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Notte da incubo a Fiumicino, affonda un peschereccio nel Porto canale

Il peschereccio era stato da poco ristrutturato, in un cantiere all'estero, per lavori di manutenzione e ammodernamento.

Fiumicino – Notte da incubo per il Roma8194 “Maria”, uno dei pescherecci della flotta di Fiumicino. Intorno alle 2,30 il natante ha iniziato a imbarcare acqua fino ad affondare.

Il capitano ha tentato disperatamente di utilizzare delle cime per mettere in sicurezza l’imbarcazione, ma non c’è stato nulla da fare.

Il peschereccio sembrerebbe fosse stato da poco ristrutturato, in un cantiere all’estero; lavori di ammodernamento e, a quando si apprende (ma sono dati da confermare), lavori anche alla chiglia.

Era rientrato da pochi giorni a Fiumicino, poi il dramma. Questi episodi succedono quando ci sono forti mareggiate, e nella notte il mare ha fatto la voce grossa.

A causa del mare grosso, anche altre imbarcazioni sono state sballottate stanotte, per fortuna (almeno loro) senza conseguenze funeste.

Resta il problema del porto canale che, stretto dai lavori di messa insicurezza con le parancole per evitare il rischio esondazione, ha praticamente creato un effetto imbuto: che “collegato” al fondale rialzato per il mancato dragaggio del fondo del fiume, crea un mix pericolosissimo.

In attesa dell’antemurale del nuovo porto commerciale, che dovrebbe ospitare la darsena pescherecci, si vive con fiato sospeso ogni mareggiata.

La nota della Capitaneria di Porto

La Capitaneria di Porto di Roma-Fiumicino, secondo quanto si apprende dalla Guardia Costiera, è intervenuta alle 4 del mattino. Un operatore della sala operativa – attiva h24 – ha dato “l’allarme avendo notato, dalle telecamere di sorveglianza, il sensibile innalzarsi della linea di galleggiamento dell’unità e lo sbandamento su un fianco”.

“Diramato l’allarme, è intervenuto il battello GC B01 dalla sede della base navale, unitamente al sottufficiale responsabile del servizio d’ispezione. Il personale della Capitaneria ha verificato che l’unità imbarcava acqua e supportava il comandante del peschereccio nei primi tentativi di contrastarne l’affondamento, rinforzando gli ormeggi”.

Il comandante del peschereccio, che nel frattempo continuava ad affondare, “inizialmente ha rifiutato di abbandonare la barca, poi, è stato convinto a lasciare il mezzo. Una volta a terra, l’uomo ha avuto un malore ed è stato prontamente affidato alle cure del 118″.

“L’Autorità marittima ha disposto, quindi, alle prime luci dell’alba, l’impiego di panne assorbenti intorno all’unità, a cura del concessionario del servizio di disinquinamento portuale, allo scopo di evitare la dispersione del carburante e dei liquidi di sentina. Iniziate in tarda mattinata, sono ancora ancora in corso le operazioni di ripristino del galleggiamento con l’impiego di una gru per carichi eccezionali  e di una ditta specializzata in lavori subacquei. Solo una volta riportato in galleggiamento il peschereccio, le ispezioni al locale motori ed, all’esterno, all’opera viva permetteranno di accertare la causa dell’affondamento“, concludono dalla Guardia Costiera.

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