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Tokyo 2020, atletica paralimpica: Corso ottava nei 200, Cipelli nona nel lungo

29 agosto 2021 | 19:08
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Tokyo 2020, atletica paralimpica: Corso ottava nei 200, Cipelli nona nel lungo

“Gara falsata, è sotto l’occhio di tutti. Ho dato il massimo, va bene così”. Dice la Corso al termine della finale

Tokyo – Alla terza giornata di gare di para atletica a Tokyo, l’Italia mette in campo tre dei suoi atleti, due dei quali alla prima esperienza in una Paralimpiade.

Nella sessione serale giapponese, il miglior risultato per i colori azzurri arriva dalla plurimedagliata paralimpica e mondiale Oxana Corso. Dopo l’ottavo posto nei 100, la finale dei 200 T35 replica lo stesso piazzamento e lo stesso podio con la cinese Zhou Xia (oro e record del mondo di 27.17), l’australiana Isis Holt (argento) e la britannica Maria Lyle (bronzo).

Il crono al traguardo dell’azzurra segna 33.13 secondi: “Sono sicuramente soddisfatta perché secondo me ho corso una buona gara. Ho cercato di spingere il più possibile. Era una gara abbastanza falsata, è sotto gli occhi di tutti, ma va bene così. Mi sono vissuta quest’esperienza al massimo con la voglia di voler spaccare tutto. Sono felice di aver partecipato alla mia terza Paralimpiade”.

In pedana invece, Francesca Cipelli conquista la nona piazza nel salto in lungo T37. La giovane 24enne, già alla sua terza presenza in una manifestazione internazionale con la maglia azzurra, cerca di fare del suo meglio contro avversarie molto più esperte e quotate di lei, riuscendo a saltare 3,96.

La primatista italiana resta però dietro rispettoalle prime tre che fanno registrare misure superiori a 4,50.

La saltatrice veneta, con l’amaro in bocca, dichiara: “Non posso dirmi soddisfatta e devo ancora realizzare cosa non abbia funzionato e perché. Sicuramente non posso non calcolare l’esperienza complessiva generale strabiliante qui a Tokyo, che mi darà un bagaglio umano, valoriale e sportivo importantissimo in vista di appuntamenti internazionali futuri”.

Nell’ultima gara del programma, con la rabbia e con i denti, l’esordiente Alessandro Ossola trova la corsa perfetta per agguantare la finale dei 100 T63, proprio nel giorno dell’anniversario dell’incidente che gli ha causato l’amputazione della gamba sinistra. Nella sua semifinale, lo sprinter delle Fiamme Azzurre è terzo in 12.77,  guadagnandosi di diritto la prima finale paralimpica della sua recente carriera sportiva con il sesto tempo di qualificazione.

La gioia è tanta: “È un sogno che si avvera, un’emozione grande ma resto concentrato perché domani sarà un grande giorno per me, quello più importante. Stasera mi riguarderò varie volte la gara per mettere a punto gli ultimi dettagli. Sono in una finale paralimpica alla mia prima Paralimpiade, direi che sono molto felice. La coincidenza della data con il mio incidente l’ho vissuta come un segnale positivo che ho cercato di vivere nel migliore dei modi e che mi ha dato carica ed energia. Spero domani di fare ancora meglio”.

L’appuntamento per lui è domani alle 13:33 italiane.

Sempre lunedì, in precedenza, la pedana dello Stadio Olimpico accoglierà Oney Tapia nel peso F11, in una gara presente per la prima volta nel programma delle Paralimpiadi, mentre Ndiaga Dieng sarà chiamato alla sfida dei 400 T20 a caccia della finale.

(foto@Bizzi/Cip)

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