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Capalbio, mistero nella villa di Montino: dalla cuccia del cane spuntano 24mila euro

La somma è stata sequestrata dai carabinieri di Grosseto, chiamati sul posto proprio dal figlio del sindaco di Fiumicino

Fiumicino – Mistero a Capalbio, dove diverse migliaia di euro sono stati trovati in una cuccia per cani, ormai in disuso, nell’azienda agricola del sindaco di Fiumicino, Esterino Montino. Si tratta, secondo quanto sì apprende da fonti investigative, di 24mila euro in banconote da 500, in pessimo stato di conservazione, che sono volate in aria davanti agli occhi increduli degli operai quando la pala meccanica ha rimosso una vecchia cuccia per cani che era sul terreno.

I soldi, secondo quanto riportato dalle agenzie stampa, sono stati trovati mentre in corso lavori di sbancamento per preparare il terreno in vista dell’autunno. Nel corso delle operazioni è stata appunto rimossa una cuccia per cani non più in uso con una pala meccanica e sono spuntate fuori le banconote. La somma è stata sequestrata dai carabinieri di Grosseto, chiamati sul posto proprio dal figlio di Montino. Adesso cominceranno gli accertamenti tecnici per cercare di capire da dove provengano.

Secondo gli investigatori ”le banconote potevano essere lì da un mese, sei mesi o anche un anno, il fatto che fossero conservate così male non ci dice nulla, considerato che erano esposti alle intemperie”. ”Non sono stati trovati involucri – spiegano gli inquirenti – e comunque non è stato possibile capire come erano state sistemate perché sono volate via quando la cuccia è stata rimossa dalla pala meccanica”. Al momento tutte le ipotesi sono al vaglio: quella più probabile è che siano provento di un reato, un furto, una rapina ma anche di un’attività di spaccio.

”Gli operai stavano facendo un po’ di pulizia intorno ad un capannone e vicino a questo, a confine con la strada pubblica, c’è la vecchia cuccia del cane che è lì forse da 5 o 6 anni se non ché gli operai hanno toccato la cuccia e sono usciti questi soldi mal ridotti e poi vista la situazione mio figlio mi ha avvertito e abbiamo deciso di chiamare i carabinieri perché non sappiamo nulla della provenienza”, ha detto Montino al Messaggero.

”I militari hanno sequestrato il denaro, mio figlio ha firmato la denuncia ma credo che siano il frutto di qualche attività illecita, la refurtiva messa da qualcuno che poi non è mai venuto a riprenderla – aggiunge il sindaco -. In questa zona i carabinieri hanno fatto un lunghissimo lavoro su una situazione di spaccio durata un paio d’anni a cui sono seguiti degli arresti. Gente che veniva da fuori e si dava appuntamento in mezzo ai boschi per acquistare o vendere droga e forse quei soldi sono i proventi mai recuperati di questo traffico”.

Il Sindaco, tramite i suoi social, ha poi voluto precisare, assieme alla moglie, la senatrice Cirinnà, che “abbiamo prontamente consegnato ai carabinieri siamo felici che quel denaro, molto probabilmente frutto di qualche reato compiuto da malviventi, sarà nella disponibilità del Fondo unico per la giustizia e che verrà utilizzato per fini di pubblica utilità. E’ questo il comportamento corretto che ogni cittadino onesto deve tenere e siamo orgogliosi di quanto fatto”.

“Siamo in contatto con la Procura di Grosseto e con il comando provinciale dei carabinieri per avere notizie sull’evoluzione delle indagini al fine anche di assicurare serenità e sicurezza alla nostra azienda. Abbiamo inoltre dato mandato al nostro avvocato di perseguire chiunque tenti di adombrare la correttezza e limpidezza del nostro operato”, conclude.

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