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Ponza, ispezioni dei Nas: multati 16 esercizi per l’inosservanza delle norme igieniche e anti-Covid

Sono in tutto 43 le violazioni amministrative contestate, per un ammontare di 28.700 euro

Ponza – Nei giorni 11 e 12 agosto 2021, nel periodo di intensa affluenza turistica, i Carabinieri del NAS di Latina, unitamente ai colleghi del Comando Stazione Carabinieri di Ponza e con l’ausilio del Nucleo Elicotteri CC di Pratica di Mare e della Motovedetta CC 816 Tripodi della Compagnia di Formia, hanno realizzato una serie di controlli sulle attività di ristorazione, esercizi commerciali, strutture sanitarie e farmacie ubicate sull’isola di Ponza, la più estesa delle isole pontine.

Le verifiche hanno riguardato, in particolare, l’applicazione delle norme in materia igienico-sanitaria e alimentare, la verifica sull’attuazione delle misure di contenimento alla diffusione da Covid-19, come l’uso di dispositivi di protezione individuale e mascherine facciali, nonché la recente introduzione dell’obbligo del c.d. “green pass”.

Nel complesso sono state deferite 3 persone all’Autorità giudiziaria per i reati di tentata frode in commercio e mancato aggiornamento del documento valutazione dei rischi relativo alla sicurezza su luoghi di lavoro in riferimento allo specifico rischio biologico del Covid-19. Inoltre, sono stati sanzionati 16 gestori di locali con contestuale sequestro di oltre 30 Kg di prodotti alimentari privi di tracciabilità per un valore complessivo di circa 500 euro. Le 43 violazioni amministrative contestate, per un ammontare di 28.700 euro, hanno riguardato:

– numerosi episodi di inosservanza alla normativa per la prevenzione della diffusione
epidemica, come l’assenza di cartellonistica informativa per gli avventori e il mancato
utilizzo di dispositivi di protezione individuale e mascherine facciali;

– carenze igienico sanitarie e strutturali di ambienti adibiti alla preparazione e
somministrazione dei pasti, spesso rimediati in spazi ristretti, privi dei minimi requisiti
per garantire condizioni ottimali di funzionamento, interessati da sporco pregresso e non
sottoposti alle manutenzioni ordinarie e straordinarie;

– carenze strutturali e organizzative di locali adibiti a deposito bombole d’ossigeno gassoso
presso l’unico ambulatorio di continuità assistenziale presente sull’isola.

 Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.
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