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Tirrito (Co.g.i): “La condanna dei Casamonica per mafia è solo la prima pietra di una strada che lo Stato deve percorrere fino in fondo”

"Bene condannare per il passato, ma preoccupa il presente, chi tenta ancora di infiltrarsi, chi gestisce parte dei territori"

Roma – “Il clan Casamonica è mafia. Lo hanno stabilito i giudici della X sezione penale del tribunale di Roma (leggi qui). Un buon risultato, ma sempre troppo poco“. A parlare è Maricetta Tirrito, portavoce del Co.g.i. il Comitato dei collaboratori di Giustizia.

E’ stata, infatti, emessa dopo 7 ore di camera di consiglio, la sentenza di condanna nell’aula bunker di Rebibbia: 44 imputati con accuse a vario titolo, dall’associazione mafiosa dedita al traffico e allo spaccio di droga, estorsione, usura e detenzione illegale di armi. 30 anni al boss Domenico. Dai 19 ai 25 anni agli altri. Dopo due anni di processo sono state infine accolte le richieste dei pubblici ministeri della Dda, Direzione distrettuale antimafia. E non va assolutamente dimenticato che questo risultato è stato raggiunto grazie anche alle dichiarazioni di tre collaboratori di Giustizia.

“E’ certamente un risultato, – prosegue Tirrito – un buon risultato. Ma se da una parte si affaccia il sentimento di soddisfazione, dall’altra monta la rabbia per tutto ciò che negli anni si è dovuto subire, tutte le vessazioni e le violenze che, purtroppo, nessuno potrà sanare.

Lo penso io e lo pensano le madri di tutti i giovani romani ai quali questi personaggi forniscono la droga… Lo pensano tutti i commercianti strozzati e taglieggiati. Lo pensa anche ogni cittadino onesto che ha visto sporcare il nome della propria terra con lo stemma di queste famiglie mafiose”.

“Dunque, – conclude Tirrito – bene condannare per il passato, ma preoccupa il presente, chi tenta ancora di infiltrarsi, chi gestisce parte dei territori, che fa ancora affari con la malavita. Questa sentenza ci fornisce una direzione che ora va percorsa“.
(Il Faro online)