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Sentieri accidentati al Circeo… dove sono i soldi del Ministero?

Anno dopo anno, sui sentieri del Circeo aumentano feriti e dispersi. Eppure, per l'associazione "Il fortino" c'erano i soldi e la tempistica per sistemare almeno la segnaletica

San Felice Circeo – Il patrimonio naturalistico di San Felice Circeo attira ogni anno, soprattutto d’estate, migliaia di turisti, spesso con la passione delle escursioni, anche se amatoriali. Il risultato? Di anno in anno, aumentano, prima ancora di arrivare all’ambita meta, i feriti e i dispersi. Con la conseguenza non solo di un’immensa preoccupazione per amici e familiari delle persone coinvolte, ma anche un dispendio di mezzi e uomini delle Forze dell’ordine.

Eppure… eppure mai come quest’anno, quest’incubo poteva avere fine. In che modo? Sfruttando i soldi stanziati dal Ministero dell’ambiente (110mila euro, sui 118mila totali) per mettere in sicurezza i sentieri… Soldi accettati dal Comune di San Felice Circeo il 2 gennaio 2021 e tutt’ora inutilizzati anche per una cosa semplice e fondamentale qual è la segnaletica, la cui assenza è spesso il cuore del problema.

Il fortino: “Di chi è la responsabilità politica di tutto questo?”

A questo punto, una domanda sorge spontanea: se i soldi per mettere in sicurezza i sentieri, che sono uno dei punti d’attrazione del Borgo, ci sono, perché il Comune di San Felice Circeo non li ha ancora utilizzati? Difficile dirlo. Facile dire è che la mancata messa in sicurezza, oltre ai danni alle persone, ne crea uno considerevole alle finanze dello stato (Forestale, elicotteri, vigili del fuoco…).

Sul caso, intanto, sta esplodendo la polemica. In prima linea c’è l’associazione “Il fortino” che, insieme a molti dei cittadini, chiede con forza: “Di chi è la responsabilità politica di tutto questo? Perché i soldi non sono stati utilizzati quantomeno per la segnaletica?”

E ancora: “Su quest’argomento abbiamo già presentato due richieste di accesso agli atti inevasi. Per ora, la soluzione del Comune è stata quella di chi non sa gestire il territorio: ovvero mettere un divieto (il riferimento è all’ordinanza con cui, il sindaco Schiboni, nei mesi scorsi, aveva interdetto i sentieri del promontorio, proprio a seguito dei numerosi casi di intervento delle forze dell’ordine).”

Ma la domanda resta: perché vietare l’accesso ai sentieri quando c’erano i mezzi e anche la tempistica per metterli in sicurezza? Sul tema l’associazione lancia una frecciatina: “Dato che ci sono in ballo 118mila euro che vogliamo sapere se per caso qualcuno ha deciso di non spendere…”

“Il patrimonio va gestito”, l’affondo dell’associazione

Il punto, secondo l’associazione, è sempre lo stesso: la capacità di gestire il patrimonio che il Borgo ha da offrire, anche perché sottolineano: “abbiamo un solo sentiero ostico. Come farebbero sulle Alpi?”

Ma qual è la soluzione, allora? Come procedere per rendere tutto più sicuro anche per gli escursionisti meno esperti? Dall’associazione spiegano: “I soldi stanziati prevedevano delle priorità a nostro avviso corrette. Il primo punto fondamentale è creare certe condizioni minime. Ovvero che non si perda il sentiero e si finisca in punti pericolosi. La segnaletica era il primo passo e si poteva (per il sentiero di Circe) attuare benissimo da gennaio ad oggi.

Poi – concludono – viene la messa in sicurezza e ovviamente il controllo alla partenza che siano rispettate le condizioni minime a livello di attrezzatura. Ma il sentiero di Torre Fico verso il porto si poteva fare. Forse sistemarlo è scomodo per qualcuno… Si potrebbe scrivere fiumi di parole, ma il problema è sempre lo stesso un territorio e le sue attrattive va gestito.”

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