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Moria di pesci nel Tevere, la Procura di Roma apre un’inchiesta

Europa Verde: "La responsabilità potrebbe essere del malfunzionamento degli scolmatori di piena gestiti da Acea"

Roma – “La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta sulla moria di pesci nel Tevere dopo l’esposto che noi di Europa Verde abbiamo presentato grazie al coportavoce di Roma, l’avvocato Guglielmo Calcerano, in collaborazione con Silvana Meli. La verità tornerà a galla sul perché il 31 maggio, il primo giugno 2020 e poi il 5 luglio il corso del fiume era pieno di pesci morti (leggi qui)”.

A renderlo noto sono gli esponenti di Europa Verde Roma e Lazio, che raccontano: “Abbiamo ricevuto numerose segnalazioni da parte di chi vive il fiume tutti i giorni, primi fra tutti canottieri e pescatori, che episodi di moria di pesci avvengono sempre d’estate, come se gli agenti inquinanti arrivati dalle fogne portassero a un’improvvisa intossicazione delle acque”.

“La responsabilità – dicono – potrebbe essere del malfunzionamento degli scolmatori di piena gestiti da Acea. Dispositivi che in caso di piena del Tevere consentono di superare i depuratori in modo da poter smaltire la quantità di acqua in più ed evitare che i filtri si intasino e rimangano danneggiati. Una procedura legittima – sostengono da Europa Verde –, ma bisogna vedere se comunque ci sia una responsabilità di questo sistema nel danno ambientale che si ripete ormai da anni”.

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