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Gaeta, raggira un’anziana con la “truffa dell’assicurazione”: denunciato un 21enne

La vittima, una donna di 73 anni, era stata contattata telefonicamente da una sedicente operatrice di una nota compagnia assicurativa

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Gaeta – Si sono concluse nella mattinata di sabato 18 settembre le indagini condotte dagli agenti della Questura di Latina – Commissariato Distaccato di Polizia di Stato di Gaeta, che hanno deferito all’Autorità giudiziaria di Cassino un pregiudicato di 21 anni, residente in provincia di Napoli, per esercizio abusivo dell’attività di intermediazione assicurativa e truffa aggravata.

Vittima una donna di 73 anni del sud pontino che, dovendo rinnovare la polizza assicurativa dell’autovettura del figlio, è stata contattata telefonicamente da una sedicente operatrice di una nota compagnia assicurativa con la quale, in effetti, il mezzo risultava già assicurato e prossimo alla scadenza.

In particolare, l’interlocutrice le aveva inviato attraverso WhatsApp una lettera della società assicurativa e gli estremi di una carta PostePay su cui versare la somma 336,00 euro come pagamento dell’assicurazione RCA Auto.

Ad operazione compiuta, poiché la vittima non aveva ricevuto la documentazione assicurativa, ha tentato quindi di contattare l’utenza telefonica cellulare dalla quale aveva ricevuto, tra l’altro, la lettera di rinnovo dell’assicurazione, senza ottenere alcuna risposta. La donna ha effettuato anche un ulteriore tentativo, chiamando l’utenza fissa che era indicata sulla lettera, scoprendo in quella circostanza che, in realtà, la stessa era riconducibile ad un’agenzia investigativa che aveva ricevuto numerose chiamate delle stesso tenore da altri ignari malcapitati.

L’anziana donna, ormai consapevole del raggiro subito, a fine agosto aveva denunciato l’illecito negli Uffici del Commissariato di Gaeta, che al termine di mirati approfondimenti investigativi hanno identificato il malvivente.

È inoltre emerso che lo stesso soggetto, su tutto il territorio nazionale, si era reso responsabile della medesima truffa in danno di numerose altre vittime che, probabilmente, senza possedere la giusta esperienza, ritenevano di aver concluso dei validi contratti assicurativi ritrovandosi poi truffati, tant’è che un Ufficio della Polizia Postale del nord Italia, nel frattempo, aveva già richiesto il sequestro della carta prepagata PostePay ove erano state trasferite le somme di denaro oggetto di attività fraudolenta.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.

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