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Elezioni, a Minturno è sfida a tre per la fascia tricolore

Una campagna piena di veleni e nodi da sciogliere quella di Minturno. 11 le liste totali e 176 gli aspiranti consiglieri

Minturno – Tra i comuni al voto del tempo del Covid c’è anche quello a più del sud del Lazio. In quella che, a Minturno, si prospetta in una lotta tra la continuità e la rottura con il passato recente, quello messo in piedi dall’attuale Primo cittadino uscente, Gerardo Stefanelli.

I numeri delle elezioni

Con una pandemia ancora in corso, queste elezioni si prospettano sicuramente delicate ed intricante al contempo, dove non sono mancati i nodi da sciogliere e i veleni. Ma se fossero i numeri a parlare, cosa direbbero di queste elezioni a Minturno?

Il primo dato rilevante riguarda il numero dei candidati sindaci: soltanto tre in questa tornata, contro i 7 del 2016 e i 5 del 2012. Sui nomi non ci sono state grandi sorprese: è sceso in campo il Primo cittadino uscente, Gerardo Stefanelli. Insieme al Pd, la cui presenza nella coalizione era, forse, il vero punto interrogativo.

Nonostante i vari tentativi di dialogo tra le varie sensibilità dell’area di riferimento, poi, alla fine, il centrodestra si è fatto trovare spaccato. Da una parte ci sarà l’avvocato Pino D’Amici (sostenuto da quattro liste, tra cui FdI) e dall’altra l’ex presidente del comitato provinciale della Fipav, Massimo Moni, sostenuto da due liste, tra cui la Lega.

Dopo i candidati sindaci, ad essere in calo, rispetto alle due tornate precedenti sono anche liste. Gli aspiranti consiglieri, infatti, si identificano in 11 liste diverse, contro le 21 del 2016 e le 19 del 2012.

Per quanto riguarda il numero dei consiglieri in sé, quelli in corsa 176, contro i 318 del 2016 e i 292 del 2012. Un dato in calo, ma che resta comunque esorbitante, se si considera che i posti disponibili per gli aspiranti consiglieri sono soltanto 16.

I candidati sindaci: dalla sinistra del Primo cittadino uscente al centrodestra spaccato

Gerardo Stefanelli

Sul fatto che il Primo cittadino uscente avrebbe tentato il bis, non c’erano dubbi. Il vero nodo da sciogliere era capire con chi, considerato che, aveva lasciato il Partito che lo portò alla vittoria (il Pd) per diventare il primo sindaco renziano della provincia di Latina.

Stare o non stare in coalizione con Stefanelli? E’ stato questo il dilemma che ha caratterizzato l’ala progressista minturnese, tanto da spingere, per un po’, lo stesso Stefanelli a mettere in stand-by la propria candidatura (leggi qui), in attesa di una qualche mossa dem.

Alla fine, il sostegno, nonostante le titubanze, è arrivato, permettendo a Stefanelli di presentare un centrosinistra compatto. Con lui, inoltre, ci sarà anche Forza Italia, presente in chiave civica, con la lista “Idee e legalità”.

Quella del Primo cittadino uscente è la coalizione più grande, composta da ben 5 liste (le altre 3 sono Minturno 2030, Città Futura e Insieme per Minturno).

Il centrodestra spaccato

 

Pino D’Amici

 

Considerata la poderosa “campagna acquisti” portata avanti da “Fratelli d’Italia” nei mesi che precedevano la definizione di un’eventuale coalizione, il rischio che il centrodestra si sarebbe presentato spaccato c’era, era concreto. E così è stato. Nessuna sorprese neppure sul nome: quello dell’avvocato D’Amici filtrava già, mancava soltanto l’ufficialità, su cui si è aspettato, nella speranza di portare a casa tutto: nome del candidato e fronte unito.

Oltre al suo partito, l’avvocato D’Amici conta sul sostegno di “Minturno libera”, la lista che più ha fatto opposizione a Stefanelli, nell’ultimo anno, e su “Minturno Domani” e “D’Amici sindaco”.

 

Massimo Moni

Quella di Massimo Moni è stata una “candidatura reazione”. La Lega, infatti, ha atteso a lungo che FdI rispondesse alle richieste di resettare la candidatura di D’Amici, proponendo, come metodo per la scelta del nome da spendere in campagna elettorale, quello delle primarie, nella speranza che anche Forza Italia potesse partecipare, creando un fronte unito.

Quando FdI ha rispedito al mittente la proposta della Lega, Moni è sceso in campo. Anche qui, sul nome nessuna sorpresa. Nell’area c’era già.

A sostenerlo, oltre la Lega, c’è la civica “Lista Galasso”.

La palla ai minturnesi

La palla, adesso, passa ai minturnesi. Naturalmente, saranno loro a dover scegliere. Ma la questione è se rompere con il passo recente o se, proprio quel passato sia destinato a diventare futuro prossimo.

Come saranno loro a decidere se sarà una vittoria facile, o una arrivata dopo un “sudatissimo” ballottaggio, che potrebbe aprire nuovi scenari.

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