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Lupo-Di Giovanni (M5S): “I leghisti Picca e Giorgetti facciano mea culpa, invece di strumentalizzare su Alitalia”

"Ora si deve pensare a garantire al massimo i livelli occupazionali"

Ostia – Il Ministro Giorgetti dice alla stampa che ha a cuore la Compagnia Alitalia ma, visto che siede ai tavoli più importanti, dovrebbe sapere che anche se il MEF (Ministero Economia e Finanze) è proprietario della Compagnia ITA è lui che da responsabile dell’amministrazione straordinaria deve pensare a garantire al massimo i livelli occupazionali. Il Ministro Giorgetti è altresì uno dei quattro ministri al tavolo, che di concerto, deve provvedere alla ITA, ovverossia alla partenza della Compagnia”. Così in una nota congiunta la Senatrice M5S Giulia Lupo e il Capogruppo M5S del Municipio Roma X Antonino Di Giovanni.

“Non è che il Ministro può fare il complice e la vittima allo stesso tempo, – proseguono la Senatrice e il Capogruppo  – quindi, la questione sollevata da dalla Consigliera della Lega Picca è solo mera propaganda elettorale, tant’è che in municipio la stessa ha fatto ben poco per questa problematica. Giorgetti ha dichiarato che bisogna fare sacrifici, (ancora ci verrebbe da dire), ma quando il Movimento 5 Stelle aveva il Proprio Ministro Patuanelli a maggio 2020, ovvero quando ancora il dossier era nelle nostre mani, fummo proprio noi a dare una soluzione, con un passaggio graduale e, quindi, anche con diritto di prelazione dopo, con gli affitti dei rami.

Ma in quella occasione ci fu una levata di scudi di tutti, incluso il centrodestra e anche dei sindacati che si sono portati a ruota anche i lavoratori, giornalisti, parlamentari come Lupi, Mulè, Durigon e Nobili che ora non si sentono e non si vedono più per questa problematica.
Per tanto, prima di fare campagna elettorale sulla pelle dei lavoratori e bene anche capire di chi sono altre responsabilità, come ad esempio quelle di Gualtieri (PD) che in fondo è il vero responsabile di tutto. Sono state le sue azioni e le sue modifiche relative alla norma di costituzione della ITA, dopo aver dichiarato di mettere tre miliardi, cambiando indirizzo al progetto, in quanto fino al decreto Cura Italia c’era scritto chiaramente che si parlava di compagnia di bandiera e di espansione.

Da sottolineare che i tre miliardi di euro vengono fuori dopo maggio 2020, poco prima il Commissario insieme al Direttore Generale avevano proposto in audizione alla Camera dei Deputati una ipotesi di piano con 92 macchine e mantenimento di molti slot nonché posti di lavoro e, quindi, di fatto un vero un rilancio, nonostante il periodo nero per il trasporto aereo. Tutto con gradualità e visione”.

“Quindi, a quei qualcuno, spinti dalla voglia di mettersi in mostra, – concludono Lupo e Di Giovanni –  senza un briciolo di competenza su questa materia, che vogliono fare soltanto mera strumentalizzazione, noi rispondiamo di non speculare sul dramma dei lavoratori Alitalia ma di pensare invece a tutti gli anni persi in passato dove l’unico sport della vecchia politica era quello di spolpare fino all’osso un azienda come Alitalia, simbolo del nostro paese”.
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