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Baccini: “Il lavoro a Fiumicino non può dipendere solo dall’aeroporto, servono alternative”

Ieri in piazza Grassi la manifestazione di centrodestra e liste civiche per ascoltare i lavoratori colpiti dalla crisi aeroportuale, Baccini: "Ripartiamo dal turismo"

Fiumicino – “L’evento di ieri sera in piazza Grassi è stato un momento di ‘alta intensità’ politica, ovvero di partecipazione diretta alla vita democratica della città perché ha voluto includere le rappresentanze di tutte le maestranze dell’indotto aeroportuale e non solo dei precari di Alitalia, che comunque hanno avuto loro momento e la loro voce durante la manifestazione”.

Con queste parole Mario Baccini, leader del centrodestra a Fiumicino, ha riassunto l’essenza della manifestazione di ieri dove l’opposizione si è messa in ascolto dei lavoratori colpiti dalla crisi aeroportuale. “Riteniamo sia importante che questa città guardi il disastro che si sta perpetrando a sue spese e non è solo da considerare il fallimento della compagnia di bandiera e la svendita di Alitalia, che metterà in ginocchio l’80% delle famiglie del territorio, ma è da vedere quello che negli anni è stato fatto per depauperare Fiumicino di risorse e opportunità“, aggiunge Baccini.

“Il centrodestra e le liste civiche collegate, uniti, ieri a Fiumicino hanno ribadito che questo territorio ha bisogno di alternative, ha bisogno di creare occupazione, ha bisogno di tornare ad essere indipendente dall’aeroporto e da tutto quello che può. Ha bisogno di creare un sistema per cui se una grande attività come quella dell’Alitalia crolla non può pagarne il prezzo tutta la cittadinanza – prosegue Baccini -. In questo momento noi dobbiamo e vogliamo che Fiumicino cresca che si riappropri del suo territorio attraverso nuove forme di occupazione, vogliamo che i cittadini, che tutte le maestranze possano lavorare, sì con l’aeroporto, ma anche indipendentemente da esso o meglio attraverso dei servizi e delle opportunità che ne siano corredo e non dipendenza“.

Dobbiamo poter sviluppare l’attività turistica: abbiamo il secondo patrimonio archeologico (area Portus) più grande d’Italia dopo i Fori Imperiali che non viene valorizzato, abbiamo scuole di formazione ma non abbiamo università, non abbiamo teatri, non abbiamo la possibilità di impiegare i nostri giovani che proprio ieri in piazza Grassi hanno dimostrato di voler mettersi in gioco dicendo di voler creare qualcosa anche per i loro coetanei. Ripartiamo, dunque, dalle persone, dalle necessità, dalle famiglie! Ripartiamo dall’occupazione, ripartiamo dalla crescita del territorio per poter dire basta a alla crisi economica, politica e sociale di Fiumicino“, conclude Baccini.

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