentanze di parte e come sancisce la norma, soprattutto quelle urbane e periurbane, così straordinariamente importanti per le necessità della collettività.

Il cinghiale è una specie in grande sovrannumero, va ridotta drasticamente la sua popolazione senza se e senza ma, e attraverso le regole esistenti: nei Parchi vuol dire gabbie per le catture anche finalizzate all’alienazione dell’animale; gli abbattimenti dove è possibile per legge e le catture anche ai fini di alienazione ma senza fucili nelle aree protette, di cinghiali, daini e altre specie in sovrannumero sono da fare. Peraltro il sovrannumero di cinghiali, così come di daini e molte altre specie, è un fenomeno scatenato dai ripopolamenti ai fini venatori che per decenni hanno previsto una reintroduzione forzata di questi animali per potergli poi sparare; questi errori storici li paghiamo gravemente per lo squilibrio ecologico evidente al quale hanno portato, a Roma lo paghiamo ancor di più per le gravissime situazioni conseguenti alle strade invase dai rifiuti da troppi anni, che attirano i capi e ne cambiano il regime alimentare”.

“La nostra associazione, . conclude Sacchi – insieme a Coldiretti, Federparchi e Regione, ha firmato più di due anni fa un protocollo per il contrasto dei Cinghiali in sovrannumero nei Parchi, contemplando tutte le azioni possibili di contrasto a questo enorme squilibrio biologico, e senza fucili: bisogna lavorare per attuarlo invece che pensare ad altro senza nemmeno averci provato”.
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