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Tra passato e futuro nel karate: Talarico, Valdesi e Benetello amici e ancora protagonisti

Atleti per tanti anni e oggi allenatori e dirigenti punti di riferimento della disciplina, che sogna di tornare alle Olimpiadi

Tampere – Nello sport esistono storie di campioni ma anche di amicizie che restano. Atleti che una volta erano agonisti e si battevano per le medaglie e oggi con ruoli cambiati, che ancora si frequentano. Succede in tutte le discipline quando il tempo passa ma la passione per quello sport resta, mutando la veste delle persone.

Dopo i Giochi di Tokyo 2020, dove il karate italiano si è emozionato tantissimo con le medaglie di Luigi Busà, oro nel kumite e storico campione olimpico (leggi qui), e Viviana Bottaro, bronzo nel kata e prima donna dell’arte marziale italiana a salire sul podio a cinque cerchi (leggi qui), non smette l’impegno, proprio il karate. Dopo la categoria senior di Tokyo, è la volta dei giovani azzurri. Hanno tifato questi ultimi per i loro beniamini che hanno affrontato i più grandi guerrieri della disciplina al Budokan, sognando un giorno chissà.. le stesse emozioni ed esperienze da vivere. Lo potranno fare nel prossimo fine settimana, aspettando che il Cio accolga ancora il karate tra gli sport eletti dell’Olimpo. E intanto si svolgeranno allora i Campionati Europei di karate categoria juniores a Tampere. Sede leggendaria di tornei importanti dell’arte marziale. Che proprio in Finlandia ha visto vincere i più grandi, tra cui proprio Luigi Busà campione del mondo nel 2006 (leggi qui), Stefano Maniscalco replicare il successo iridato e ottenuto proprio al Budokan di Tokyo (leggi qui) e loro.

E’ una foto sui social a testimoniare il lascito ereditario da una carriera agonistica, fino ai ruoli poi cambiati oggi, a bordo tatami. E in queste ore a Tampere con i rispettivi ruoli del 2021, al seguito della Nazionale Italiana giovanile e come rappresentanti della Wkf. Luca Valdesi, pluricampione mondiale di kata (3 volte individuale, 3 volte a squadre – di cui un oro per categoria e proprio a Tampere nel 2006) (leggi qui) oggi membro della Commissione Regolamenti del kata della World Karate Federation, Gennaro Talarico campione mondiale ed europeo di kumite e attualmente allenatore della Nazionale Giovanile Fijlkam (già dirigente Fijlkam) (leggi qui) e Davide Benetello, campione mondiale nel kumite nel 1994 e oggi presidente della Commissione Atleti della Wkf, membro del Comitato Esecutivo della Federazione Internazionale, vicepresidente del settore karate della Fijlkam e delegato Cio per i diritti degli atleti (leggi qui)  sono ancora protagonisti. La particolarità che unisce questi tre grandi personaggi del karate è proprio quella carriera agonistica che li ha fatti incontrare. Tre atleti delle Fiamme Gialle e quindi leggende dello sport che hanno militato nella stessa squadra e tra i più grandi della disciplina, in Italia e nel mondo. Oggi dopo tanti anni, dalla fine della loro storia come agonisti, si ritrovano a condurre il karate verso i giovani e verso il futuro, ognuno con il proprio ruolo attuale e voluto: “Dopo tanti anni ancora assieme – scrive Talarico sulla sua pagina personale Facebook – ad un campionato europeo. Cambiano i ruoli, ma l’amicizia e la passione restano”. Appunto. Non si smette di ascoltare il battere della disciplina. Il tempo muta quella voce interiore, che spinge poi gli uomini a scegliere strade diverse dall’agonismo, ma sempre assolutamente vicine a quel sogno nato da bambini e mai, da allora, lasciato. Un legame profondo con il karate per i grandi dei più grandi. E gli ammiratori, come gli storici del karate lo sanno bene. Hanno fatto parte delle Fiamme Gialle. La squadra più vincente nello sport, tra trofei, medaglie e premi.

Guidati dall’ex direttore tecnico del team gialloverde Claudio Culasso (leggi qui), oggi ancora punto di riferimento di tanti appassionati e atleti, anche giovani del 2000, hanno segnato la storia dell’arte marziale: “Hanno fatto la storia del karate italiano!”. Scrive proprio Culasso, nei commenti del post. E Talarico fa proprio riferimento a quello. A quel periodo di tornei, di competizioni, di sfide che assieme a Luca e Davide viveva e respirava: “Sembra si sia fermato il tempo, ma in realtà sono passati 20 anni”. Il narratore di questo filo tra passato, presente e futuro è ancora l’attuale coach azzurro: “Esattamente il 13 agosto del 2001 ero qui (riferendosi al Centro Olimpico Matteo Pellicone della Fijlkam) in preparazione per i World Games di Hakita”. “Oggi qui con la stessa passione..”. Prosegue Gennaro su Facebook.

Forse negli anni in cui erano atleti, non avrebbero immaginato Luca, Gennaro e Davide di ritrovarsi oggi in vesti diverse ma pur sempre accanto al loro karate del cuore e ancora insieme. Eppure è così, perché probabilmente è proprio il loro sport che si svolge sul tatami, a volerlo, per guidare nuove carriere e delineare nuovi sogni, tramite le loro azioni oggi da dirigenti e da allenatori.

Lo sport cresce grazie a chi lo ha vissuto da atleta, lo capisce, lo conosce a fondo e può trasmetterlo, nelle forme più svariate che si vestono addosso a quei campioni cresciuti, che ‘da grandi’ hanno scelto ancora di esserci nel mondo del karate. Da campioni per sempre e da amici per sempre. Con vesti diverse oggi, ma pur sempre sul tatami dei sogni.

(foto@GennaroTalaricoFacebook)

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