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Papa Francesco: “In Vaticano mi volevano morto”

La rivelazione del Pontefice durante la visita con i gesuiti slovacchi: "Ci sono stati anche incontri di prelati. Preparavano il conclave. Ma grazie a Dio sto bene"

Città del Vaticano – Che Oltretevere l’azione pastorale e di riforma avviata da Papa Bergoglio non piaccia proprio a tutti si era capito fin dai primi mesi del suo pontificato. E lo stesso Pontefice conferma le voci su alti prelati che lo volevano morto. Il Santo Padre lo rivela durante l’incontro con i gesuiti slovacchi durante il suo ultimo viaggio apostolico nel cuore dell’Europa cristiana (leggi qui).

“Sono ancora vivo. Nonostante alcuni mi volessero morto”, dice il Santo Padre rispondendo a un giovane gesuita che gli domanda “Come sta?”.

“So che ci sono stati persino incontri tra prelati, i quali pensavano che il Papa fosse più grave di quel che veniva detto. Preparavano il conclave”, aggiunge il Papa facendo riferimento all’operazione al colon di inizio luglio. “Pazienza! – scherza – Grazie a Dio, sto bene. Fare quell’intervento chirurgico è stata una decisione che io non volevo prendere: è stato un infermiere a convincermi. Gli infermieri a volte capiscono la situazione più dei medici perché sono in contatto diretto con i pazienti”.

La conversazione con i gesuiti, avvenuta domenica 12 settembre ma riportata su La Civiltà Cattolica solo oggi, diventa fin da subito un dialogo domande-risposte. E’ Francesco a chiederlo, perché, afferma provocando una risata, “io davvero non me la sento di fare un discorso ai gesuiti. Ecco aspetto le domande. Buttate il pallone al portiere. Dai!”.

Al prete che gli chiede cosa i gesuiti devono avere a cuore per il lavoro pastorale in Slovacchia, il Pontefice risponde con una sola parola, declinata in 4 aspetti: “Vicinanza. Vi chiedo quattro vicinanze: con Dio, tra voi, con i vescovi e il Papa, e quella con il popolo di Dio, che è la più importante”.

Uno dei presenti ricorda che il Papa parla spesso delle colonizzazioni ideologiche che sono diaboliche. Fa riferimento, tra le altre, a quella del “gender”. “L’ideologia – afferma Francesco – ha sempre il fascino diabolico, come dici tu, perché non è incarnata. In questo momento viviamo una civiltà delle ideologie, questo è vero. Dobbiamo smascherarle alle radici. La ideologia del ‘gender’ di cui tu parli è pericolosa, sì. Così come io la intendo, lo è perché è astratta rispetto alla vita concreta di una persona, come se una persona potesse decidere astrattamente a piacimento se e quando essere uomo o donna. L’astrazione per me è sempre un problema”. Ma l’ideologia gender, sottolinea,  “non ha nulla a che fare con la questione omosessuale. Se c’è una coppia omosessuale, noi possiamo fare pastorale con loro, andare avanti nell’incontro con Cristo. Quando parlo dell’ideologia, parlo dell’idea, dell’astrazione per cui tutto è possibile, non della vita concreta delle persone e della loro situazione reale”.

Un gesuita parla poi della paura diffusa dei rifugiati. Ma Francesco ribadisce la linea dell’accoglienza: “Io credo che bisogna accogliere i migranti, ma non solo: occorre accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Servono tutti e quattro questi passaggi per accogliere veramente. Ogni Paese deve sapere fino a quanto può farlo. Lasciare i migranti senza integrazione è lasciarli nella miseria, equivale a non accoglierli. Ma bisogna studiare bene il fenomeno e capirne le cause, specialmente quelle geopolitiche. Occorre capire quel che succede nel Mediterraneo e quali sono i giochi delle potenze che si affacciano su quel mare per il controllo e il dominio. E capire il perché e quali sono le conseguenze”.

Il 14 settembre, si legge ancora su La Civiltà Cattolica, vi è stato un secondo, brevissimo incontro con i gesuiti a Prešov, subito dopo la celebrazione della Divina liturgia. Infatti, Francesco, su invito di un gesuita incontrato in Nunziatura a Bratislava, ha fatto visita al personale della casa di Esercizi spirituali che non poteva partecipare alla celebrazione perché impegnato nella preparazione dell’ospitalità per i vescovi presenti. Alla fine, Francesco ha salutato in piedi sul portico anche i gesuiti che compongono la comunità locale.

(Il Faro online) Foto © Vatican Media – Clicca qui per leggere tutte le notizie di Papa & Vaticano
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