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Tokyo 2020, Tortu e Desalu sbarcati a Fiumicino: “Olimpiadi memorabili”

I campioni olimpici della 4x100 tornati a casa e accolti da una grande festa tricolore. Malagò chiede lo 'ius soli'

Fiumicino – “Per il Team Italia è stata un’Olimpiade fantastica. Abbiamo vinto il numero di medaglie più alto di sempre. Nel nostro caso, torniamo a casa con una medaglia d’oro: qualcosa di inimmaginabile per noi prima dei Giochi. Trovare poi questa accoglienza all’arrivo, è ancora più bello”.

Così Filippo Tortu che, appena sceso dall’aereo dell’Alitalia che lo ha riportato oggi a Roma da Tokyo con parte della selezione azzurra, con la medaglia d’oro al collo, una montatura di occhiali a cinque cerchi, ricordo della sua partecipazione alle Olimpiadi giovanili del 2014 a Nanchino (Cina), ha rivissuto con gli altri due compagni di staffetta, Fausto Desalu e Lorenzo Patta (Jacobs è ancora in Giappone) la finale olimpica.

“Sento ancora nelle orecchie l’urlo di Fausto nel momento del passaggio del testimone. Lo sento anche prima di andare a dormire, anche se – ha poi aggiunto ridendo – non dormo da due giorni: è un’immagine che rimarrà impressa per sempre nella mia memoria”. Altrettanto emozionato, Fausto Desalu. “E’ indescrivibile la gioia che provo. Quell’urlo mi è venuto spontaneo ma sentivo di doverlo fare perché volevo dare a Filippo tutte le mie ultime energie affinché potesse tagliare il traguardo ed entrare così nella Leggenda. Per me – ha detto ancora – vuol dire tanto questa medaglia: è il coronamento di tanti anni di fatica. Sono davvero contento”.

La legge dello ‘ius soli’: la richiesta di Giovanni Malagò

Commentando le parole del presidente del Coni, Giovanni Malagò, che ha chiesto che venga anticipato l’iter burocratico per lo ‘ius soli’ sportivo, Desalu ha detto di augurarsi che questa Legge “possa entrare in vigore quanto prima, perché può aiutare tanti atleti che come me ambiscono ad una medaglia”. Ancora incredulo per l’oro vinto è apparso invece Lorenzo Patta. “Non ricordo ancora la finale – ha detto Patta – Ricordo soltanto la fine quando ci siamo abbracciati e abbiamo preso le bandiere. Formia, dove per la prima volta ho provato il cambio con Marcell – ha poi spiegato l’azzurro -, ha segnato l’inizio della nuova era della staffetta 4x100m ed è andata bene”. Una dedica speciale è poi andata da parte di Lorenzo alla sua terra: la Sardegna. “Questa medaglia la dedico alla mia Regione, alle persone che sono state colpite dagli incendi”. (Ansa).

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