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Roma-Lido, Di Pillo scrive alla Regione. Alessandri: “Chieda spiegazioni all’Atac”

L'assessore alla Mobilità della Pisana: “La Regione ha sempre ottemperato ai suoi obblighi contrattuali nei confronti di Atac, ci saremmo aspettati che lo stesso facesse l’Azienda"

Roma – “La Presidente del Municipio X fa bene a dichiarare inaccettabile la soppressione delle fermate della Roma-Lido – Stella Polare, Castel Fusano e Cristoforo Colombo – bisognerebbe, però, che ne chiedesse conto ad Atac, così come sta formalmente facendo la Regione Lazio, poiché è utile ricordare che è stata l’Azienda Capitolina a non ottemperare alle prescrizioni dettate da Ansfisa e che tale negligenza ha portato allo stop forzato di ben quattro convogli MA200.”

Così l’assessore regionale a Lavori Pubblici e Tutela del Territorio, Mobilità, Mauro Alessandri che ha risposto alla Presidente del Municipio X, Giuliana Di Pillo in seguito alla lettera recapitata alla Regione Lazio a firma della Presidente stessa.

“La Regione Lazio – aggiunge l’assessore – ha sempre ottemperato ai suoi obblighi contrattuali nei confronti di Atac, ci saremmo aspettati che lo stesso facesse l’Azienda a cui per legge e per contratto viene demandata la revisione dei propri convogli. In ultimo ricordiamo che tale mancanza non è certamente legata a mancati trasferimenti finanziari da parte della Regione Lazio poiché questi non sono mai stati richiesti da Atac”.

E infine in merito ai 180 milioni citati dalla Presidente, l’assessore Alessandri precisa: “Si informa che sulla stessa linea sono già stati impegnati integralmente: 45,5 mln per l’acquisto dei nuovi treni, la cui gara è già stata affidata; 13,5 mln per la manutenzione straordinaria iniziata la scorsa settimana con il primo treno; 40 mln per il nuovo deposito di Ostia; 77 mln per l’ammodernamento completo della linea da parte di Rfi (inizio lavori da febbraio 2022); 4 mln per i sistemi di comunicazione terra-treno (lavori già avviati)”.

“Nessuna guerra tra Istituzioni”

Nessuna ‘guerra tra Istituzioni’ a proposito della Roma-Lido, raccontarla così è sbagliato”, ha chiarito poi Alessandri in un post su Facebook. “La Presidente del Municipio di Ostia ha semplicemente scritto all’ente sbagliato, perché le sue preoccupazioni, polemiche, rispetto alle soppressioni delle fermate sulla tratta doveva esprimerle ad Atac e a all’amministrazione comunale di Roma, non a noi”.

“E qui non è un fatto di interpretazioni, di fazioni: c’è il giusto e c’è lo sbagliato, basta sapere che tutto quello che avviene rispetto alle scelte di gestione del servizio fino al 31 dicembre di questo anno è responsabilità di Atac. Quelle soppressioni non le ha decise la Regione, ma Atac, che riceve 90 milioni di euro l’anno per gestire le ferrovie ex concesse, è così chiaro. E le ha decise perché obbligata dalla sua stessa scarsa efficienza, evidentemente: non ha treni disponibili, non avendo fatto le dovute manutenzioni sul materiale rotabile”, scrive l’Assessore.

“Chi lo dice? Potreste dire. Lo dice, e lo ha scritto, più volte l’Agenzia nazionale della sicurezza ferroviaria, che alla fine, sollecito dopo sollecito, preso atto dell’inconcludenza di Atac ha fermato 4 treni. Queste trascuratezze, questi ritardi e le inottemperanze di cui Atac è stata protagonista, rispetto alla manutenzione dei treni, al rispetto delle prescrizioni dell’Agenzia nazionale della sicurezza ferroviaria, rispetto al decoro delle stazioni ha messo in importante difficoltà la Regione e migliaia di cittadine e cittadini, hanno provocato questi forti disagi. Tutte queste inadempienze sono state puntualmente eccepite dalla Regione, perché oltre ad essere indignati non permetteremo che i soldi dei contribuenti vengano investiti in servizi pubblici che per responsabilità di altri non si realizzano. Io parlo con lingua dritta, e non voglio fare la campagna elettorale su una ferrovia, come fosse un tema da niente, né favorire guerre, alimentarle. Semplicemente ribadisco: la Presidente del Municipio ha scritto all’ente sbagliato”.

“Mentre queste provocazioni, schermaglie divertono tanto, appassionano, noi siamo al lavoro. Anche sostituendoci, e sempre più spesso, a chi ha dimostrato di non saper fare il proprio dovere, con la necessaria disciplina. Vorrei, vorremmo, cominciare a far parlare solo i fatti. Capisco che per altri è più difficile, ma proprio tanto, ma questa difficoltà non può diventare un problema di tutti”.

(Il Faro online)