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Ripensare in modo ecologico l’arredo per gli interni

Valutiamo gli arredi di cui ci circondiamo, le emissioni elettromagnetiche delle tante fonti elettroniche di elettrosmog, ed anche le pareti della nostra casa, dato che spesso sono proprio queste ad emettere sostanze non adatte al nostro organismo.

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Gli ultimi due anni hanno portato sconvolgimenti che hanno scosso la nostra fiducia nel futuro. Dopo aver celebrato il Capodanno del 2020 abbiamo prima visto terribili incendi devastare l’Australia per poi piombare nell’incubo della pandemia che ci ha costretti, e forse ci costringerà ancora a passare settimane e mesi chiusi fra le quattro mura di casa nostra. Questa estate ha poi visto temperature mai percepite prima in tutto il pianeta, dai 50 gradi del nord del Canada a giugno, una bolla di caldo che ha portato alla morte di centinaia di persone anziane e deboli di cuore, ai quasi 49 gradi in Sicilia, la più alta temperatura mai registrata in Italia.

Una cosa accomuna tristemente questa serie di eventi funesti: entrambi sembrano essere stati generati dall’attività umana. Da un lato il progressivo riscaldamento globale è il frutto delle massicce emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera, come risultato di quasi duecento anni di industrializzazione planetaria. Dall’altra il Corona virus sembra essere stato passato agli umani da creature come il pangolino ed i pipistrelli, allevati in massa in condizioni pietose nei “mercati umidi” delle metropoli cinesi, come in questo caso a Wuhan. Di fronte a queste minacce planetarie per la nostra stessa sopravvivenza, sta avanzando, anche se forse troppo lentamente, una consapevolezza della necessità di ripensare a come viviamo e a come ci rapportiamo con il mondo che ci circonda.

Questo vuol dire per le nostre società ed i nostri governi da un lato trovare nuove soluzioni energetiche ecosostenibili che non necessitino di dover bruciare combustibili fossili per produrre energia ed alimentare la produzione industriale, dall’altro trovare un modo di rapportarsi con il mondo naturale, che questi siano oceani, boschi e animali, per non ne provochi lo sterminio. Anche per ognuno di noi sono necessarie nuove scelte e nuove consapevolezze. Per decenni ci siamo circondati di oggetti e strumenti considerando solamente la loro funzionalità, comodità e prezzo, senza mai veramente valutare da dove provenivano, se erano tossici, ed il loro impatto ambientale. Questo ha portato a case piene di oggetti e mobilio con materiali plastici provenienti da tutte le parti del globo.

Occorre un nuovo paradigma, che parta da un’osservazione più attenta di ciò che abbiamo attorno nella vita di tutti i giorni.  Valutiamo gli arredi di cui ci circondiamo, le emissioni elettromagnetiche delle tante fonti elettroniche di elettrosmog, ed anche le pareti della nostra casa, dato che spesso sono proprio queste ad emettere sostanze non adatte al nostro organismo.

Valutare un prodotto solo in base a criteri estetici ed economici, vuol dire rischiare di esporre sé stessi e le proprie famiglie ad agenti tossici che possono nuocere alla salute. Le pareti di casa sono infatti un elemento essenziale nella valutazione salutare ed ecosostenibile del proprio ambiente, date le loro dimensioni ed il fatto che rappresentato il contenitore dell’aria che respiriamo. Sia che le vostre pareti siano decorate con vernice o carta da parati, occorre controllarne la provenienza per garantire che non siano state trattate con sostanze nocive per la salute. Per ottenere costi di produzione a basso costo molti produttori asiatici vendono prodotti non certificati che sono il frutto di filiere dove i materiali inquinanti permeano nel prodotto finale ed utilizzando sostanze plastiche che li rendono inquinanti una volta terminato il loro ciclo di vita.  Fortunatamente questa situazione sta lentamente cambiando e le industrie del settore si sta spostano, anche se con grande lentezza, verso la produzione di carte da parati ecologiche e rispettose dell’ambiente e della salute.

Quali sostanze nocive possono essere presenti nelle carte da parati non ecologiche?

Per determinare la quantità di inquinanti presenti nelle carte da parati convenzionali e a basso costo è necessario analizzare il loro processo di produzione. Tradizionalmente le carte da parati sono composte da una miscela di materiali fibrosi a cui vengono aggiunte fibre sintetiche per aumentarne la robustezza. Queste sono poi pressate insieme in un processo di laminazione a vari strati e legati insieme tramite colle e lacche industriali. Queste possono contenere sostanze dannose per la nostra salute, come i plastificanti a bassa volatilità, usati principalmente nei rivestimenti in plastica o in schiuma, che possono influenzare il nostro sistema ormonale. Le colle adesive possono invece causare allergie ed è risaputo che la formaldeide, utilizzata per aumentare la stabilità del composto, può causare mal di testa persistenti, irritazioni della pelle e problemi al sistema respiratorio. Particolarmente nelle carte da parati e nelle vernici più economiche e di dubbia provenienza sono usati composti organo stannici per aumentare la resistenza del materiale al sole e al calore che possono creare problematiche per il sistema immunitario e il controllo ormonale.

Se non ci curiamo di questo e rimaniamo esposti a queste sostanze sulle nostre pareti, il nostro corpo assorbirà lentamente particelle che possono generare patologie di varia gravità, come allergie, irritazioni della pelle, nausea, mal di testa e problemi respiratori. I plastificanti inoltre possono essere un attivatore di cellule tumorali. Occorre inoltre ricordare come tutti questi prodotti non siano biodegradabili e compostabili, il che significa che, una volta rimossi dalle pareti, finiscono insieme alla spazzatura comune ed aumentano la tossicità dell’ambiente quando bruciano negli inceneritori.

Soluzioni ecologiche e prive di sostanze inquinanti

Quali soluzioni esistono sul mercato in grado di coniugare l’estetica con la salute ed il rispetto dell’ambiente? È possibile decorare la propria casa o il proprio luogo di lavoro senza mettere a rischio la propria salute? Fortunatamente diverse aziende europee si sono mosse in questa direzione, scegliendo cicli produttivi che danno la priorità non solo all’uso di materie prime naturali, ma anche a processi che non richiedono sostanze inquinanti e dannose per l’organismo. Alla base di queste carte da parati ecologiche vi sono ovviamente materiali naturali completamente compostabili come il lino, una delle fibre tessili più adatte per la carta da parati, poiché sono battericide. Queste fibre sono unite insieme dalla viscosa naturale, prodotta con legno proveniente da foreste gestite in modo sostenibile e certificate FSC. La viscosa è una fibra tessile ottenuta attraverso una produzione industriale a cielo aperto, che minimizza l’impatto sull’ambiente.

Una volta finito il loro ciclo naturale, quando è ora di sostituirle, queste tappezzerie possono essere deposte nel cesto di compostaggio. Dopo pochi mesi, le materie prime si macerano e ritornano i loro elementi all’ambiente senza rilasciare alcuna sostanza tossica. È fondamentale però utilizzare solo colle biologiche e non riverniciarle con altri coloranti.

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