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Il Parco del Circeo ha (finalmente) un nuovo presidente: è Giuseppe Marzano

Ancora vacante, dopo quasi un anno e due bocciature da parte del Ministero, il posto da direttore del Parco del Circeo

San Felice Circeo – Dopo mesi di figuracce e polemiche, sulla questione dei daini in sovrannumero e, soprattutto sulla nomina del nuovo direttore, all’ombra del Parco del Circeo è stata risolta, in parte, la paralisi amministrativa dell’Ente.

Dopo circa sei mesi dalle dimissioni del presidente, Antonio Ricciardi, infatti, lo scorso 6 agosto, il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani ha firmato il decreto numero 330 con cui si nomina ufficialmente il nuovo presidente del Parco: si tratta di Giuseppe Marzano, originario del comune di Fondi e già direttore dell’area tecnica del Parco regionale dei Monti aurunci.

La terna e l’iter

A questo punto una domanda sorge spontanea: come si è arrivati alla nomina di Marzano? Ebbene, il suo nome era presente nella terna presentata al presidente della Regione, Nicola Zingaretti, lo scorso 10 giugno, insieme a quello della professoressa Maria Vittoria Ferroni e del dottor Giuliano Tallone.

Zingaretti ha poi espresso formale intesa sulla nomina del dottor Marzano, a cui è seguito il parere della XIII Commissione permanente del Senato; mentre, quello della VIII Commissione permanente della Camera non è arrivato, in quanto, la stessa, non si è pronunciata entro il termine ultimo (29 luglio) stabilito dalla proroga concessa dal presidente Fico.

Una volta concluso l’iter, è arrivata la nomina formale da parte del ministro Cingolani.

Intanto, ancora caos sulla nomina del direttore del Parco…

Ma se una parte della paralisi amministrativa, come si è detto, è stata risolta, è anche vero che, da ottobre 2020 (ovvero dalla fine del mandato di Paolo Cassola) al Circeo resta vacante il posto da direttore del Parco.

Vacante a causa delle due figuracce che l’Ente ha collezionato davanti al Ministero competente che, per ben due volte, ha bocciato la terna presentata per la nomina (la procedura è complessa. Si parte da un avviso pubblico che stabilisce i criteri, poi si esaminano i curriculum dei candidati, il consiglio direttivo propone al Ministero una “terna” dal quale il Ministero sceglie il nuovo direttore). Tra l’altro, in entrambi i casi per lo stesso errore: nell’avviso erano presenti criteri non previsti dalla legge per l’individuazione dei curriculum idonei a ricoprire la carica.

Per ora, sembrerebbe scongiurata la possibilità di scioglimento del Consiglio direttivo, anzi, voci di corridoio, sostengono che, dopo un “parto” molto travagliato, e dopo quella del Presidente, forse, anche quest’annosa nomina potrà vedere la luce… Sarà davvero la volta buona?

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