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Latina2021, in 9 per lo scranno da Sindaco

Una campagna elettorale, quella di Latina, dove non sono mancate le frecciatine e i veleni. 21 le liste totali e circa 600 gli aspiranti consiglieri

Latina – Anche nell’indomabile capoluogo pontino si andrà al voto al tempo del Covid. Una campagna elettorale dove i latinensi saranno chiamati a scegliere tra il presente che vuole diventare futuro e il passato che vuole tornare in auge.

I numeri delle elezioni

Una tornata elettorale, quella di Latina, delicata, intricata e complessa (ricordiamo che è la seconda città più grande del Lazio), dove non sono mancate le frecciatine e i veleni. Ma se fossero i numeri a parlare, cosa direbbero di queste elezioni?

Il primo dato rilevante riguarda il numero dei candidati sindaci: soltanto 9, contro gli 11 del 2016 e i 13 del 2011. Novità, invece, in merito alle quote rosa: due in questa tornata (rispettivamente Annalisa Muzio e Nicoletta Zuliani), quando sia nel 2016 che nel 2011 non ce ne era neppure una.

Per quanto riguarda il resto dei candidati, il primo a scendere in campo è stato il Primo cittadino uscente, Damiano Coletta. Il primo a sfidarlo il civico Antonio Bottoni, a cui sono seguiti, poi, Vincenzo Zaccheo, sostenuto dal centrodestra e il candidato del M5s, Gianluca Bono.

E ancora: in un centrosinistra molto presente, ma frammentato, sono scesi in campo il candidato del Partito comunista, Andrea Ambrosetti, quello della Sinistra Italiana, Giuseppe Antonio Mancino e quello di Solidarietà sociale, Sergio Sciaudone.

Oltre al numero dei candidati sindaci, in calo anche quello delle liste: 21 in totale, contro le 30 del 2016 e le 26 del 2011. Per quanto riguarda il numero degli aspiranti consiglieri in sé: circa 600, contro i circa 900 del 2016 e i circa 800 del 2011. Un dato in calo, ma che resta comunque esorbitante, considerato che i posti disponibili sono soltanto 32…

I candidati sindaci: dal Coletta bis al ritorno al futuro di Zaccheo

 

Il centrosinistra

 

Damiano Coletta

E’ stato il primo a scendere in campo, confermando la sua presenza in questa tornata elettorale già lo scorso novembre. Ha subito chiarito che, purché non si mettesse in discussione la sua leadership, una coalizione di centrosinistra attorno al suo nome era possibile.

E’ riuscito a incassare il sostegno del Pd, nonostante l’allora segretario provinciale, Claudio Moscardelli, avesse definito “fallimentare” la sua esperienza di governo.

Al contrario, a rifiutare il suo appello di creare un fronte contro Zaccheo (candidato del centrodestra) è stato il M5s, che ha preferito continuare in solitaria la propria corsa, rispedendo al mittente la proposta e affidando agli elettori l’arduo compito di scegliere da chi farsi guidare verso il futuro di Latina.

Oltre alla sua Lbc e al Pd, il Primo cittadino uscente è sostenuto dal Psi e dalle liste civiche “Per Latina 2032” e “Riguarda Latina”.

Andrea Ambrosetti

“Il nostro candidato sindaco è una delle poche vere novità di alternativa allo sfascio in cui versa la politica della città.” E’ con queste parole che, ormai al fotofinish, il Partito comunista di Latina ha annunciato la candidatura di Andrea Ambrosetti, chimico che lavora presso l’Arpa Lazio.

Ambrosetti ha promesso ai latinensi una campagna elettorale pulita, senza veleni e con l’obiettivo di restituire loro risposte chiare, celeri ed efficienti, che possano rispondere alle loro esigenze e far rinascere il capoluogo.

 

Giuseppe Antonio Mancino

 

Anche la candidatura di Giuseppe Antonio Mancino, candidato di Sinistra italiana, è arrivata al fotofinish, ormai a ridosso della data ultima per la presentazione delle liste.

“Siamo scesi in campo con Mancino candidato sindaco – hanno spiegato da SI – perché siamo convinti che esista una Latina migliore di quegli amministratori che, nel corso dei decenni passati, l’hanno culturalmente, socialmente ed economicamente disastrata. E’ a questa Latina migliore che puntiamo per poter cambiare il volto politico della nostra città.”

La lotta alle mafie, il sostegno alle lotte per un lavoro dignitoso e a quella per ripubblicizzazione dell’acqua, sono alcuni dei suoi cavalli di battaglia.

 

I civici

 

Sergio Sciaudone

Già candidato sindaco nel 2011, Sciaudone è sceso in campo con “Solidarietà sociale”, una lista civica (in quanto senza simboli di partito) che, però, lui definisce politica, in quanto nata con il preciso scopo di colmare il vuoto che si respira in città in merito al futuro di Latina.

“Quando, nel 2016, prevedevo la morte della sinistra in città ero ottimista… a essere morta, in verità, è la politica.

In consiglio – ha affermato Sciaudone – non c’è più un confronto democratico e costruttivo. C’è una maggioranza bulgara che vota compatta, con la sensazione che, a volte, i consiglieri alzino la mano senza avere reale conoscenza dell’argomento in discussione, e una minoranza che a volte accenna una sterile opposizione: la politica e la democrazia sono altro.”

 

Antonio Bottoni

E’ stato il primo sfidante di Coletta, ufficializzando la sua candidatura lo scorso aprile. Bottoni è coordinatore, tra le altre cose, dell’associazione per i diritti del cittadino Co.Di.Ci, associazione con la quale ha portato avanti importanti battaglia per la città, in primis quella sul cimitero e la cosiddetta “tassa sul morto”.

La sua “Siamo Latina” è una lista civica attorno alla quale ha cercato di costruire una coalizione che possa raccogliere consensi anche dal mondo dell’associazionismo e del sindacato, oltre che da quello civico vero e proprio.

Suo cavallo di battaglia è il ripristino della legalità: “Fino ad ora, nel nostro territorio abbiamo assistito a tre modi di fare politica: quella del non fare, quella del fare male e quella del malaffare.”

A sostenerlo, oltre a “Siamo Latina”, anche “Fiamma tricolore” e “Legalità e sicurezza”.

 

Annalisa Muzio

E’ sua la più “rumorosa” delle candidature, considerato, in primis, che è stata la prima delle due donne a scendere in campo. Negli ultimi giorni, inoltre, uno dei suoi candidati è stato sfregiato in volto, mentre lei stessa è rimasta coinvolta in un’incidente, in cui un anziano è finito in ospedale.

Nonostante tutto, la Muzio, pur sospendendo momentaneamente la sua candidatura, ha poi ripreso con gli ultimi impegni prima della chiusura della campagna elettorale, facendo intendere di non essere disposta a retrocedere di un passo.

“Quella che presentiamo oggi – ha sottolineato la Muzio – è una rivoluzione, che oggi muove i suoi primi passi. Siamo la dimostrazione che il terzo polo può esistere e che insieme possiamo costruire la casa di tutti quelli che vogliono mettersi in gioco, metterci la faccia e che hanno la volontà di “fare”.”

A sostenerla, il movimento “Fare Latina”, di cui già era portavoce, e il Partito liberale europeo.

 

Nicoletta Zuliani

 

Nei giorni immediatamente precedenti all’ufficializzazione della sua candidatura, Nicoletta Zuliani aveva annunciato, con una lettera, di voler abbandonare il Pd, dopo 14 anni di militanza politica. Il motivo stava tutto nella scelta dei vertici dem, di scendere in campo senza il simbolo. Scelta che la stessa Zuliani ha definito “insostenibile” perché privava il partito della propria identità.

Qualche giorno dopo, è arrivato l’annuncio del dialogo con “Azione”, il partito di Calenda, di cui ha incassato anche il sostegno dei leader nazionali.

Nonostante questo, però, la Zuliani ha scelto una candidatura in chiave civica. A sostenerla, infatti, una lista che porta il suo nome.

 

Il M5s

 

Gianluca Bono

 

Già candidato sindaco nel 2011, è il Primo Luogotenente della Marina Gianluca Bono, il candidato dei pentastellati.

E’ stato lui a rispedire al mittente la proposta di Coletta in merito al fronte unito contro Zaccheo, preferendo una corsa solitaria, ma senza timori, come aveva promesso durante la presentazione della sua candidatura.

“Stiamo dialogando con tutti per verificare la possibilità di dare vita ad una eventuale “coalizione” che non escluda un passo indietro dei rispettivi candidati sindaco – aveva spiegato Bono – e la ricerca di una personalità terza dalle specchiate doti etiche, morali e professionali in grado di rappresentare le varie anime di una eterogenea alleanza. Noi siamo pronti a cogliere questa sfida all’interno di un “campo largo” privo di “capitani”.

Tuttavia, se dovesse prevalere l’ego dei singoli, non avremo timore, nel rispetto di una direzione politica preventivamente ratificata dal gruppo Progetto, a presentarci da soli al nostro elettorato di riferimento forti dell’appoggio del M5S nazionale, regionale e locale.”

 

Il “parto” del centrodestra: ritorno al futuro con Zaccheo

 

Vincenzo Zaccheo

Se quella della Muzio è stata la più “rumorosa”, quella di Zaccheo, invece, è sicuramente quella più travagliata.

Nessuna sorpresa sulla scesa in campo dell’ex sindaco ed ex consigliere comunale. Il punto cruciale è stato capire con chi, domanda a cui, lui stesso, non ha saputo rispondere con certezza per almeno un bel po’. La sua area di riferimento, il centrodestra, infatti, aveva fatto sapere che il proprio candidato sarebbe stato reso noto entro Natale… Eppure, passata Pasqua, il nome sul tavolo ancora non c’era.

Zaccheo, però, non si è dato per vinto e, alla latitanza del centrodestra, ha risposto con una propria candidatura in chiave civica, sostenuto da “Voler bene a Latina” e un insieme di altre associazioni, dichiarando che il proprio partito era la sua città.

A ridosso di Ferragosto, però, è arrivata la svolta: dopo mesi di trattive infinite, Lega, FdI, e Forza Italia hanno trovato l’intesa sul volto da spendere in campagna elettorale. Il nome sul piatto era proprio quello di Zaccheo.

A sostenerlo, ora, oltre ai partiti già citati, ci sono “Cambiamo” e l’Udc, insieme alle liste civiche “Latina nel cuore” e “Vola Latina”.

Quel rischio ballottaggio

Per molti, è Zaccheo il vero sfidante di Coletta, in questo “braccio di ferro” che assume un doppio significato: l’ex sindaco è il passato di Latina (il suo mandato risale ormai a 10 anni fa, quando fu sfiduciato, perché, suo malgrado fu protagonista di un caso mediatico) che vuol tornare presente. Coletta è il presente che vuole farsi futuro.

In quest’ottica, viene da chiedersi se, il centrodestra, dopo mesi di tensioni, su un nome che sembrava destinato a non arrivare mai, saprà davvero essere così unito da portare a casa la vittoria. O, come dicono i detrattori di Zaccheo, il centrodestra, con questa mossa, ha appena riconsegnato la città nelle mani di Coletta? O a prevalere sarà la terza via, quella di un sudatissimo ballottaggio, che rischia di aprire nuovi scenari?

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