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Roma, vendeva prodotti scaduti: chiuso il minimarket e sequestrati 430 chili di alimenti foto

Multe anche a un ristorante e un bar dove sono state riscontrate irregolarità sulle procedure adottate per garantire la sicurezza degli alimenti

I Carabinieri di Roma sono di nuovo scesi in campo con una task force che ha passato al setaccio gli esercizi commerciali di alcune zone della Capitale.

L’operazione, a cui hanno preso parte i Carabinieri delle Compagnie Roma San Pietro e Roma Centro, unitamente ai militari del N.A.S. di Roma, è stata focalizzata nei quartieri Castro Pretorio, Boccea, Cornelia e Baldo degli Ubaldi. Il bilancio è di circa 13mila  euro di sanzioni irrogate, disposta la chiusura per uno dei negozi controllati, e ingenti sequestri di alimenti e materiali.

Nello specifico, in un minimarket nei pressi di via Volturno, i Carabinieri della Stazione Roma Macao hanno fatto scattare una serie di sanzioni amministrative nei confronti della titolare, una cittadina filippina di 38 anni. I militari hanno constatato che alcuni dei prodotti alimentari esposti alla vendita erano scaduti, altri avevano delle etichette non riportanti indicazioni in italiano ed erano totalmente mancanti le prescrizioni imposte dalla normativa anti-Covid-19. Nei confronti della responsabile, quindi, sono state elevate sanzioni per complessivi 4mila e 768 euro, disposto il sequestro di circa 430 chili di prodotti alimentari e ordinata la chiusura dell’esercizio fino all’adeguamento dei locali alla normativa vigente in tema di Covid-19.

Nello stesso contesto i militari sono intervenuti, insieme al personale della Sala Operativa Sociale del Comune di Roma, in via Goito dove era stata segnalata la presenza di una donna nigeriana di 37 anni, senza fissa dimora, che si era accampata in una cabina telefonica che aveva utilizzato per riporre i suoi effetti personali. Dopo essere stata identificata, la 37enne ha rifiutato di essere assistita dagli operatori della S.O.S. e si è spontaneamente allontanata dal posto. L’area è stata bonificata dal personale dell’A.M.A.

I Carabinieri della Stazione Roma Madonna del Riposo, insieme ai colleghi specializzati del N.A.S., hanno riscontrato irregolarità sulle procedure adottate per garantire la sicurezza degli alimenti in un ristorante di via Boccea e in un bar di Circonvallazione Cornelia, entrambi gestiti da cittadini del Bangladesh. Anche in questi casi sono scattate delle salate sanzioni amministrative.

In un minimarket di via Baldo degli Ubaldi, infine, i Carabinieri hanno sequestrato 33mila buste in nylon non biodegradabili, quindi non più utilizzabili secondo la normativa attuale.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.

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